Questa condizione "a rischio” avviene fisiologicamente in un determinato momento del ciclo della cagna chiamato "diestro”, oppure può essere il risultato della somministrazione esterna dell’ormone. Il progesterone normalmente agisce stimolando la crescita e la secrezione di liquido da parte delle ghiandole che si trovano a livello uterino, ma in alcuni soggetti ci può essere una risposta "patologica” a questo ormone.

 

 

In caso di piometra ci può essere anche interessamento renale, con evidente peggioramento del quadro patologico.


Debolezza generalizzata

La piometra può essere "aperta” o "chiusa”. Nel primo caso certamente meno grave del secondo, possiamo notare lo scolo dalla vulva di un liquido costituito essenzialmente da pus, ma che può essere anche emorragico. Altri sintomi significativi sono inappetenza, letargia, vomito, disidratazione, talora diarrea, aumento dell’assunzione di liquidi e dell’urinazione. Nella piometra "chiusa”, non sono presenti perdite vaginali, ma ritroviamo comunque questi stessi sintomi ed in più aumento di volume dell’addome e debolezza muscolare. In assenza di trattamenti si può arrivare allo shock, al collasso, al coma e ad una grave generalizzazione dell’infezione (setticemia).


Il progesterone stimola la crescita e la secrezione di liquido da parte delle ghiandole che si trovano a livello uterino; in alcuni casi ci può essere una risposta "patologica” a questo ormone con modificazioni notevoli del tessuto uterino, ritenzione di liquido ed inattivazione delle difese locali. 

 

 

Vietato aspettare

Al minimo sospetto che possa trattarsi di questa grave infezione, o comunque se notiamo qualche sintomo tra quelli elencati, è necessario rivolgersi al proprio veterinario di fiducia, perché aspettare troppo tempo può compromettere la vita del nostro amico a quattro zampe. La diagnosi non è difficile, soprattutto nella piometra "aperta”, e si basa sul rilievo dei sintomi. Se è "chiusa” può essere necessario escludere una gravidanza, una neoplasia all’utero o altre patologie che determinano aumento dell’assunzione dell’acqua e dell’urinazione.


Terapia d’urto

Il trattamento deve essere pronto ed "aggressivo”, se si vuole salvare la vita dell’animale. Il veterinario provvederà immediatamente alla somministrazione di fluidi endovena per migliorare la funzionalità renale spesso compromessa, per contrastare la perdita di liquidi e lo shock eventualmente presente. Può rivelarsi necessario anche ricorrere alla somministrazione di cortisonici. La terapia antibiotica deve essere iniziata il più precocemente possibile e protratta per almeno 2-3 settimane. Non appena siano state effettuate tutte quelle manovre per stabilizzare nel modo migliore possibile il paziente, bisogna iniziare il trattamento definitivo della piometra.



La terapia d’elezione, soprattutto per gli animali in condizioni "critiche”, consiste nell’intervento chirurgico, al fine di asportare utero e ovaie. 

 

 

Contrazioni

La terapia d’elezione, soprattutto per gli animali in condizioni "critiche”, consiste nell’intervento chirurgico, al fine di asportare utero e ovaie. Una alternativa è rappresentata dall’utilizzo di sostanze denominate "prostaglandine”, che inducono la contrazione dell’utero, favorendo l’espulsione del liquido in esso contenuto. Questi farmaci tuttavia, oltre a presentare numerosi effetti collaterali (vomito, diarrea, ipersalivazione, eccitazione, dolore addominale), non impediscono la ricomparsa della patologia, che può presentarsi magari un po’ di tempo dopo il successivo calore. Inoltre se la piometra è "chiusa” con questo tipo di terapia farmacologia si corre il rischio di provocare una rottura dell’utero con gravi conseguenze per la vita dell’animale.


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