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Dott.ssa SABRINA DOMINIO - Medico Veterinario

 

Il Diabete del Cane

 

Il diabete mellito è uno squilibrio endocrino che, purtroppo, colpisce anche il nostro fedele amico, specie se incomincia ad essere avanti con gli anni. La terapia farmacologica ed ormonale è molto importante, ma anche l’adozione di alcune strategie alimentari può aiutare il nostro cane a sentirsi meglio!

 

 

Cos’è il diabete Mellito?

Questa patologia consiste nella mancata od insufficiente produzione da parte del pancreas di insulina, un ormone responsabile della regolazione del metabolismo di carboidrati, proteine e grassi.
Un metabolismo dei carboidrati alterato conduce all’aumento di concentrazione di zuccheri nel sangue (iperglicemia) e nelle urine (glicosuria) e provoca l’aumento del senso della sete, la maggiore eliminazione di urina e la formazione di cataratta.
Un errato metabolismo dei grassi, invece, provoca alterazioni del fegato e l’aumento di concentrazione di lipidi nel sangue (iperlipidemia) oltre alla formazione di composti tossici, detti chetoni.
Altri sintomi che è possibile riscontrare nel cane diabetico sono perdita di peso, mantello brutto, sonnolenza e fame incontrollata. Esistono diversi tipi di diabete nel cane e, per convenzione, si utilizza la stessa classificazione utilizzata nell’uomo. Per il medico veterinario, comprendere quale tipo di diabete ha di fronte è fondamentale per impostare una dieta mirata ed efficace, da associare alla terapia insulinica. Il diabete di tipo 1 è il più frequente nel cane e colpisce il 50% dei soggetti affetti. Esso consiste nella distruzione delle cellule del pancreas deputate alla produzione dell’ormone insulina. Nell’uomo questa affezione è provocata da un’esagerata reazione del sistema immunitario e sembra che ciò avvenga anche nel nostro amico a 4 zampe, sebbene siano necessari ulteriori studi per confermarlo. Questo tipo di diabete colpisce sempre più soggetti, sia umani che canini e la causa potrebbe essere, accanto alla predisposizione genetica, la sempre più crescente esposizione dell’organismo a sostanze nocive e dannose presenti nell’ambiente circostante. Del 30% dei cani affetti da diabete, esso è provocato da una precedente pancreatite cronica.
Sembra che questo tipo di diabete colpisca i soggetti obesi, alimentati con dosi eccessive di grassi o affetti da una disfunzione del metabolismo di questi ultimi.

 

Strategie nutrizionali consigliate

Le ultime ricerche, sia nel cane che nell’uomo, dimostrano che il ruolo della fibra nella prevenzione e nella cura del diabete sia fondamentale. La novitĂ , tuttavia, è che non sia assolutamente necessario ricorrere all’utilizzo di alimenti ad elevato tenore di fibra nei soggetti diabetici, ma che sia sufficiente somministrare un alimento per cani adulti in mantenimento che ne contenga tenori adeguati. PiĂą che la quantitĂ  di fibra della dieta, infatti, è importante la qualitĂ  di quest’ultima. L’ideale è somministrare fibra che provenga da fonti diverse. La fibra insolubile e non fermentescibile, come ad esempio la cellulosa o lo psyllium, è ben tollerata dal cane e la quantitĂ  nell’alimento può essere variata in funzione della necessitĂ  o meno di fare dimagrire il soggetto. 

Essa, inoltre, regolarizza il transito intestinale e l’assorbimento del glucosio.
La fibra solubile non fermentescibile, come i FOS (frutto-oligo-saccaridi) contenuti nella cicoria, permette all’organismo di moderare il metabolismo del glucosio. L’ideale è quindi una dieta che contenga un moderato apporto di fibra, equamente suddivisa fra solubile ed insolubile, come ad esempio la soia o la polpa di barbabietola.

 

carboidrati e, soprattutto gli amidi,  non devono superare il 50% della razione, ma sarebbe meglio somministrarli in una percentuale che si aggiri attorno al 30%, visto che questi nutrienti sono strettamente correlati con il metabolismo del glucosio. Importante ricordare che, ogni qualvolta si varia l’apporto di carboidrati nella dieta, bisognerĂ  aggiustare la quantitĂ  di insulina somministrata, quindi è meglio effettuare meno cambiamenti possibile. I cereali consigliati per la dieta di un cane diabetico sono orzo, frumento, sorgo e mais, che contengono amidi a lenta digestione, rallentando e prolungando l’assorbimento del glucosio a livello intestinale. Evitate, invece, il riso ed il pane, che hanno l’effetto opposto.

