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Lo Spinone Italiano è uno dei cani più adatti alla caccia su tutti i tipi di terreno. E in effetti è proprio così che nasce la razza, antichissima. In origine, infatti, questi cani a pelo duro erano usati per le attività venatorie in tutta Italia, ma in particolare in Piemonte. Già alla fine del XVII secolo si ha notizia di questi cani, che ovviamente erano un po’ diversi da come li conosciamo oggi e portavano un altro nome. 

Come tutti i cani da caccia a pelo ruvido si chiamavano Griffoni.

 

"Si può dire che lo Spinone sia un «cane poeta», una sorta di artista da strada, con nello sguardo un qualcosa di profondo e di malinconico. Non c’è cosa più bella, per un cinofilo o per un cacciatore, che parlare con il proprio cane attraverso lo sguardo e capire così i suoi stati d’animo. È stato detto più volte che c’è solo un cane che ha sguardo umano. Ed è lo Spinone.”
 


Rinascimentali

Nonostante animali di questo tipo siano conosciuti da moltissimo tempo (tra gli altri, già Seneca ne parla), la massima fortuna dello Spinone si ha in epoca rinascimentale. 

Erano momenti in cui questi cani venivano impiegati per le battute di caccia: affrontavano praticamente tutti tipi di terreno, e brillavano rispetto agli altri "colleghi” per l’intelligenza strategica e le eccellenti doti di cani da ferma.


Nel 1683 abbiamo una testimonianza importante per ricostruire la storia della razza. In quell’anno Sélincourt scrive nel suo libro Le Parfait Chasseur: "Les meilleurs griffons viennent d’Italie et du Piémont”. E cioè: i migliori Griffoni provengono dall’Italia e dal Piemonte.


Uno Spinone lo sa

Gli Spinoni hanno da sempre un rapporto empatico con chi li conduce a caccia. Una capacità d’interpretazione e un’intuizione "della cosa giusta da fare” che sfiora la premonizione. Si racconta che un gentiluomo mantovano sia riuscito a sorprendere un villico che rubava nei suoi frutteti grazie al fiuto del proprio compagno e a un ordine impartito con un cenno. Uno Spinone, si dice, sa sempre cosa deve fare.


Camera picta

La prima immagine di uno Spinone arriva tramite un riferimento colto. Siamo nel XV secolo, a Mantova. La Camera Picta o Camera degli Sposi, è la stanza meravigliosa posta nel piano nobile del torrione nord est del Castello di San Giorgio. Andrea Mantegna impiegherà nove anni a completarla. E in mezzo alle scene bucoliche, al gioco di prospettive del finto loggiato, alle scene che raffigurano la famiglia Gonzaga, appare un volto canino che ci è familiare. La frangia divisa in ciocche, lo sguardo dolce, le lunghe orecchie: quello dipinto dal Mantegna, il cane che guarda con una saggezza antica la Camera picta, il cane Iagotto che assiste all’incontro tra Ludovico II Gonzaga e il figlio cardinale Francesco, è senz’altro uno Spinone.


Puri

Così amata e apprezzata, la razza si è mantenuta pura a lungo. La sua funzionalità fu la garanzia della propria conservazione. Come è avvenuto un po’ per tutti i cani da ferma, lo Spinone ha visto un declino in corrispondenza della diffusione di altre razze provenienti dall’Inghilterra. Per un certo periodo la razza fu così compromessa che se ne temette la scomparsa.


La sua espressione, intensa e inconfondibile, ha dato origine ai soprannomi più fantasiosi è stato chiamato il "Buon Burbero”, il "Clochard”, il "Cane Filosofo”.


La ripresa

È stato solo grazie all’impegno di persone competenti e appassionate se questo non è avvenuto. Il vero recupero della razza è avvenuto intorno agli anni Quaranta e Cinquanta ad opera del grandissimo lavoro svolto dal dottor Brianzi. Oggi la presenza degli Spinoni Italiani è discreta, anche se non si può dire che si tratti di un cane molto diffuso.


Trottatori

Lo Spinone è un cane rustico e di taglia grande. Ha muscolatura possente, orecchie pendule, e un mantello tipicamente ruvido (il nome lo descrive alla perfezione) disponibile nelle varietà albicocca, bianco e roano marrone. Per la sua particolare conformazione fisica, inscritta in un ideale quadrato, si dice che lo Spinone è un cane trottatore.


Duttili

Adesso sappiamo che lo Spinone, oltre che un formidabile cane da caccia, è anche un compagno ideale per qualsiasi famiglia. È un amico discreto e affettuoso, che sa distinguere le persone gradite dagli scocciatori. Per la verità, molti padroni testimoniano l’incredibile perspicacia di questi animali, quasi che non abbiano bisogno di ordini e sappiano già da soli cosa è giusto fare. Ovviamente, una buona educazione di base è il modo migliore per cominciare una convivenza con un compagno a quattro zampe, di qualunque razza sia. Ma provate ad addestrare uno Spinone Italiano: resterete sorpresi dalla duttilità e l’intelligenza del vostro amico.


Erano chiamati Griffoni tutti i cani da caccia che avevano pelo ruvido: così si distinguevano dalle altre razze.


Made in... Usa

Tanto per dare due numeri, al giorno d’oggi ogni anno nascono circa 600/700 cuccioli. Sorprendentemente, però, non è l’Italia la terra che rende maggior giustizia agli Spinoni. La razza, infatti, è molto più apprezzata in paesi come Gran Bretagna, Olanda, Germania, Svezia, Norvegia, Finlandia e negli Usa. Alcuni di essi hanno importato dei cuccioli dall’Italia negli anni Ottanta e adesso possono vantare una completa autonomia di allevamento.


La carica dei 201

Probabilmente inglesi e americani sono fra gli amanti più appassionati dello Spinone. Usa e Inghilterra ospitano associazioni specializzate nella tutela della razza. Durante le esposizioni la partecipazione del Buon Burbero (così è stato soprannominato da alcuni cultori) è massiccia: per ogni evento che viene organizzato si possono vedere sfilare anche duecento soggetti per volta.




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