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Un amico tutto da scoprire...
American Pit Bull Terrier

 

A cura di ANGELICA D’AGLIANO


Se ne sente parlare (spesso a sproposito) come di un cane da combattimento mentre molte persone ignorano che si tratta di una delle razze più dolci ed espansive con l’uomo, non di rado usata anche nei programmi di pet therapy più avanzati: decisamente, l’American Pit Bull Terrier è una di quelle razze che meritano di essere conosciute a fondo...


L’ American Pit Bull Terrier vanta origini molto antiche. Gli antenati di questi cani sono infatti da ricercarsi nei molossi che ai tempi degli antichi Romani venivano usati nei combattimenti. Questa tradizione, oggi per noi inaccettabile e quasi del tutto scomparsa ma un tempo molto fiorente, è continuata fin nel ‘700 e anche oltre, dando origine a cani che venivano indistintamente chiamati "Bulldog”, vale a dire cani impiegati nei combattimenti contro i tori e successivamente, quando questa pratica venne vietata, in combattimenti cane-contro-cane.


"Bull and Terrier”

Naturalmente l’opera di selezione non si è fermata qui. Una svolta si ebbe nell’Ottocento, quando ai primordiali "Bulldog” verso la fine del secolo fu inserito sangue "Terrier” originando così diverse razze, fra le quali l’American Staffordshire Terrier e l’American Pit Bull Terrier. In particolare il nostro American Pit Bull Terrier deriva da una ri-selezione operata in America della razza inglese "Bull and Terrier”, giunta negli Stati Uniti in seguito a massicci fenomeni migratori.

 

La storia dell’American Pit Bull Terrier è strettamente intrecciata con quella del suo "cugino” American Staffordshire Terrier fino agli anni Trenta del Novecento, quando la selezione portò a separare le razze in due tipologie distinte.


Due standard

L’American Pit Bull Terrier non è una razza riconosciuta dalla FCI (Federazione Cinologica Internazionale) e pertanto nemmeno dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), che è affiliato appunto all’FCI. Ciò non vuol dire che l’American Pit Bull Terrier non sia una razza: essa è infatti riconosciuta da due importanti associazioni americane che sono l’UKC (United Kennel Club) e l’ADBA (American Dog Breeders Association), ciascuna delle quali prevede un proprio standard.

 

Agili e robusti

Nel suo standard l’UKC ha privilegiato un tipo di cane "da show”, dalla conformazione più massiccia e l’aspetto in generale più appariscente, mentre l’ADBA ha deciso di mantenere uno standard che descrivesse un cane da lavoro con canoni estetici che fossero legati sempre a criteri di bellezza funzionale.

Spesso nell’immaginario collettivo si pensa all’American Pit Bull Terrier come a un cane molto grande, quasi un "torello”, ma in realtà non è così: l’American Pit Bull Terrier è un cane di piccola-media taglia dall’aspetto solido e muscoloso.

Proprio grazie al suo passato di cane combattente esso conserva un aspetto dinamico e un fisico agile e robusto, adatto praticamente a qualsiasi sport.

 

"Pit” in inglese è la fossa o arena dove si svolgevano i combattimenti fra cani e tori.
In passato questi combattimenti erano molto amati e seguiti in Gran Bretagna, dove talora erano addirittura usati come metodo di macellazione dei bovini: si riteneva infatti che la carne di un toro morto in combattimento, carica di adrenalina, fosse più buona e saporita.

Superdog

In realtà l’American Pit Bull Terrier può fare veramente tutto: dalla ricerca dispersi agli esercizi di difesa, passando dalla pet therapy.

Con l’uomo sa essere un ottimo cane da compagnia, dolce, leale e affidabile.

Per quanto riguarda il rapporto con gli altri cani non è raro che un American Pit Bull Terrier non vada d’accordo con i propri simili, soprattutto se dello stesso sesso.

Questa sua caratteristica dipende anche dal tipo di selezione che è stata operata in passato sulla razza (e che comunque è comune anche a molti altri cani).

Ciò naturalmente non significa che l’American Pit Bull Terrier sia un cane feroce e sanguinario o che non possa essere adatto alla convivenza con altri cani: una corretta gestione unita a una giusta socializzazione e, perché no, all’aiuto di un buon educatore cinofilo ci permetteranno di convivere serenamente col nostro amico e di ricevere da lui tante soddisfazioni.

 

Spesso i "Pit Bull” sono protagonisti di drammatici casi di cronaca: teniamo però presente che nove volte su dieci i cani interessati non sono veri Pit Bull e che la maggior parte degli "incidenti” che vedono protagonisti i cani sono frutto di errori di gestione da parte dei loro compagni umani.


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