Inizialmente si pensa che questi cani non avessero il ruolo di animali da compagnia che adesso attribuiamo loro. Secondo gli esperti, infatti, i contadini della Cina meridionale vedevano negli Shar Pei degli eccellenti guardiani e cacciatori. Col passare del tempo, poi, questi cani furono anche impiegati in combattimenti cruenti che in qualche modo facevano leva sul loro carattere impavido. Certo, i primissimi Shar Pei non avevano molto a che vedere nell’aspetto con gli esemplari che conosciamo oggi. Questo perché la razza si è evoluta lentamente nel tempo, fino a raggiungere gli standard di originalità e di bellezza che i cinofili adesso le riconoscono.

 

L’ideale per uno Shar Pei è un’educazione costante e non troppo impegnativa.


Pelo ruvido

Le prime testimonianze di come fossero gli Shar Pei ci vengono da alcuni dipinti della dinastia Han, realizzati intorno al 200 a.C. In queste opere si rinvengono alcuni caratteri fondamentali che la razza manterrà fino ai giorni nostri. Probabilmente la prima grande trasformazione dello Shar Pei nella direzione del suo aspetto odierno si ebbe quando esso fu impiegato nei combattimenti. A quel punto lo Shar Pei cambia, e molto: il pelo diventa ruvido e sulla pelle abbondano pieghe e pliche che rendono difficile la presa da parte dell’avversario. Allo stesso tempo i canini si fanno uncinati.

 

Il compagno ideale è una persona autorevole e comprensiva, capace di dare affetto e farsi obbedire attraverso un rapporto di collaborazione e stima reciproca.


Rischio estinzione

Nel tempo la razza ha conosciuto momenti difficili, tanto che in alcuni periodi ha perfino rischiato l’estinzione. Con l’avvento di Mao Tse Tung e della Repubblica Popolare Cinese, ad esempio, possedere un cane diventò un lusso praticamente inammissibile. Negli anni Cinquanta in Cina si cominciò a vedere la cinofilia come un’imperdonabile manifestazione di imborghesimento dei costumi. I cani divennero una fonte di sostentamento al pari di altri animali da cortile. Per questi motivi la razza ha rischiato l’estinzione: se si è salvata è stato solo grazie ai pochi esemplari di Shar Pei sopravvissuti nelle regioni meridionali, a Macao, nella Corea del Sud e a Hong Kong.

 

Standard in Pillole

Lo Shar Pei è un cane non troppo grande, dall’aspetto solido e robusto. L’altezza oscilla tra i 40 ed i 51 cm al garrese. Il maschio è più pesante e più quadrato della femmina.

La testa dello Shar Pei è importante, la fronte e le guance sono coperte da rughe che danno un’espressione caratteristica al muso, quasi arcigna, e formano una pesante giogaia.

Il tartufo è grande e nero. A volte compaiono cani in tinta panna con tartufo mattone oppure beige con tartufo bruno.

La lingua è nero-blu e le gengive sono preferibilmente nere. Le orecchie, piccole e spesse, sono fatte a forma di triangolo equilatero e attaccate alte. La coda è strettamente arricciolata e portata di lato, mentre la pelle resta la caratteristica fondamentale della razza: spessa, rugosa, ricca di pliche. Il pelo è irsuto e al tatto dà la sensazione di toccare la sabbia.


 

Contropelo

Come succede nella cultura orientale, il nome Shar Pei ha un significato preciso e vuol dire "pelle di sabbia”: esso deriva dall’accostamento di due ideogrammi cinesi, e cioè shu, che significa sabbia, e pei, che vuol dire pelle. Ad oggi non sappiamo se il nome "pelle di sabbia” si riferisse al colore del mantello oppure alla sua particolare tessitura.

Esistono infatti Shar Pei dal colore simile alla sabbia, soprattutto nei suoi toni più caldi, ma è anche vero che accarezzando contropelo questi animali si ha la sensazione di toccare una superficie sabbiosa.


 
Gli Shar Pei possono essere neri, focati, bruno scuri, beige e panna, spesso sfumati.

 

Lingua blu

Lo Shar Pei è un cane robusto e di taglia non troppo grande, dall’aspetto inconfondibile. Tutti infatti riconoscono le mille pliche e pieghe che ricoprono il suo corpo e che in Italia gli hanno guadagnato gli appellativi fantasiosi di "cane leone” e "cane ippopotamo”. Un’altra caratteristica insolita è il colore della lingua, che è nero-blu proprio come quella del cugino Chow-Chow (cane anch’esso di origini orientali).


In prima linea

Oggi gli Shar Pei sono apprezzati come animali da compagnia. Il carattere degli Shar Pei raccoglie il coraggio e la tipica flemma orientale. Sono animali calmi e devoti, che hanno le loro idee e non esitano a prendere decisioni. Per questo motivo l’educazione di uno Shar Pei non può essere lasciata al caso ma necessita dell’intervento di un professionista, soprattutto se il padrone è alle prime armi. La cura dello Shar Pei segue le regole valide in generale per tutti i cani: importante somministrare una mangime secco di ottima qualità nei modi e termini consigliati dal veterinario, assicurare una buona attività fisica e soprattutto far sentire costantemente il proprio amico parte di una famiglia.


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