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Ti presento il
SEGUGIO ITALIANO

Il cane che canta

 

Angelica D'Agliano

In Italia da sempre coesistono varietà di segugi a pelo forte e pelo raso. Entrambe le razze hanno origini simili e sono composte da ottimi cani da compagnia e grandi cacciatori.


La storia del Segugio Italiano è così nobile e ricca che si perde nella notte dei tempi.

Gli esperti ancora discutono la possibile origine di questo cane e parlano di incroci fra il segugio da corsa egiziano e il molosso romano.

Di certo sappiamo che cani simili ai nostri Segugi compaiono già in raffigurazioni egizie risalenti ai tempi dei faraoni.


Rinascimentali

Le testimonianze poi si snodano attraverso i secoli e ci raccontano dell’antico impiego di questi splendidi cani.

Durante il Rinascimento i segugi furono usati nella caccia alla lepre, allora molto sviluppata, durante la quale scendevano in campo mute molto numerose.


Step by step

In quel periodo la razza muoveva i suoi passi verso la forma moderna.

Si "importavano” soggetti da altri paesi, presumibilmente si facevano prove ed incroci.

Il risultato furono modifiche via via più importanti nel tipo morfologico e nell’attitudine al lavoro di questi cani.

 

I Segugi Italiani cacciano praticamente in ogni tipo di terreno, sono instancabili e velocissimi nell’inseguire la preda.


 

Parentesi buia

Per parlare di razza, però, bisogna attendere ancora molto tempo.

Ci fu infatti una lunga parentesi buia, durante la quale i segugi furono praticamente tenuti in vita dai soli amatori e dai cacciatori di campagna, che ne apprezzavano le straordinarie doti venatorie.


Standard libera tutti!

Solo nel primo Novecento questi cani ebbero l’attenzione che meritavano.

In quel periodo numerose organizzazioni cominciarono a interessarsi alla razza, sensibilizzando il pubblico riguardo i pregi estetici e funzionali dei Segugi.

Si arrivò quindi a redigere uno standard che ebbe il merito di uniformare le diverse varietà di Segugi sparse per l’Italia.


Nobile compagno

Il Segugio Italiano è la razza italiana più presente nel nostro Paese. Inizialmente impiegato per la caccia, al giorno d’oggi è molto apprezzato anche come cane da compagnia.

Una delle caratteristiche più amate del Segugio, infatti, è il carattere dolce e obbediente.


Garbati

Il Segugio Italiano non è un cane che si possa educare con le maniere forti.

Sensibile e intelligente, ha bisogno di una guida autorevole ma non brutale, in parole povere di un compagno a due zampe che sappia farsi rispettare con intelligenza, garbo e dolcezza.


Insoddisfatti

Nel caso in cui si voglia adottare un Segugio Italiano in famiglia dovremo tenere conto delle sue esigenze, prima fra tutti quella del movimento.

Dalla notte dei tempi i Segugi sfidano le salite e la boscaglia, attraversano valli e campi, esplorano colline e montagne alla ricerca del selvatico.

È ovvio che la vita d’appartamento non può che rendere questi cani tristi e insoddisfatti.

 

Secondo la classificazione F.C.I. il segugio appartiene al Gruppo 6, ossia quello che annovera appunto i segugi e i cani per pista di sangue.


 

All’aria aperta

Cerchiamo quindi di dare al nostro Segugio la possibilità di lunghe gite all’aria aperta.

Se abitiamo in un condominio o in una casa molto piccola diamoci delle priorità ben precise in termini di movimento: due lunghe passeggiate al giorno insieme al nostro amico, accompagnate da una o più sessioni di gioco.

Se invece intendiamo sfruttare le qualità venatorie del nostro segugio, cerchiamo di dargli un’educazione adeguata fin dai primi mesi di vita.

Ciò faciliterà il rapporto col nostro amico a quattro zampe.


Standard in pillole

Il Segugio Italiano a pelo raso è un bel cane di media taglia, dalla corporatura tonica e lo sguardo irresistibile. Le sue caratteristiche fisiche principali sono: altezza, per i maschi da 52 cm a 58 cm, per le femmine da 48 cm a 56 cm; peso, dai 18 kg ai 28 kg. La lunghezza del tronco è uguale all’altezza al garrese; il torace scende fino quasi al gomito.

La lunghezza del muso è pari alla metà della lunghezza totale della testa, le labbra sono fini e sottili. Il tartufo, abbastanza grande, è sempre di colore nero. La pelle del Segugio Italiano è sottile e ben tesa in ogni sua parte: mucose, unghie e cuscinetti sono pigmentate di nero. Gli arti posteriori e anteriori devono essere in appiombo, cioè ben dritti, con ossatura buona e sempre ben proporzionata. La muscolatura è ben sviluppata ed evidente, inoltre non deve esserci grasso. La coda, con attaccatura alta, è piccola alla radice. Il pelo, di uguale lunghezza in tutto il corpo, è liscio e raso, denso, di tessitura vitrea.

 

I colori del Segugio Italiano sono fulvo e nero focato. Viene tollerato il bianco se è presente sul muso, sul cranio, sul petto e sui metatarsi e metacarpi.

 


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