LIBERI DI MUOVERSI

 La salute delle articolazioni


 

 A cura del Dott. MARCO MELOSI Medico Veterinario

 

I nostri animali, come noi, sono spesso colpiti da problemi articolari.

In generale sentiamo parlare di artrosi (per comodità la definiremo quindi in questo modo) ma sarebbe più corretto parlare di osteoartite.

Questo perché alla base dei problemi articolari troviamo sempre un processo di tipo infiammatorio, sia esso acuto o cronico.


Cartilagine erosa

Quali articolazioni possono essere colpite da artrosi? Tutte le articolazioni possono essere colpite da processi infiammatori, comunque sono di maggior riscontro problemi ad anca, ginocchio, gomito, spalla e tarso.

Il problema ha inizio con un’erosione della cartilagine che riveste i capi articolari; successivamente il processo infiammatorio interessa anche l’osso che si trova sotto di essa che, come risposta allo stimolo nocivo, fabbrica del tessuto osseo nuovo che viene però deposto in modo anomalo e impegna spesso la cavità articolare creando fastidio e infiammando ancor di più la zona (osteofiti).


Senza via di uscita

Nel frattempo, anche i tessuti molli che circondano l’articolazione iniziano a risentire del danno e l’infiammazione si diffonde, in modo graduale, aumentando il fastidio dell’animale.

Purtroppo è impossibile far regredire un processo artrosico: una volta iniziato, si può soltanto cercare di rallentarne lo sviluppo.


 

I più colpiti

Il fenomeno artrosico può colpire tutti i nostri amici animali, ma alcune razze sono maggiormente sottoposte al problema per predisposizione genetica.

In particolar modo tendono a sviluppare problemi articolari i cani appartenenti a razze grandi o giganti, sottoposte a rapido accrescimento corporeo.

L’artrosi può anche svilupparsi per intenso utilizzo (e conseguente "usura”) delle articolazioni, come avviene in cani sportivi o da lavoro. È poi di frequentissimo riscontro nel cane e nel gatto anziani.

Traumi come fratture, lussazioni, rotture totali o parziali di legamenti possono predisporre al fenomeno artrosico.


Un solo problema, tanti sintomi

Quali atteggiamenti del nostro animale possono far sospettare artrosi?

I più frequenti sono zoppie; riluttanza al movimento o a effettuare particolari azioni (tipico il non voler salire in auto dei cani con problemi alle anche); atteggiamenti particolari, vizi di postura o di andatura (ad esempio se un cane tende a sedersi divaricando una delle gambe in genere è presente un problema al ginocchio; lo "sculettare” di alcuni cani può far sospettare un problema alle anche); riluttanza a farsi toccare in certe zone del corpo; cambiamento di umore: l’animale si isola o diventa aggressivo improvvisamente, senza apparente motivo; disappetenza, dimagramento, diminuzione della pulizia quotidiana del mantello che diviene opaco (in particolar modo nel gatto).

Inoltre, l’articolazione può essere gonfia, calda e dolente, si possono sentire crepitii o rumori anomali e il movimento può essere limitato.


Cosa fare?

Il veterinario di fiducia saprà senz’altro consigliare nello specifico ogni proprietario, in generale comunque possiamo dare alcuni consigli utili.

Innanzitutto è bene prevenire il problema seguendo, fin da quando il nostro amico a quattro zampe è cucciolo, un programma di alimentazione equilibrata e di esercizio fisico moderato ma costante.

I proprietari di cani appartenenti a razze a rischio di displasia dovrebbero effettuare periodici controlli (visita clinica seguita se necessario da esame radiografico) a partire già dai tre-quattro mesi di vita del cucciolo.

Se si manifestano episodi traumatici è bene non aspettare troppo prima di sottoporre l’animale a visita: prima viene fermato il processo infiammatorio, meno danni verranno causati all’articolazione.


Il giusto movimento

Attenzione particolare va data ai traumi dei cuccioli, in cui lesioni a carico di articolazioni e cartilagini di accrescimento possono causare deformità e deviazioni degli arti (con conseguente problema di distribuzione dei carichi e predisposizione a ulteriori problemi articolari) riscontrabili anche qualche settimana dopo un trauma apparentemente innocente.

L’attività fisica, continua e moderata, è alla base della salute delle articolazioni.

Delle sane passeggiate quotidiane sono un’ottima abitudine e mantengono articolazioni e muscoli (anche del proprietario!) in forma.

È controindicata invece l’attività sportiva intensa in giovane età: può causare danni articolari anche gravi. Integratori alimentari mirati, contenenti sostanze condroprotettrici, possono essere somministrati ai soggetti ritenuti a rischio (sempre su consiglio del veterinario di fiducia) fin dai primi mesi di vita.


 

Corriamo ai ripari

Nel caso sia accertato un problema artrosico, il Veterinario può agire su vari fronti. Vediamo quali.

In generale è bene seguire una dieta equilibrata, anche integrando con sostanze quali glucosamina e condroitin solfato, utili per il benessere della articolazioni. L’animale dovrebbe comunque muoversi, l’attività fisica dovrebbe essere poco intensa e continua e si dovrebbero evitare salti, scatti e ogni movimento sottoponga a carico eccessivo le articolazioni.

Ottimo sarebbe il lavoro in acqua, in particolar modo in tapis roulant acquatico (molti centri di fisioterapia veterinaria ne sono oggi dotati).

Esistono poi farmaci convenzionali, fitofarmaci o rimedi omeopatici che possono aiutare a controllare dolore ed infiammazione, senza contare che è possibile ricorrere, se necessario, a interventi chirurgici preventivi o curativi.

Infine, in caso di problemi articolari è sempre consigliabile effettuare fisioterapia riabilitativa, manuale e strumentale.

 

 

 

 Molto utile per ridurre e contrastare possibili problemi articolari, è la Fisioterapia Riabilitativa, una branca recente della Medicina Veterinaria in Italia.


All’estero e in particolar modo nei Paesi Anglosassoni, è attuata da molti anni ed esistono ormai ampi studi scientifici che convalidano le tecniche utilizzate.

L’obiettivo principale della Fisioterapia è migliorare il più velocemente possibile le condizioni fisiche del paziente, accelerando i processi di guarigione, prevenendo le complicanze e garantendo quindi uno stile di vita migliore.

La Fisioterapia aiuta dunque paziente e proprietario a gestire l’handicap, sia esso temporaneo o permanente, garantendo una gestione corretta e alleviando il disagio.


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