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Gabbia per conigli pro e contro 
Benessere Ambientale
A cura della Dott.ssa Emanuela Tetta
Medico Veterinario - Adelfia (BA) Emanuela.tetta@virgilio.it
Il benessere di qualsiasi pet, perciò anche dei nostri amici conigli, è legato a molti fattori, tra cui le caratteristiche dell’ambiente domestico e della gabbia, il tipo di alimentazione, la possibilità di socializzazione e più in generale il tipo di gestione dell’animale adottato. Cerchiamo quindi di conoscere meglio le caratteristiche dell’habitat in cui vive il coniglio.
Benessere ambientale
Il coniglio si adatta molto bene alle diverse condizioni climatiche e può crescere e sopravvivere negli ambienti più diversi. La valutazione del suo benessere però, si basa sulla individuazione di una serie di cosiddetti "indicatori di adattamento” ossia, sulla capacità del coniglio di adattare le proprie necessità fisiologiche in risposta a determinati stimoli ambientali che derivano dallo spazio vitale a lui destinato.
Malessere
Quando il coniglio mostra segni o sintomi indicativi di malessere o quando si manifestano comportamenti anormali (come stereotipie, apatia, consumo eccessivo o ridotto di cibo e di acqua, aggressività) è fondamentale rivolgersi a un medico veterinario che attraverso un esame clinico generale e una valutazione della storia dettagliata del suo comportamento riuscirà ad individuare ciò che non va. Indicatori fondamentali del benessere ambientale sono la temperatura, l’intensità e il tempo di illuminazione e dunque di soleggiamento, il grado di umidità e l’areazione dell’habitat del coniglio.
Nel corso degli anni, sono state proposte diverse definizioni di benessere animale, ma quella più articolata si esplicita nelle cosiddette "5 libertà”. Secondo tale enunciato a tutti gli animali deve essere garantita: 
libertà dalla sete e dalla fame e dalla cattiva nutrizione; 
libertà dalle intemperie e da un ricovero inadeguato;
libertà dal dolore e dalle malattie; libertà dalla paura, dal disagio e dallo stress; 
libertà di esprimere l’etogramma di specie.
Temperatura
I livelli ottimali di temperatura sono compresi tra 15°e 22°C. Anche nel coniglio, come per altri mammiferi, la temperatura corporea viene regolata da un "centro della termoregolazione" al quale arrivano le "informazioni" raccolte dai recettori termici cutanei specifici per il freddo e per il caldo. Questa stimolazione fa sì che il coniglio, attraverso l’attivazione di delicati meccanismi di difesa fisiologici, riesca a regolare la sua temperatura corporea anche in condizioni critiche.
Come si difende il coniglio dal caldo
In presenza di alte temperature, soprattutto durante l’estate o quando la gabbia o il suo rifugio sono privi di zone di comfort, il coniglio tenta di disperdere il calore corporeo in eccesso cercando un riparo, diminuisce la quantità di ingestione di cibo, aumenta l’assunzione dell’acqua mentre diminuisce l’urinazione, il mantello si appiattisce sul corpo per facilitare la dispersione di calore. Se queste condizioni sfavorevoli persistono il coniglio è destinato a soccombere.
Cosa fare in questi casi
Se il coniglio vive all’aperto, assicurarsi che ci sia sempre una zona d’ombra dove possa ripararsi; se la sua gabbia o lo spazio a lui dedicato è all’interno di una veranda o un balcone è preferibile che venga trasferito in un altro ambiente meno caldo. Teniamo sempre abbondante acqua a disposizione del coniglio, magari posizionando più beverini o più ciotole. Non bagniamo le orecchie del coniglio o il suo mantello: così facendo otterremmo l’effetto di abbassare solo di poco la sua temperatura corporea, ma allo stesso tempo gli infliggeremmo uno stress termico con notevole dispendio di energia, perché a quel punto il nostro amico passerebbe tutto il tempo a toelettarsi il mantello. Non posizioniamo strofinacci ghiacciati o bagnati sulle pareti della gabbia o piastrelle ghiacciate sul fondo-gabbia. Se il coniglio dovesse malauguratamente rimanere sotto il sole cocente e notate dei sintomi di malessere, non aspettate che gli "passi”, ma portatelo immediatamente dal veterinario.

