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Cosa vuole 
comunicare il mio gatto?
 
 
A cura della Dott.ssa EWA PRINCI
Consulente esperta in comportamento ed etologia del gatto
Centro di Cultura Felina - culturafelina.it
La comunicazione felina è molto differente da quella umana e, per comprendere al meglio ciò che vuole dirci Micio, dobbiamo conoscerla, per non incorrere nel rischio di interpretare umanamente gli stati emotivi del gatto, senza capire ciò che realmente vuole dirci.
 
Segnali diversi
Il gatto, come tutti gli animali, è in grado di decifrare le nostre intenzioni e molte delle nostre emozioni, comunicandoci allo stesso tempo le sue. Come possiamo comprenderlo? Il gatto comunica attraverso i segnali corporei, l’emissione vocale, segnali chimici, ma anche decodificando qualcosa che riguarda la relazione emozionale.

Te lo dico miagolando
Il gatto, in natura, non vocalizza molto, pertanto non è abituato ad interagire con segnali vocali. Il gatto infatti utilizza i vocalizzi nella sua comunicazione intraspecifica solo in alcune occasioni ben precise (vedi box). La vocalizzazioni sono, invece, impiegate in molteplici situazioni dal gatto domestico nella sua vita con l’uomo: per salutare, per comunicare uno stato d’animo, per avvisare di un pericolo, per fare una richiesta, per richiamare la nostra attenzione. Difatti, il gatto miagola con l’essere umano utilizzando una forma di comunicazione che ha appreso nella sua relazione e convivenza con noi. Il ricorso alla vocalità è un comportamento acquisito, generalmente incoraggiato e sollecitato dal proprietario umano.

Per comunicare al  meglio con Micio dobbiamo comprenderci  reciprocamente, perché la comunicazione non é semplicemente parlare, ma é uno scambio che presuppone una relazione.

Te lo dico con le fusa
Un gatto fa le fusa in una varietà incredibile di situazioni. Il gatto emette queste vibrazioni quando si trova in situazioni di estremo relax e piacere, ma anche quando ha bisogno di curare il suo corpo o il suo stato emotivo in una situazione di dolore, malattia o paura. I cuccioli imparano a fare le fusa già a qualche giorno di età, soprattutto quando succhiano latte, e sembra che lo facciano per comunicare alla loro mamma che stanno bene e per segnalare che stanno ricevendo abbastanza cibo. La mamma, invece, le utilizza per segnalare la sua presenza e posizione ai gattini ancora ciechi e sordi.
 
Suono di gola
Le fusa hanno origine nella gola del gatto, più precisamente si tratta di un suono dato da una vibrazione a livello della laringe. La produzione delle fusa è regolata da un centro nervoso nel cervello, situato molto vicino all’ipotalamo, che è uno dei centri coinvolti nell’esperienza delle emozioni. Il centro delle fusa sarebbe attivato dalla produzione di endorfine dall’ipotalamo, che sono morfine naturali, che hanno un effetto calmante e analgesico. Quindi possiamo dedurre che le fusa calmino lo stato emotivo del gatto. Per questo, il gatto che fa le fusa potrebbe comunicaci relax e felicità, ma anche un malessere per il quale ha bisogno di trovare calma.

Quando ha paura, il gatto assume una posizione abbassata: le orecchie si piegano, il collo rientra, il corpo si rannicchia, la coda fa piccoli movimenti nervosi.

Te lo dico con i feromoni
È la comunicazione più antica tra gli esseri viventi ed è la comunicazione tipica tra animali della stessa specie. Il gatto vive in un mondo di odori ed è in grado di percepirli molto meglio di qualsiasi essere umano. I feromoni possono essere di allarme, sessuali o di aggregazione.
 
Stress violento
I feromoni di allarme sono quei particolari messaggi chimici che allertano altri conspecifici riguardo a un cambiamento esterno. Sono deposti in occasione di uno stress violento (es. una visita veterinaria) e vengono secreti da ghiandole poste a livello dei cuscinetti plantari e dei sacchi anali.

Richiamo per il partner
I feromoni sessuali hanno la funzione di richiamare il patner. Sono secreti dalle ghiandole sopracaudali e sottocaudali e sono implicati negli scambi sociali (più precisamente nel riconoscimento tra individui) e nel comportamento sessuale.

I gatti producono un repertorio molto vario di miagolii, diversi per tono, durata e intensitá, personalizzati per ogni individuo della famiglia. Un vero e proprio vocabolario felino che Micio usa per comunicare con noi.

Familiarizzare
I feromoni di aggregazione o familiarizzazione sono deposti fra gatti dello stesso gruppo o colonia e su altri animali, incluso l’uomo che fa parte della famiglia (allomarcatura). L’allomarcatura è osservata fra gatti che vivono insieme, fra un gatto e un cane o un gatto e un essere umano, quando il gatto è socializzato con queste specie. Quando Micio strofina la testa su di noi ci sta marcando come "sua proprietà” e sta mescolando i nostri odori con il suo come segno di "possesso”.

Te lo dico con il corpo
Nella comunicazione visiva, il gatto riceve e trasmette informazioni attraverso le posture e la prossemica. Nella comunicazione di Micio dobbiamo sempre tenere conto della prossemica, cioè dello spazio che occupiamo nel ontesto in cui ci troviamo, ovvero la distanza tra noi e il gatto, e la posizione corporea del gatto stesso. Gli spazi che l’animale interpone tra sé e gli altri sono indicativi del suo stato d’animo e delle sue necessità del momento. Le parti del corpo che funzionano da comunicatori sono la coda, le orecchie, gli occhi e il corpo (vedi box).
 
La comunicazione visiva nel gatto.
Occhi socchiusi a fessura = aggressività
Occhi socchiusi, pupille dilatate = rabbia
Orecchie ruotate all’indietro = aggressività
Orecchie appiattite all’indietro = rabbia
Orecchie ritirate all’indietro o 
appiattite davanti = paura
Orecchie rizzate = gioco

Te lo dico graffiando
Il gatto comunica anche attraverso i graffi di marcatura. Per i gatti che vivono all’aperto sarà comune trovarli sugli alberi, ad esempio, mentre per i gatti che vivono in casa sarà comune trovarli sul tiragraffi (oppure sui mobili, sulle gambe del tavolo, ecc.). Le graffiature svolgono una funzione di comunicazione attraverso la combinazione di segnali visivi (i graffi) e olfattivi (i feromoni secreti dalle ghiandole interdigitali). Le graffiature vengono effettuate dall’alto verso il basso con gli arti anteriori e quando il gatto graffia in questo modo sta marcando quell’oggetto o quel luogo come sua proprietà.
 
I vocalizzi nella comunicazione intraspecifica del gatto vengono usati solo in situazioni ben precise:
la mamma che chiama i suoi gattini, che circa dal 21º giorno sono capaci di distinguere la chiamata della madre da quella di un’altra femmina. Anche i micini che chiamano la mamma utilizzano la vocalizzazione attraverso degli specifici miagolii; n situazioni di competizione, lotta e accoppiamento; in questi momenti distinti vengono utilizzati dei vocalizzi specifici.

Anche la coda é un organo fondamentale nella sua comunicazione. Quando la coda é sollevata in verticale é un segnale di saluto. Il gatto aggressivo tiene la sua coda verso il suolo e quello sottomesso tra le sue zampe. La coda puó essere mossa anche da lato a lato in piú variazioni di movimenti.



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