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Richieste di attenzioni del cane
È noto il fatto che ai cani piaccia attirare l’attenzione del proprio umano, ma perché lo fanno? La "ricerca di attenzione” è una forma di risposta evolutiva che ha dato al cane la garanzia di sopravvivenza, poiché permette di ottenere risorse.
A cura di Tiziana DaRe
Educatore e ri-educatore cinofilo professionista. Diplomata in educazione e rieducazione del cane (hnc in dog training and behaviour). Specialista nel comportemento del gatto (cat behavior specialist).
www.obbiettivocane.com

Vediamo in che modo.
I cani hanno imparato ad attirare l’attenzione degli esseri umani nei modi più stravaganti possibili. C’è chi salta addosso alle persone, chi abbaia rivolto al proprietario, chi ruba gli oggetti di casa, chi scava in giardino, chi ingoia qualunque cosa sia a portata della bocca. In certi casi estremi, alcuni cani arrivano perfino a far finta di stare male. Di conseguenza, ogni qualvolta una persona cede alla cosiddetta "richiesta di attenzione”, il comportamento attuato in quel momento dal cane viene rinforzato. Il cane apprende che, per esempio, rubando un calzino, tutta la famiglia lo insegue e quindi inizia un bel gioco "prendimi se riesci”. 
Esigenze
D’altro canto però non è sempre così facile stabilire quando effettivamente Fido sta cercando di attirare l’attenzione e quando invece la richiesta è una vera e propria esigenza fisiologica dell’animale. Per i cuccioli è normale saltare addosso quando hanno fame, quando si rientra dopo una lunga o breve assenza o portare un pupazzo quando hanno voglia di interagire con il proprietario. Tutti questi atteggiamenti sono di fatto richieste di attenzioni, ma anche esigenze che il cane necessita di soddisfare.
Comportamenti indesiderati
I fattori che spingono un cane a richiedere attenzioni sono riassumibili in due grandi gruppi: per esigenze specifiche o anche solo per il semplice gusto di farlo. Ogni qualvolta il cane ci salta addosso, abbaia per un motivo non chiaro o ci porta un gioco non richiesto, semplicemente toccandolo, parlandogli e guardandolo noi, di fatto, premiamo dei comportamenti indesiderati. Più la reazione del proprietario è intensa, più il cane si sentirà vittorioso nell’attirare l’attenzione. Il cane rapidamente apprenderà che quel determinato comportamento è utile per attirare le attenzioni del proprietario e lo utilizzerà a suo favore.
Attenzioni "negative”
È naturale che il cane abbia necessità di attenzioni, ma rinforzando questi atteggiamenti si rischia di rendere Fido troppo dipendente nei confronti dell’essere umano. Come dobbiamo gestire, quindi, le richieste di attenzioni? Molti suggeriscono di intervenire con un secco "no” alle richieste del cane, pensando così di estinguere il comportamento sgradito. Niente di più sbagliato. Per il cane, un’attenzione, anche negativa, è meglio dell’indifferenza. Proviamo a pensare al semplice saltare addosso del cane quando si rientra a casa dal lavoro: se il proprietario inizia con dire "no” guardando Fido, spingendolo e toccandolo, vi pare che questo cane non abbia ricevuto attenzioni? Eccome se le ha ricevute. Gli abbiamo parlato, nonostante il tono severo, lo abbiamo guardato e anche toccato.

È naturale che il cane abbia necessità di attenzioni, ma rinforzando questi atteggiamenti si rischia di rendere Fido troppo dipendente nei confronti dell’essere umano.