ll benessere è uno stato di salute completo sia fisico che mentale in cui l’animale è in armonia con il suo ambiente. (Hughens, 1976)

Come si difende il coniglio dal freddo
Lo stesso discorso vale quando il coniglio deve difendersi dalle basse temperature. Per fortuna, i conigli possiedono un folto pelo che oltre a ricoprire il corpo è un mezzo di difesa efficace sia nel disperdere il calore in eccesso sia nel trattenerlo, in caso di necessità. Il coniglio aumenta l’ingestione di cibo per tesaurizzare l’energia che deriva dalla digestione degli alimenti, riduce le sue attività di scavo e di esplorazione (anzi, spesso rimane in un angolo con il corpo raccolto, mentre tutte le funzioni fisiologiche vengono conservate). Il coniglio sopporta bene il freddo ma per la sua sopravvivenza è bene tenere la gabbia in un luogo con temperatura costante, mettendo a disposizione una casetta-rifugio e molto fieno.
Umidità
Per "umidità” si intende la presenza di vapore acqueo nell'atmosfera. La sua produzione è strettamente correlata ai valori della temperatura. L'intervallo ottimale per il coniglio è 60-70%, con temperature oscillanti tra i 15 °C e 20 °C. Il coniglio, anche se predilige il clima secco, è sensibile a tassi igrometrici troppo bassi, perchè è un animale che non suda.

La gabbia non deve essere considerata come una prigione, ma un luogo sicuro dove il coniglio può rifugiarsi quando si spaventa, consumare il suo pasto, espletare le sue complesse e metodiche manovre di pulizia del mantello, e infine prelevare in tutta tranquillità il suo ciecotrofo.

Effetti negativi dell’umidità
Si manifestano quando la gabbia del coniglio viene sistemata in cucina o in bagno, luoghi in cui sono molto frequenti le escursioni dei valori di temperatura e di umidità. Il vapore acqueo non solo si deposita sui vetri, sulle pareti ma anche sul mantello del coniglio che continuamente si toeletta, subendo un forte stress.
Cosa fare
Se proprio non si può fare a meno di tenere la gabbia del coniglio in questi ambienti, è prudente usare dei termometri e igrometri che misurano la temperatura e il grado di umidità nell’ambiente, per intervenire tempestivamente in caso di necessità. Per le stesse motivazioni, se il coniglio vive all’aperto, non sistemate la sua dimora nei pressi di laghetti, fontane e piscine.
Ventilazione e aerazione
Una buona aerazione consente di apportare nell'ambiente aria fresca e asciutta, ricca di ossigeno, eliminando contemporaneamente quella viziata ricca di gas nocivi che si liberano soprattutto dalla decomposizione delle urine e dalla degradazione delle proteine indigerite, presenti nelle deiezioni del coniglio. Per questo motivo non bisognerebbe coprire le gabbie con teli che dovrebbero circoscrivere e contenere i "cattivi odori".

La gabbia deve essere messa a disposizione del coniglio affinché possa usarla a suo piacimento, ma al contempo il nostro amico deve poter circolare liberamente nell’ambiente domestico, sempre sotto stretta sorveglianza.

Trucioli e fieno
Evitiamo l’aggiunta di trucioli e fieno, senza aver prima rimosso quelli inquinati dal fondo gabbia: questo sistema non consente la circolazione dell'aria, creando le condizioni ideali per la proliferazione di microrganismi patogeni negli strati profondi della lettiera, oltre a favorire la deposizione delle uova di mosche e la produzione di metano. Meglio evitare anche ventilatori o condizionatori d'aria posizionati nella direzione della gabbia del coniglio.