 

 

L’apporto di grassi dipende dalle condizioni di peso del cane. In ogni caso, è meglio non esagerare con l’apporto di questi nutrienti, perché i lipidi possono provocare la pancreatite. In un cane diabetico in peso forma va bene un alimento che ne contenga il 20-35%. Nei cani obesi, invece, si consiglia di ridurre la somministrazione di alimenti ricchi di acidi grassi saturi e preferire quelli ad elevato contenuto di grassi monoinsaturi, assieme, naturalmente ad una riduzione del peso ed all’aumento dell’attivitĂ  fisica.
Mentre nell’uomo l’alto dosaggio di colesterolo e acidi saturi crea problemi alle coronarie, questo non accade invece nel cane.

 

Le proteine che un cane diabetico deve assumere sono esattamente le stesse consigliate per un soggetto sano, a meno che non subentrino complicazioni a carico del rene, che
invece richiederebbero una restrizione di questi nutrienti. Esse dovrebbero rappresentare la principale fonte di energia della dieta, visto che amidi, grassi e fibra vanno tenuti sotto controllo.

Se il vostro fedele amico fa tanta pipì, sarà opportuno integrare la dieta con un maggior apporto di vitamine idrosolubili, che vengono perse con le urine. Il discorso cambia se state già somministrando un mangime specifico per cani diabetici.


I Sali minerali, invece, non vanno modificati, rispetto agli apporti di un soggetto sano; al massimo, occorre prestare attenzione al potassio, onde evitare carenze. Visto che è stato dimostrato che lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi può essere una causa predisponente del diabete, sarà bene somministrare nella dieta una buona dose di sostanze antiossidanti.

L’integrazione con L-carnitina, infine, può essere utile per mantenere il tono muscolare del vostro cane diabetico, che spesso è compromesso dalla malattia. Un cane affetto da diabete spesso non è in grado di assimilare tutti i nutrienti che assume e perde molto glucosio nelle urine. Per questa ragione, è necessario che l’alimento apporti un adeguato tenore di energia, onde evitare l’eccessiva perdita di peso. L’alimento deve essere inoltre molto appetibile, per incoraggiare l’animale ad assumerlo.

 

RICETTE CONSIGLIATE

-Pesce saporito                                             
Pesce tipo cefalo: 50%
Pasta: 27%;
Carote bollite: 16%;
Crusca: 5%;
Pectina: 1%
Olio di canola: 1%
Integratore di vitamine e minerali: q.b

-Tacchino al formaggio
Tacchino: 28%;
Formaggio magro: 33%;
Fiocchi di avena: 25%;
Carote bollite: 6%;
Crusca: 6%;
Pectina: 1%;
Olio di canola: 1%
Integratore di vitamine e minerali: q.b

 

A cosa deve fare attenzione il proprietario?

Ci sono alcuni segnali che possono aiutare il medico veterinario a valutare se la terapia insulinica e la dieta stanno funzionando o meno e siete solo voi proprietari che, attraverso un’attenta osservazione dei comportamenti del vostro beniamino, potete dargli certe informazioni.
La quantità di cibo e acqua consumata dal vostro cane, ad esempio, può essere un valido indice per valutare se l’animale soffre di fame o sete eccessiva o, al contrario, è inappetente, tutte condizioni che segnalano un diabete non curato correttamente.
Stesso discorso vale per il peso del vostro amico, che, in caso di forti oscillazioni, richiede un aggiustamento della dose di insulina. Ricordate che un’adeguata attività fisica è importantissima per mantenere i risultati della terapia, oltre che per prevenire il diabete stesso. Via libera, quindi, alle passeggiate ed ai giochi all’aria aperta!
Perché il trattamento abbia successo, è di fondamentale importanza suddividere la razione in due pasti uguali, in modo da mantenere costante la concentrazione di glucosio nel sangue.
In genere, il pasto va somministrato subito dopo che l’insulina ha raggiunto il picco di concentrazione nel sangue, in modo da ottenere un efficace controllo della glicemia, come vi spiegherà il vostro veterinario di fiducia.
I pasti, inoltre, devono essere composti sempre dal medesimo alimento e dalla stessa quantitĂ  di cibo.

Importante! Una volta impostato il tipo e la quantitĂ  di alimento da somministrare, esso non va cambiato per nessun motivo, a meno che non lo decida il veterinario!
Assolutamente vietati tutti gli snack che contengono zuccheri e carboidrati, che possono vanificare l’efficacia dell’insulina.




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