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La dispersione del calore e l'importanza della reidratazione nel cavallo

Il cavallo in lavoro si comporta come una vera e propria "macchina termica” che converte un particolare tipo di energia, quella chimica, in un altro, vale a dire quella meccanica.

A cura del Dott. Andrea M. Brignolo - Medico Veterinario

Un motore a scoppio fa la stessa cosa e le differenze stanno nei sistemi di trasformazione e nel "carburante” usato: il motore utilizza benzina, il cavallo l’energia ricavata dagli alimenti oppure quella immagazzinata nell’organismo.

Questione di muscoli

Durante l’esercizio fisico il cavallo mette in moto una serie di muscoli, che contraendosi permettono il movimento. I muscoli sono costituiti da cellule di tre diversi tipi, capaci di contrarsi con rapidità diversa e in grado di utilizzare carburanti diversi. Tra le specialità sportive che vedono impegnati i cavalli, alcune prevedono sforzi lunghi lenti (tipicamente, le gare di fondo, alcune fasi del completo, alcune gare riservate agli attacchi), altre sono basate sullo sprint (molte specialità della monta americana, le corse piane, alcune fasi del salto ostacoli); altre specialità sono intermedie, come le corse al trotto. Le fibre muscolari prevalenti ed il metabolismo muscolare varia a seconda del tipo di attività svolta.

Dispersione

Solo una piccola parte di questa energia tuttavia viene utilizzata per compiere il lavoro; la maggior parte è persa sotto forma di calore. L’animale presenta quindi la necessità di disperdere il calore prodotto durante l’esercizio per evitare al suo organismo gravi danni dovuti all’innalzamento della temperatura corporea. Per fare questo, il cavallo adotta, come l’uomo, diversi sistemi facilmente osservabili da tutti.

Dilatazione

Ad esempio, durante l’esercizio le narici dell’animale si presentano dilatate, per permettere l’ingresso nelle vie respiratorie di una maggior quantità d’aria (e quindi di ossigeno), necessaria per compiere l’esercizio fisico. Il passaggio dell’aria, che entra nelle vie respiratorie a temperatura ambiente ma ne esce riscaldata ed umidificata dal contatto con gli alveoli polmonari, rappresenta un sistema molto efficace di smaltimento di calore. Inoltre, a livello delle estremità del corpo, in particolar modo sugli arti, i vasi sanguigni più superficiali si dilatano proprio allo scopo di far circolare il sangue vicino alla cute, in zone del corpo più fredde, per raffreddare il flusso ematico attraverso un meccanismo di irradiazione.

Sudore

Oltre ai meccanismi descritti, che possiamo definire secondari, il principale sistema che facilita la dissipazione del calore è la sudorazione dell’animale. La quantità di sudore prodotta non dipende solo dalla condizione fisica del cavallo ma anche dalla temperatura e dall’umidità dell’ambiente al momento del lavoro. Anche se la sudorazione è un meccanismo importante e positivo per l’organismo del nostro cavallo, con il sudore vengono tuttavia persi dal corpo acqua ed elettroliti, oltre a sostanze presenti in minore quantità come le proteine. Gli elettroliti sono minerali presenti nell’organismo, ed in particolare nel sangue sotto forma di ioni e sono rappresentati principalmente dal sodio, dal cloro e dal potassio, oltre che dal calcio e dal magnesio; tra le proteine spicca invece l’albumina, responsabile dell’aspetto schiumoso e biancastro tipico del sudore del cavallo a livello del collo, dove le redini sfregano sul pelo sudato.

Perdite eccessive

La perdita eccessiva di elettroliti in seguito ad esercizi molto impegnativi, magari eseguiti in condizioni climatiche non ideali, può portare a debolezza muscolare e affaticamento dell’animale, tremori e spasmi muscolari o vere e proprie patologie come il "Flutter diaframmatico sincrono” o come le cosiddette "Miopatie da sforzo”. Questi problemi, tipici ad esempio nei cavalli da endurance o da trekking non correttamente gestiti, sono dovuti alle eccessive perdite di elettroliti (in particolare calcio) che si verificano durante uno sforzo particolarmente intenso o da squilibri alimentari.

Prevenzione

Per questi motivi è importantissima la prevenzione delle perdite di elettroliti attraverso l’alimentazione. Quest’ultima fornisce al cavallo tutte le sostanze di cui ha bisogno per compiere l’attività fisica e per questo va opportunamente modificata quando l’esercizio fisico che richiediamo al nostro amico si fa più intenso. Infatti per mezzo del sudore il cavallo perde una gran quantità di sali, ed è compito nostro reintegrarli prima che il suo metabolismo ne risenta. Per far questo possiamo innanzitutto ricorrere al semplice sale da cucina. Un cavallo in condizioni normali ha bisogno di 10-15 grammi di sale al giorno. Lo stesso soggetto, in una fase di lavoro stressante, può arrivare a richiederne fino a 70-100 grammi al giorno.

Prodotti completi

Possiamo anche ricorrere a prodotti commerciali più completi, contenenti i principali sali persi con la sudorazione (fosfato di sodio, cloruro di calcio, citrato di sodio, solfato di magnesio, cloruro di calcio, gluconato di magnesio, cloruro di sodio) e altre sostanze che, contenendo una discreta percentuale di Sali, stimolano la sete migliorando l’assunzione di acqua, cosa molto importante nei cavalli affaticati che di solito non bevono a sufficienza per un alterato senso della sete. I rulli di sale lasciati a disposizione dell’animale possono non essere sufficienti per via del consumo molto variabile che è legato più al gusto che alle reali esigenze dell'animale.

I muscoli sono costituiti da cellule di tre diversi tipi: le fibre muscolari di tipo I, a contrazione lenta, capaci di utilizzare principalmente acidi grassi; le fibre muscolari di tipo II a, a contrazione più rapida, che utilizzano principalmente glucosio ma sono in grado anche di trarre energia dagli acidi grassi; le fibre muscolari di tipo II b, in grado di bruciare esclusivamente glucosio ed a rapidissima contrazione.


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