Interazioni
Il primo passo per gestire le richieste di attenzioni è innanzitutto quello di assicurarsi di non premiarle inavvertitamente. Ciò significa che si dovrà fare attenzione alle interazioni che si hanno con Fido. Vediamo di analizzare le più comuni richieste di attenzioni e come superarle.
Saltare addosso
Il cane salta addosso alle persone principalmente per conoscerle. È ciò che un cucciolo farebbe con un cane adulto, per raggiungere il muso, leccarlo e poterlo annusare. Nei confronti del proprietario il saltare addosso è una forma di saluto, per esempio dopo una assenza, o una forma di eccitazione nell’anticipare un evento piacevole quale la passeggiata. Toccandolo, guardandolo e parlandogli (anche se in modo brusco) questo comportamento viene rinforzato poiché vengono date attenzioni. Il modo migliore per risolverlo è quello di fare qualche passo all’indietro quando il cane tenta di saltare, facendo si che le sue zampe ricadano a terra e non su di noi, voltando lo sguardo altrove e non parlando al cane. Solo quando il cane sarà rilassato e con le zampe a terra riceverà le nostre lodi e attenzioni. Nei confronti di estranei è bene cercare di mantenere il cane con le zampe a terra mediante l’uso di qualche premietto o invitando il cane a proporre un seduto. Se il cane è seduto non potrà saltare addosso.

Per il cane, un’attenzione, anche negativa, è meglio dell’indifferenza.

Abbaiare
Il cane abbaia per vari motivi, per difesa, per territorialità, per avvertire della presenza di un estraneo, per eccitazione, per solitudine e anche per attirare l’attenzione, soprattutto se quando lo fa lo sguardo è rivolto verso il proprietario o una persona. Innanzitutto è bene assicurarsi che l’abbaio non sia dovuto a paura o stress. Appurato che il cane sta cercando di attirare l’attenzione, è fondamentale non guardare, toccare o parlare al cane che attua questo tipo di abbaio o il comportamento verrà rinforzato. Saranno date attenzioni solo quando il cane sarà in silenzio per almeno cinque secondi. Se riprende ad abbaiare, si dovrà nuovamente ignorare Fido fintanto che non si calma.
Distruzione di oggetti
Può capitare di tornare a casa la sera e trovare il giardino o la casa "devastati”. Oggetti masticati e sparsi in giro, indumenti rotti, etc. Masticare per i cani è un comportamento normale, non è bene ovviamente se a farne le spese sono gli oggetti o i mobili di casa. Sgridare il cane non è risolutivo: primo, perché il comportamento è stato attuato in nostra assenza; secondo, perché il cane, non capendo il motivo del rimprovero, potrebbe agitarsi e masticare di più per calmarsi. La noia è generalmente il motivo più frequente che induce il cane a masticare, è un modo come lo scavare per utilizzare energie e sfogarsi.

Fondamentale è conoscere Fido anche dal punto di vista etologico e capirne le esigenze per garantirgli una serena esistenza e convivenza con l’essere umano

In sicurezza
Altro motivo alla radice di questo comportamento potrebbe essere la fame, lo stress per mancanza dei membri familiari o il desiderio di attirare l’attenzione. In quest’ultimo caso, assicuriamoci che il nostro beniamino abbia fatto attività sufficiente per l’età, tipo di razza e livello energetico. Un cane stanco è un cane più calmo e generalmente appagato. Gioco, passeggiate e un dispenser per somministrare i pasti sono alcuni dei rimedi contro la noia o l’eccesso di energie. Passatempi quali ossa in pelle di bufalo naturali, corna di cervo, o altro, possono aiutare in nostra assenza a ridirigere la masticazione su oggetti più idonei. L’ambiente in cui sosta il cane deve essere messo in sicurezza e gli oggetti tossici o di valore rimossi.
Un aiuto qualificato
Dando una routine quotidiana a Fido che preveda gioco, passeggiate, cibo di buona qualità, riposo in un posto idoneo, cercando quindi di soddisfare le esigenze dell’animale, è quasi garantito che Fido non debba ricorrere a richieste di attenzioni per ottenere ciò di cui ha bisogno. Fondamentale è conoscere Fido anche dal punto di vista etologico e capirne le esigenze per garantirgli una serena esistenza e convivenza con l’essere umano. Se avete bisogno di aiuto nella gestione del vostro cane contattate quanto prima un educatore qualificato che vi segua e vi consigli su come intervenire.

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