A cura di ANMVI - Dott. MARCO MELOSI - Dott.ssa SILVIA MACELLONI Medici Veterinari

Malattia endemica diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Asia e in America, la Leishmaniosi è una zoonosi, vale a dire una patologia trasmissibile dagli animali all’uomo; questo rende il suo controllo di notevole importanza anche per l’igiene pubblica. Il numero di cani infestati dal parassita è molto alto (si parla di 2,5 milioni di cani solo nell’Europa Sud-Occidentale) e per questo motivo la prevenzione, la diagnosi e la cura della Leishmaniosi ha assunto per i proprietari di cani un’importanza notevole.


In espansione

Il parassita della Leishmaniosi viene trasmesso da un cane infetto ad uno sano attraverso la puntura di un Pappatacio o Flebotomo. In Italia tutte le regioni costiere, comprese le isole, sono ambienti in cui sono presenti i flebotomi.

Prima limitata alle zone costiere, la Leishmaniosi si sta diffondendo anche alle aree interne.

Negli ultimi anni sono infatti aumentate le segnalazioni anche in zone che erano ritenute non a rischio.

 

Alcuni sintomi della malattia: perdita di peso, lesioni cutanee e oculari, ingrossamento dei linfonodi e della milza, fuoriuscita di sangue dal naso, localizzazioni articolari con possibili zoppie, anemia, febbre, abbattimento, insufficienza renale. Al comparire di uno qualsiasi di questi sintomi  è fondamentale recarsi dal proprio Medico Veterinario.


Pericolo dall’alba... al tramonto

Nelle nostre zone i pappataci sono presenti nel periodo primavera-estate (da aprile ad ottobre) e volano soprattutto nelle ore dell’alba e del tramonto. Ciò porta un maggior rischio di puntura nelle prime ore del mattino e nelle ultime della sera.

Il rischio di contagio è proporzionale all’esposizione dei soggetti nelle aree che rilevano la presenza di flebotomi.

 

Serbatoi

Il cane è il principale serbatoio domestico di Leishmaniosi.

Una volta punto potrà manifestare i sintomi della malattia o restare asintomatico.

Anche i soggetti asintomatici sono serbatoi di malattia e possono (indirettamente, sempre tramite vettore) trasmettere il parassita ad altri cani o all’uomo.

Non è facile accorgersi rapidamente della malattia. I sintomi possono impiegare mesi per rendersi manifesti e spesso, nel momento in cui ci si rende conto del problema, è tardi per poterlo affrontare con la massima efficacia.


Un vaccino per salvarli

Ad oggi, il modo migliore per tenere sotto controllo la malattia sono la prevenzione e la diagnosi precoce. Fino a un paio di anni fa, la prevenzione era possibile soltanto con repellenti e mezzi fisici di protezione contro le punture dei pappataci. Dal 2011 è in commercio un’ulteriore possibilità di prevenzione, il vaccino CaniLeish®.


Tre iniezioni per la salute

Possono essere vaccinati con CaniLeish® i cani sani sopra ai sei mesi di età ma non le femmine in gravidanza e in allattamento; ciò perché non ci sono prove della innocuità in questi soggetti.

Prima della vaccinazione il cane deve essere sottoposto ad apposito test per escludere una positività a Leishmania. Il protocollo vaccinale prevede un ciclo di tre iniezioni a tre settimane di distanza l’una dall’altra.

Il richiamo, per poter garantire la copertura immunitaria, dovrà essere iniettato ad un anno dalla terza somministrazione di vaccino. Annualmente il richiamo dovrà essere ripetuto. L’immunità è valida a partire dalle quattro settimane dal completamento del primo ciclo vaccinale.


Una carta in più

Secondo la casa produttrice il vaccino è sicuro e risulta ben tollerato.

Non elimina del tutto il rischio di manifestare la malattia ma ne riduce sensibilmente le possibilità. CaniLeish® non impedisce al cane di entrare in contatto con il parassita, né impedisce del tutto lo svilupparsi della malattia.

Per questo motivo le misure di prevenzione come i repellenti e le zanzariere devono ancora essere considerate obbligatorie.

Il vaccino è una carta in più da giocare per diminuire il rischio di manifestazione clinica della malattia ma non garantisce, da solo, la copertura totale. Prima di decidere di effettuare o meno la vaccinazione, è d’obbligo chiedere comunque consiglio al proprio Medico Veterinario. Solo considerando singolarmente i casi è possibile valutare il rischio-beneficio della somministrazione del vaccino.

 

Il vaccino CaniLeish® è nato da 20 anni di ricerche senza l’utilizzo di animali da laboratorio. Secondo le indicazioni di Virbac, casa produttrice del vaccino, quando un cane viene vaccinato il suo sistema immunitario viene orientato verso la risposta cellulare più efficace per contrastare il parassita e non far progredire la sintomatologia. Inoltre la vaccinazione rende il sistema immunitario capace di riconoscere il parassita nel caso ci fossero ulteriori contatti con questo e di combatterlo da subito.


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