Pulviscolo
Tra gli inquinanti ambientali vi è anche il pulviscolo formato da particelle che si sollevano dal movimento del coniglio nella gabbia, dalle operazioni di pulizia della stessa, dalla somministrazione di mangimi e del fieno. È proprio attorno a queste particelle che i gas vengono assorbiti e creano una maggiore persistenza degli odori. Non meno importante è il fumo delle sigarette che, se continuamente inalato, provoca danni ai polmoni del coniglietto. Lo stesso principio vale per i deodoranti ambientali e i profumi che, oltre ad essere inalati, si depositano sul mantello e che il coniglio ingerisce toelettandosi.
Illuminazione e soleggiamento
L’illuminazione naturale degli ambienti confinati è molto importante. La luce solare naturale influisce positivamente sulla psiche del coniglio (migliora l’umore), sulle sue attività quotidiane e sul suo benessere fisiologico, favorisce una corretta muta del mantello e la fissazione della vitamina D3 nelle ossa dello scheletro. L'illuminazione, ossia la quantità di luce naturale o artificiale a cui è sottoposto il coniglio e il soleggiamento, ossia la quantità di sole che il coniglio riceve nell'arco delle 24 ore, influenzano poi il regolare andamento della ciecotrofia, che nel coniglio da compagnia, a differenza di quel che accade nel coniglio selvatico e domestico, avviene a tutte le ore della giornata o di prima mattina. Questo adattamento forzato è giustificato dal fatto che il coniglio subisce molte ore di luce artificiale, poiché condivide gli spazi comuni della famiglia di adozione.
Pro e contro della gabbia
Per comprendere se sia necessario o meno utilizzare la gabbia per detenere un coniglio dobbiamo considerare la domesticazione di questi pet. Fino a vent’anni fa, il coniglio era un animale da reddito allevato per l’alimentazione umana. Oggi questo animale viene allevato, accudito e coccolato, come qualsiasi altro pet. Per questo motivo, non viene più rinchiuso in una gabbia ma vive con l’uomo condividendone gli spazi domestici. Quando le condizioni abitative lo consentono, i nostri amici conigli possono scorrazzare liberi per il giardino, assaporando la libertà ritrovata. La gabbia perde così il suo significato nella gestione domestica e quotidiana del coniglio e viene abolita quasi a voler restituire dignità ad una specie animale che aveva poche prospettive di vita e della quale si ignorava la capacità di socializzare ed interagire con l’uomo in maniera inaspettata.
Pro della gabbia
La gabbia rimane tuttavia il microambiente nel quale il coniglio cresce e si riproduce, perciò non deve essere considerata un inutile mezzo di contenimento, ma un giusto compromesso tra il garantire comfort e benessere e tenere alto il livello di sicurezza. Eliminare la gabbia sarebbe un grave errore perché, oltre a stressare il coniglio, lo spingerebbe alla ricerca spasmodica di un rifugio che potrebbe trovare solo scavando e rosicchiando i divani, le poltrone, i materassi, le scatole di cartone e in generale tutto ciò che potrebbe simulare una tana. La gabbia, inoltre, protegge il nostro amico dalle incursioni di altri animali presenti in casa, dalla irruenza dei bambini, dalla possibilità di ingerire piante venefiche e i materiali più disparati alla portata dei suoi denti.
Contro della gabbia
Gli aspetti negativi della detenzione del coniglio in gabbia sono sia di natura etica che di natura fisiologica. È triste vedere un coniglio che trascorre la maggior parte della sua vita in una gabbia, anche se estremamente confortevole; è triste vedere come la scarsa libertà dei movimenti sfoci nel tempo in comportamenti stereotipati e ripetitivi che denunciano un disagio mentale e quindi emotivo. Un coniglio che vive confinato e protetto dalla gabbia non è un animale ben socializzato, teme i suoi proprietari e non gradisce le manipolazioni. Spesso mostra atteggiamenti molto aggressivi nei confronti di coloro che si occupano di lui.
Il giusto compromesso
Un coniglio che vive prevalentemente in una gabbia, soprattutto se è molto piccola rispetto alla sua taglia, potrebbe manifestare alterazioni della colonna vertebrale, atrofia dei muscoli delle zampe, obesità, difetti di andatura, disturbi gastroenterici, accumulo eccessivo di carbonati di calcio nella vescica che non vengono eliminati perché il coniglio non ha sufficiente spazio per effettuare una fisiologica ginnastica vescicale. Tutte queste evenienze negative portano ad altre problematiche che compromettono la qualità della vita del coniglio. La soluzione risiede in un giusto compromesso: la gabbia deve essere sempre messa a disposizione del coniglio affinché possa usarla a suo piacimento, ma al contempo il nostro amico deve poter circolare liberamente nell’ambiente domestico, sempre sotto stretta sorveglianza.

 


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