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L'istinto materno

A cura della Dott.ssa SILVIA DIODATI - Medico Veterinario

Come per la maggior parte degli animali, anche per la gatta l’istinto materno inizia già a manifestarsi durante i primi periodi della gestazione.


Può accadere che, mentre sta allattando i suoi piccoli micini appena nati, la mamma gatto può permettere anche ad un cucciolo bisognoso, anche di un’altra specie, di avvicinarsi e sfamarsi con il suo latte, adottandolo così in tutto e per tutto.

Quando la gatta sente che si sta avvicinando il momento del parto, può reagire in due modi, completamente diversi l’uno dall’altro: o cerca un posticino nascosto, isolato, ben protetto dall’ambiente esterno (ad esempio un bell’armadio che è rimasto aperto…) e quindi partorire da sola, oppure tenta proprio di coinvolgere il padrone con miagolii particolari per avvertirlo del parto imminente.

Quando avviene il lieto evento, la neo mamma rivolge tutte le sue attenzioni ai cuccioli, pulendoli delicatamente dai residui della placenta (soprattutto il muso, per eliminare qualsiasi sostanza residua che impedisca al piccolo di respirare bene), staccando il cordone ombelicale e ingerendo prontamente la placenta. Subito dopo porta i gattini vicino a sè per riscaldarli e accudirli meglio.

I micetti cercheranno subito la fonte del loro nutrimento e così la mamma si sdraierà su un lato, leggermente incurvata, avvicinerà i piccoli e comincerà ad allattarli: spesso la mamma inizia a fare le fusa sia per lo stato di benessere in cui si trova, sia come risposta alle richieste dei piccoli.

Dopo il pasto e più volte nell’arco della giornata, la mamma lava amorevolmente i piccoli, dappertutto,e soffermandosi soprattutto a livello della regione anale-genitale: così facendo, riesce a stimolare sia la defecazione che la minzione dei mici che altrimenti, in questo loro primo periodo di vita, non riuscirebbero a svolgere autonomamente, risultando così pericoloso per la sopravvivenza.

 

Imparando a vivere

Le gatte selvatiche, che vivono in libertĂ , con pochissimi rapporti con il genere umano, devono trasmettere ai loro cuccioli anche tutte le tecniche di caccia, importantissime per la sopravvivenza futura, quando non sarĂ  piĂą lei a doverli sfamare.

La femmina inizierĂ  quando i piccoli avranno circa quaranta giorni: il primo passo sarĂ  quello di farli mangiare una preda che lei ha cacciato davanti a loro. In seguito, presenterĂ  ai cuccioli una preda ancora viva che verrĂ  uccisa direttamente davanti ai loro occhi.

Dopo ancora qualche tempo la mamma permetterĂ  ai piccoli di partecipare alla caccia ed assestare il colpo finale alla preda.

Nel momento in cui i gattini avranno appreso tutte queste tecniche (intorno alle 8-10 settimane), saranno in grado di procacciare il cibo da soli e il compito della loro mamma sarĂ  concluso.

Anche per i micetti che nascono in casa lo svezzamento inizierà a partire da circa 30 giorni. In questo caso inizieranno a mangiare dalla ciotola della mamma, alternando pasti di latte a qualche crocchetta. Piano piano le poppate diminuiranno di frequenza così come la dipendenza dalla mamma.

 

 

Mamme poco attente?

Alcune volte può capitare che la gatta allontani da sé un cucciolo: probabilmente ha percepito che quel gattino potrebbe essere malato o con qualche difetto congenito e quindi non sarebbe in grado di sopravvivere in natura. Altre volte può capitare che, non appena partorito, la gatta si allontani dalla prole e non presti loro le necessarie attenzioni; altre ad avere veri e propri episodi di cannibalismo.

In ogni caso tutti questi comportamenti anomali sono piuttosto rari.

Spesso può capitare che una gatta che abbia subito un taglio cesareo stenti a riconoscere ed ad allattare i suoi cuccioli: in questo caso e necessaria una buona dose di pazienza da parte del proprietario che si dovrà sostituire in maniera sostanziale alla neo mamma.

 

 

Gattini abbandonati

Non è poi così difficile trovare in questo periodo dell’anno gattini che sono stati abbandonati (purtroppo non dalla mamma).

Cosa fare?

Innanzitutto è essenziale procurarsi del latte artificiale studiato appositamente per le loro esigenze nutritive, un piccolo biberon ben lavato e…tanta pazienza!

Infatti non bisogna dimenticare che un gattino appena nato dovrebbe essere allattato almeno ogni tre ore, anche di notte, e, poiché non riescono a mantenere da soli una temperatura corporea adeguata, è necessario preparare una cuccia ben riscaldata, magari utilizzando delle bottiglie di acqua tiepida da cambiare costantemente.

Inoltre dovremo sostituirci alla mamma anche per stimolare il micetto a fare i suoi bisogni: in questo caso sarĂ  utile utilizzare un batuffolo di cotone inumidito e massaggiare delicatamente la zona anale-genitale.

Per ogni dubbio sarĂ  poi utile consultare il proprio veterinario di fiducia.

 

 

Secondo l'ambiente

Durante i primi giorni, la nuova mamma rimarrà per ore in posizione sdraiata per permettere ai cuccioli di sfamarsi ogni volta che vogliono: di solito la gatta è rilassata e lascia i cuccioli solo il tempo strettamente necessario per mangiare e per fare i bisogni.

Il suo atteggiamento, però, può cambiare completamente se vede qualche estraneo avvicinarsi a lei e ai piccoli: la femmina, se si sente minacciata, potrebbe reagire anche in modo violento a qualsiasi tentativo di carezze da parte di chi non conosce.

Con il passare dei giorni, i mici continuano ad acquisire fiducia, si irrobustiscono e comincia a nascere in loro quella curiosità per l’ambiente esterno che un po’ caratterizza tutti i cuccioli, di qualunque specie.

Così cominciano ad allontanarsi qualche metro dalla madre, attirati da un rumore strano o da un movimento non ben definito, magari solo di una foglia.

Se i micetti si allontanano troppo, la mamma li richiamerà all’ordine o li andrà direttamente a prendere uno per uno stringendoli delicatamente con la bocca per la collottola e trasportandoli in un luogo sicuro.

Così facendo la mamma impartisce ai piccoli i primi fondamenti di disciplina e di obbedienza. Man mano che passerà il tempo i gattini cresceranno e si faranno sempre più audaci. La madre inizierà a lasciarli sempre più liberi e soli, fiduciosa che saprebbero cavarsela benissimo anche senza di lei.

E’ in questo periodo che iniziano a distinguere il luogo dove possono trovare il cibo, quello per i bisogni e quello per dormire.





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