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 Un nemico pericoloso
La LEPTOSPIROSI

 

 A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI -
Medico Veterinario

La leptospirosi è una malattia molto contagiosa, che colpisce sia gli animali (domestici e selvatici) sia l´uomo. Questa patologia è causata da un batterio la Leptospira, che ha una resistenza piuttosto modesta nell´ambiente esterno e che, al contrario, trova il suo habitat ideale in un clima caldo-umido, soprattutto in acque stagnanti, canali, terreni umidi e fogne.

 

Attenti al topo!
Il cane, essendo un animale che vive in moltissimi casi a stretto contatto con l’uomo, può rappresentare una fonte di contagio per quest’ultimo. Il gatto invece si ammala piĂš raramente. Sono maggiormente esposti al pericolo di contrarre la Leptospirosi i cani che vivono in campagna a causa dell’elevata presenza di topi, i maggiori responsabili della diffusione della malattia. A rischio anche i cani che vanno a caccia e che di solito hanno l’abitudine di bere nelle raccolte d’acqua piovana, che possono essere state contaminate per esempio con l’urina dei topi. In condizioni normali i succhi gastrici del cane inattivano il batterio, perché costituiscono una barriera insormontabile. Tuttavia in alcune circostanze, come per esempio in caso di ingestione di elevate quantitĂ  di acqua, il contagio può avvenire lo stesso, in quanto l’aciditĂ  gastrica diminuisce.


Senza esclusione di colpi
L’infezione si realizza anche per contatto diretto o indiretto, attraverso escoriazioni della cute o attraverso la mucosa degli occhi, del naso e della gola, con materiale contaminato, principalmente l’urina.
L’incubazione della malattia dura dai 3 ai 15 giorni e sono colpiti soggetti di tutte le età, senza predilezione di razza. Dal punto in cui penetra nell’organismo, il batterio guadagna rapidamente il circolo ematico, qui si moltiplica intensamente dando poi luogo alle prime manifestazioni della malattia. Successivamente il batterio si propaga nei vari organi e tessuti (soprattutto rene e fegato), si ha cioè la "fase di localizzazione”. Le lesioni sono di tipo infiammatorio e degenerativo.

 

La diagnosi della leptospirosi è effettuata dal Medico Veterinario sulla base della sintomatologia, anche se a volte questa  può non essere molto eclatante. Infatti il cane può presentare solamente un ˝malessere generalizzato˝. Quindi fondamentale è confermare la diagnosi mediante un esame sierologico, che mette in evidenza la presenza di anticorpi contro il batterio.

 

In circolo
I sintomi sono diversi a seconda del tipo di Leptospira che sostiene l’infezione. In generale quando le leptospire sono in circolo si può riscontrare febbre anche abbastanza elevata (40-41°C), anoressia, dolorabilità muscolare, congestione della mucosa congiuntivale, spesso anche vomito. Quando poi si ha la localizzazione dei batteri nelle loro sedi di elezione (fegato e reni) si può avere epatite, ittero, disturbi della funzionalità renale ma anche gastroenterite. La mucosa buccale e congiuntivale assumono un colorito decisamente caratteristico giallo-arancio, inconfondibile. Di solito si hanno anche alterazioni a carico delle cellule ematiche con anemia, aumento dei globuli bianchi, qualche volta diminuzione delle piastrine.

Protetti fin da cuccioli
Contro la Leptospirosi esiste una terapia a base di antibiotici (in particolare Penicillina G), che però è efficace solo nella fase precoce dell’infezione, ossia quando il batterio è nel circolo ematico.
È consigliabile anche la somministrazione di fluidi e supporti vitaminici. Molto importante risulta essere la prevenzione dell’infezione tramite la vaccinazione dei cani fin da cuccioli, da ripetersi ogni sei mesi. Infatti, con i vaccini tradizionali, gli anticorpi che l’animale sviluppa nei confronti del batterio hanno una durata minore rispetto a quelli che sviluppa nei confronti di altri germi patogeni.

 

Temperature troppo elevate o troppo basse non consentono al batterio Leptospira di sopravvivere.

 

NovitĂ  sui vaccini
Esistono tipi diversi di leptospirosi, definiti in termini tecnici sierovarianti, che hanno nomi molto complicati, come per esempio Leptospira canicola oppure Leptospira bratislava. Oggi è a disposizione per la prevenzione della malattia un vaccino che protegge il cane per i principali tipi di Leptospira. Come indicato da recenti pubblicazioni, il vaccino è in grado di ridurre l’infezione, prevenire i sintomi della malattia e ridurre la colonizzazione del batterio a livello renale. Inoltre fornisce una protezione per ben quattro sierovarianti di Leptospira e l’immunità dura molto di più, fino a dodici mesi. Esistono diverse modalità di vaccinazione (detti protocolli vaccinali) a seconda dei casi, da concordare con il proprio Medico Veterinario di fiducia.



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