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La COPROFAGIA

A cura di DIEGO MANCA Medico Veterinario 

 

Per un giovane cane le prime scoperte, oltre che con l’olfatto, avvengono con la bocca e una delle visioni che danno più ribrezzo al proprietario è osservare il proprio cucciolo che mangia i suoi escrementi.

 

 

Chiunque abbia da poco adottato un cucciolo di cane, si sarĂ  accorto che è molto difficile fargli smettere di mettere tutto in bocca. Sono dei veri e propri aspirapolvere e bisogna avere 10 occhi per controllarli affinché non ingeriscano oggetti pericolosi o tossici.


Altro problema è invece la coprofagia, che consiste in una cattiva abitudine che a volte alcuni cuccioli manifestano ingerendo le proprie feci o quelle di altri animali, anche di specie diversa.


Le cause che scatenano questo atteggiamento di solito sono comportamentali; spesso come reazione ad una punizione per aver sporcato in posti vietati, nel tentativo di nascondere le prove, oppure durante condizioni di stress.


L’unica situazione nella quale questo disturbo viene considerato normale è dopo il parto, quando le cagne ingeriscono gli escrementi dei loro cuccioli durante le prime settimane di vita.


Alcuni autori consigliano di non sottovalutare potenziali malattie che potrebbero derivare dalla coprofagia come: insufficienza pancreatica, malassorbimento intestinale, parassiti intestinali, iperadrenocorticismo, diabete.


a terapia è ovviamente differente se la causa è clinica o comportamentale. Se fosse clinica, curando la patologia scatenante scomparirà anche la coprofagia; la causa comportamentale merita invece un ulteriore approfondimento.


Qualsiasi proprietario che veda il proprio cane mangiare le sue feci ne rimane disgustato; la classica reazione è il rimprovero, seguito subito dopo dall’appropriazione fulminea delle feci (se il cane non le ha giĂ  ingerite tutte) per farle sparire. Il cucciolo, osservando il suo padrone mentre gli "ruba” gli escrementi, intuisce paradossalmente che essi rappresentano qualcosa di importante; anzi da ingerire piĂą in fretta per vincere la competizione.


Il giovane animale per evitare una punizione cercherĂ  di "nascondere” le tracce nel modo che giĂ  conosciamo. In questi casi è fondamentale non dare importanza al problema, distraendo il cagnolino quando ha sporcato e, senza farsi vedere, pulire. Evitare in ogni caso la "rivalità”, gratificandolo ogni volta che si comporterĂ  bene.


Se tutto ciò non dovesse funzionare, in commercio esistono dei prodotti studiati per prevenire o eliminare questo fastidioso problema. Essi vengono miscelati con l’alimento e contengono delle sostanze che rendono gli escrementi sgradevoli all’assunzione disabituando il soggetto alla loro ingestione.




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