Il Barbone
Il cacciatore che viene dalla Francia

A cura du ANGELICA D'AGLIANO 

 

Le origini del Barbone risalgono al tardo Medioevo. Diverse fonti iconografiche, infatti, mostrano esemplari di Barboni che poi vennero identificati da autori del Sei e Settecento come cani da lavoro. In particolare, gli esperti pensano che il progenitore più prossimo del Barbone sia un antico cane d’acqua francese, chiamato Barbet.

 

Ricciuti

Quando si posano gli occhi su un cane Barbone, la prima cosa che cattura lo sguardo è il manto ricciuto (non a caso in Francia è detto anche cane pecora), e la toelettatura particolarissima. Quest’ultima appare tanto stravagante da sembrare un vezzo. In realtà in passato aveva una funzione precisa.

 

 

In francese il nome della razza deriva da "canard”, ossia "anatra”; in tedesco il Barbone si chiama "pudel”; in inglese "puddle”, vale a dire nuotatore.

 

 

Protetti

In origine usato come cane da riporto in acqua, il Barbone veniva tosato sulla parte posteriore ma non sul torace. In questo modo i vantaggi erano duplici. Da una parte il cane nuotava con facilità e dall’altra cuore e polmoni erano protetti dal freddo. La capigliatura sulla testa e il pon pon sulla coda servivano come segnale di riconoscimento. Nel caso della coda, poi, il pelo era anche una protezione molto utile durante le battute di caccia in acquitrini fitti di vegetazione.

 

Color albicocca

Come detto poco sopra, uno degli elementi più caratteristici del Barbone è il mantello abbondante, ricciuto, di consistenza lanosa e tessitura fine. Può essere nero, bianco, marrone, grigio, albicocca. Alcuni esemplari presentano anche la cosiddetta varietà cordata, che però adesso è rarissima.

 

 

I Barboncini si sono fatti onore anche come cani soldato nella Grande Armèe napoleonica.

 

Batuffoli no grazie

Il mantello è privo di sottopelo, per cui si avvicina molto alla capigliatura umana. Una caratteristica molto apprezzata dagli estimatori della razza è che, in assenza di sottopelo, il Barbone non dà i problemi legati alla muta. La pelliccia, inoltre, ha una crescita molto veloce. Per questo il Barbone ha bisogno di una toelettatura frequente, almeno una volta ogni due mesi. Quanto al bagnetto, sarà sufficiente lavarlo una volta ogni tre settimane.

 

Acuti

A detta di esperti ed estimatori, il pregio maggiore della razza è il carattere. L’intelligenza del Barbone, infatti, è proverbiale. È stata proprio questa estrema versatilità a fare del Barbone un compagno apprezzato non solo dai cacciatori, ma anche dalle famiglie. Nel corso degli anni, ciò ha decretato la progressiva trasformazione del Barbone da cane da caccia ad animale da compagnia.

 

Cuore d’oro

Uno dei grandi amori dei Barboni sono i bambini. Non è raro vedere questi cani giocare ore e ore coi loro piccoli amici, senza stancarsi. Anche se in questi casi è sempre bene che ci sia la supervisione di un adulto, è praticamente impossibile che un Barbone dimostri insofferenza, o peggio ancora aggressività, nei confronti di un bambino.

 

Standard in pillole
Il Barbone è stato selezionato in quattro diverse taglie. Quella grande va dai 45 ai 58 cm al garrese; la taglia media va dai 35 ai 45 cm al garrese. Il barbone nano va dai 28 ai 35 cm; in particolare esso deve avere l’aspetto e le proporzioni di un barbone medio. Il Barbone in miniatura (toy) è circa 25 cm e non deve presentare caratteristiche di nanismo. Il mantello può essere nero, bianco, marrone, grigio, albicocca. Il peso  varia a seconda della taglia e può andare da 22 kg, per quelli grandi, a meno di 7 kg per i Toy.
 

 


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