Pastore Maremmano Abruzzese

Il signore bianco

 

ANGELICA D’AGLIANO

È un italianissimo gigante. Col suo mantello candido fu uno dei protagonisti silenziosi del fronte dell’Adamello. Si mimetizzava perfettamente nella neve, era agile e resistente, ma soprattutto era fortissimo: in un giorno riusciva a trasportare anche 600 kg di provviste ai reggimenti impegnati in battaglia. Stiamo parlando del Pastore Maremmano Abruzzese.


Il Pastore Maremmano Abruzzese, detto anche semplicemente "Pastore Maremmano” o "Maremmano”, è una delle razze più antiche che esistano in Italia. Come tutti i "cani ancestrali”, le sue origini non sono chiaramente ricostruibili. Pare però che la sua ascendenza derivi addirittura dal leggendario Mastino Tibetano, il temibile e splendido cane che arrivò nella nostra penisola in tempi remoti, insieme alle genti dell’Est.


Indomiti

Il ceppo originario del Pastore Maremmano Abruzzese sarebbe infatti lo stesso dei grandi cani bianchi del Centro Europa, un gruppo antichissimo di fieri guardiani di armenti dal carattere indomito e bellicoso. La sua diffusione è sempre stata ragguardevole e tradizionalmente estesa a diverse zone dell’Italia centro-meridionale.


Deterrente bianco

Fu proprio nell’Italia centrale, però, che la razza venne fissata nelle sue caratteristiche più salienti in tempi molto remoti. Lo stesso Columella, scrittore romano di agricoltura riscoperto grazie all’opera di Poggio Bracciolini, già nel I secolo d.C. lo descrive per le sue qualità di guardiano di armenti e deterrente contro i lupi, che all’epoca facevano strage di bestiame.

 

 

Ancora oggi i pastori si difendono dai lupi grazie al Pastore Maremmano Abruzzese. Un progetto del WWF infatti prevede di assegnare agli allevatori dei cani addestrati allo scopo. In questo modo si spera di arginare la caccia indiscriminata che ha condotto i lupi alla quasi estinzione.


Per sbaglio

Anche in antichità, anzi, forse soprattutto in passato il mantello candido del Pastore Maremmano Abruzzese era apprezzato. In caso di attacco dei lupi al crepuscolo, infatti, il bianco acceso di questi cani impediva che li si scambiasse per i lupi e quindi li si uccidesse per sbaglio.


Utili

Così furono proprio i pastori a fissare le caratteristiche della razza. Si è trattato di un lavoro lunghissimo e quasi inconsapevole, completamente orientato, più che sui pregi estetici, sulle caratteristiche funzionali che doveva avere il cane per svolgere bene il suo lavoro.

 

Distinto

Oggi il Pastore Maremmano Abruzzese è un vero e proprio gigante bianco. Sia il maschio sia la femmina hanno un peso che oscilla intorno ai 40 kg e un’altezza al garrese di oltre 60 cm. L’aspetto generale è quello di un cane di grande mole, aspetto rustico e nel tempo stesso "maestoso e distinto”. Un vero e proprio signore, capace di esprimere eleganza e insieme soggezione. Oltre che distinto, il Pastore Maremmano Abruzzese è anche molto resistente. La razza infatti non è afflitta da particolari malattie o problemi, e nonostante la taglia può definirsi perfino abbastanza longeva. Per far vivere bene e a lungo un Pastore Maremmano Abruzzese bastano poche visite periodiche, una buona alimentazione e i consueti controlli antiparassitari.


Bellicosi

Forse uno degli aspetti più significativi del Pastore Maremmano Abruzzese è il carattere, estremamente fiero e indipendente. Molti l’hanno definito quasi felino, ma in realtà esso esprime perfettamente le doti di guardiano per le quali è stato da sempre selezionato. Per questi motivi la razza non è consigliabile per un cinofilo alle prime armi.

 

"Il Pastore Maremmano abruzzese è un cane di grande mole, fortemente costruito, di aspetto rustico e nel tempo stesso maestoso e distinto. La conformazione generale è quella di un pesante mesomorfo, il cui tronco è più lungo dell’altezza al garrese; armonico rispetto al formato (eterometria) e relativamente rispetto ai profili (alloidismo). Il pelo è abbondante, lungo, ruvido al tatto, aderente al corpo. Forma un ricco collare attorno al collo e limitate frange sul margine posteriore degli arti. È invece corto su muso, cranio, orecchi e margine anteriore di tutti gli arti. La tessitura del pelo è semivitrea”. (fonte: standard ENCI)


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