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Nemici per la pelle 

A cura di ANMVI Dott.ssa PAOLA PIEROTTI - Dott.ssa SILVIA MACELLONI , Dott. MARCO MELOSI - Medici Veterinari

 

Quasi tutti si sono trovati, almeno una volta, a togliere una zecca dalla pelle del proprio cane e si sono preoccupati di non lasciare la testa nella cute perché può fare infezione.
Non tutti sanno, però, che la zecca può fungere da vettore per alcune gravi malattie tra le quali una delle piĂą importanti è l’Ehrlichiosi. 

 

Le Ehrlichie sono un genere di microrganismi che appartengono alla famiglia di coccobacilli delle Rickettziaceae.

Ne esistono diversi sottogruppi ma quelle che interessano il cane sono gli agenti eziologici dell’Ehrlichiosi monocitica canina e dell’Ehrlichiosi granulocitica canina. I cani possono essere infettati anche da entrambe le forme contemporaneamente.

Saliva infetta
Quando la saliva della zecca viene a contatto del cane durante l’ingestione del pasto di sangue, l’infezione si trasmette al nostro amico a quattro zampe; la zecca funge da serbatoio della malattia ed è in grado di trasmetterla fino a 155 giorni dopo il distacco dall’ospite, comunque può assumere l’E. Canis solo se il cane si trova nella fase acuta della malattia. Importante è sapere che si può contrarre l’Ehrlichiosi anche tramite le trasfusioni di sangue.

 

Quando l’Ehrlichiosi raggiunge una fase cronica si ha una persistente ipergammaglobulinemia ed è frequente la trombocitopenia, mentre i sintomi clinici possono essere assenti o leggeri, fino a molto gravi in altri casi; i soggetti più gravi manifestano tendenza alle emorragie, dimagrimento, debilitazione e sintomi neurologici a causa d’infezione meningea; il riscontro di infezioni batteriche secondarie all’immunodepressione è frequente.

 

Fase acuta

Una volta contratta l’Ehrlichiosi, dopo un periodo d’incubazione di 8-20 giorni si sviluppa una forma acuta che dura da due a quattro settimane; in questa fase il microrganismo si replica nelle cellule mononucleate del sangue, nei linfonodi e nei tessuti linfatici di milza e fegato, con conseguente aumento di volume dei linfonodi e dei due organi.

 

Nella fase acuta dell’Ehrlichiosi i sintomi sono anoressia, febbre, abbattimento, dispnea, linfadenopatia ed edema degli arti e dello scroto; questi sintomi scompaiono in una o due settimane anche senza trattamento; in alcuni casi il coinvolgimento delle meningi può sfociare in sintomi neurologici. 

 

Anemici
Le cellule infettate vengono poi trasportate dal sangue ai polmoni, ai reni e alle meningi dove provocano un’infezione dell’endotelio vascolare; questa vasculite provoca consumo, sequestro e distruzione delle piastrine con conseguente trombocitopenia, che è l’alterazione più evidente che si riscontra nell’emocromo in fase acuta, insieme a una forma più o meno marcata di anemia.

Una buona risposta
La fase subclinica si verifica dopo sei-nove settimane dall’infezione, le alterazioni di alcuni valori sanguigni come trombocitopenia, leucopenia e anemia sono variabili, in assenza di sintomi clinici.
I cani con buona competenza immunitaria sono in grado di superare la malattia eliminando il parassita senza passare alla fase cronica.

Sempre a rischio

L’infezione da E. Canis è subdola e una volta superata la malattia il cane si può riammalare se viene in contatto con zecche infette.
Purtroppo non esiste un vaccino o una profilassi: la terapia consiste in trattamenti antibiotici per lunghi periodi, anche 20 giorni, ma di solito il cane riesce a superare la malattia piuttosto bene.

Sotto controllo
La seconda forma di Ehrlichiosi, l’Ehrlichiosi granulocitica canina, è caratterizzata prevalentemente da una poliartrite: i cani manifestano zoppie, rigidità muscolare, dolore, cifosi, riluttanza ad alzarsi, edemi articolari; la febbre è sempre presente e la terapia antibiotica a base di tetracicline è la più indicata.

Trattandosi di malattie trasmesse da zecche la miglior prevenzione consiste nel controllo di questi parassiti, ma è consigliato anche un controllo ematico, per la ricerca degli anticorpi contro Ehrlichia, almeno una volta l’anno, in quanto alcune forme possono essere asintomatiche.


Spesso si possono riscontrare cani infettati da E. Canis che presentano la concomitante infezione da Babesia o Bartonella, probabilmente a causa della simultanea trasmissione di questi microrganismi da parte delle zecche.




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