L'età d'oro del cane

Dott. MANUEL MENGOLI Medico Veterinario - dottorando presso il Dipartimento di Scienze Fisiologiche di Pisa, gruppo ETOVET

 

Alcuni studiosi li chiamano "golden years" perché sono simili all’autunno che fa indorare le foglie sui rami degli alberi. Gli anni della vecchiaia sono un periodo davvero particolare per i nostri amici a quattro zampe...

 

Con il miglioramento dell’alimentazione, la maggiore attenzione ai diversi problemi sanitari e alla loro prevenzione, la popolazione geriatrica canina è aumentata moltissimo. L’età media in cui un cane può essere considerato anziano è attorno al 7° anno di vita, con notevoli differenze a seconda della razza e della mole dell’animale. Non è raro oggi trovare cani che superano i 15 anni di età.

L’aumento dell’aspettativa di vita nei nostri animali ha portato anche allo sviluppo di nuovi studi sull’invecchiamento. Non è facile definire in maniera semplice cosa si intenda per "vecchiaia". Esistono svariate teorie che considerano le diverse modificazioni biologiche e biochimiche che avvengono in questa delicata fase di vita. Per questo si definisce la gerontologia come "lo studio scientifico dell’invecchiamento e della vecchiaia attraverso l’integrazione di discipline biologiche, fisiologiche e comportamentali".

Si tratta quindi dell’analisi dell’ultimo periodo di vita dell’animale e delle caratteristiche del rapporto del cane con il suo padrone e con l’ambiente esterno. Per il proprietario spesso è difficile accettare alcuni cambiamenti, imprescindibili dall’età dell’animale, manifestati con variazioni d’umore o nel comportamento in generale. In alcuni casi le modificazioni nel comportamento sono proprio il primo motivo di visita da parte del veterinario. Spesso il cane sembra disorientato (non riconosce la strada di casa, dimentica da che parte si chiude o apre una porta); mostra aggressività o paura nei confronti di persone o animali a lui familiari; dorme durante il giorno e si sveglia di notte, con la voglia di giocare o uscire a fare una passeggiata; riprende a sporcare in casa, come quando era cucciolo.

 

 

La salute prima di tutto

La valutazione della salute del cane anziano, quando il problema è riferibile a una vera malattia, deve sempre analizzare i diversi aspetti e le diverse problematiche che lo riguardano. Se lo sviluppo di un problema comportamentale è conseguenza di una patologia (come possibili disfunzioni ormonali o metaboliche) oppure è dovuto a una lesione dolorosa, bisogna agire in un certo modo. Per esempio possiamo ricorrere agli antidolorifici, se si sospetta che un problema dolorifico abbia portato ad un modificazione del comportamento o a un irrigidimento di alcune sequenze comportamentali (ad esempio il cane, se prova dolore, può aggredire per evitare di essere toccato).

 

 

Guanto di velluto

L’animale anziano va elogiato e premiato con carezze, con un tono di voce dolce o qualche bocconcino prelibato, tutte le volte che manifesta i comportamenti che vogliamo mantenere o riconquistare.

Al contrario, devono essere azzerate le punizioni e le prove troppo difficili: non possiamo pretendere esercizi troppo complessi o impegnativi, se l’animale non è nelle condizioni di poterli portare a termine facilmente. A volte gestire correttamente l’ambiente di vita dell’animale (segnalare chiaramente la porta d’uscita, non modificare il mobilio in casa) può essere un accorgimento capace di aiutare molto un cane che ha problemi di disorientamento e a cui manca la possibilità di muoversi, ad esempio per problemi articolari e dolorosi.


Routine 

Nell’animale anziano può a volte essere presente un vero e proprio deficit cognitivo per cui si ha incapacità di apprendere qualcosa di nuovo o possibilità di dimenticare comportamenti appresi in precedenza. Per questo c’è il rischio che si perda una corretta comunicazione e una buona relazione con il proprietario. Le uniche attività che il proprietario svolge sono spesso lunghe passeggiate o brevi attività di gioco (come lanciare la pallina). Questo tipo d’attività però non sempre soddisfa i reali bisogni del cane, soprattutto dell’animale anziano che necessita una maggior attivazione mentale e di tipo cognitivo. Allo stesso tempo i proprietari devono mantenere la routine di gestione del loro animale il più possibile costante, portando al massimo livello la prevedibilità delle diverse attività che si susseguono durante il giorno.


Attivi con il gioco

Il consiglio generale è quello di continuare a monitorare il comportamento dell’animale e di aumentare le situazioni legate al gioco, anche utilizzando premi in cibo o bocconcini da nascondere e fare cercare al cane. Con questo si ottiene un miglioramento della qualità di relazione del cane con il padrone. E’ inutile impegnare l’animale in lavori o compiti troppo difficili, perché questo fa calare la qualità dell’apprendimento e aumenta lo stress del cane. Bisogna ricordare che i premi dovranno essere costanti e generosi, in modo da stimolare il nostro amico il più possibile.Il gioco è uno strumento davvero utile per insegnare ai nostri animali come mantenersi attivi, corpo e mente, dall’infanzia alla vecchiaia.


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