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Dott.ssa MARCELLA ZILOCCHI
dottoranda presso l'istituto di scienze Fisiologiche di Pisa,
gruppo ETOVET.

 

Il periodo di socializzazione nel cane è una fase fondamentale che va dalla terza alla dodicesima settimana di vita. Il cucciolo inizia a prendere coscienza di ciò che lo circonda, a rispondere in modo adeguato agli stimoli esterni e a fare i propri bisogni lontano dalla cuccia e dalla ciotola..

 

VOCALiZZI

Nel cane il processo di socializzazione permette al cucciolo di creare un attaccamento sociale sia verso i conspecifici, la cosiddetta socializzazione intraspecifica o primaria, sia verso l’uomo e altri animali, vale a dire la socializzazione interspecifica o secondaria.
I cuccioli in questa fase sanno esibire numerose espressioni facciali, presentano una grande varietà di vocalizzi e i momenti passati con la madre diminuiscono a favore di quelli passati insieme ai fratelli.

 

ESSERE O NON ESSERE?

La socializzazione primaria avviene grazie all’imprinting filiale che permette ai piccoli di imparare la propria specie di appartenenza: non avendo una cognizione innata della propria specie, i cuccioli devono apprendere di "essere cani”. Alcuni esperimenti hanno dimostrato che cani allevati con gattini hanno in seguito evitato di interagire con cuccioli sconosciuti e hanno riservato le manifestazioni di tutti i comportamenti sociali positivi ai gatti. Questo tipo di imprinting viene utilizzato nei cani guardiani del gregge, che a tale scopo vengono fatti crescere con le pecore. Ovviamente tutto ciò può essere reversibile: se gli stessi cuccioli all’età di 16 settimane vengono messi a contatto con i conspecifici, socializzano con gli altri cani entro 2 settimane.

 

Il proprietario potrà insegnare al piccolo come sporcare all’esterno, portandolo a passeggio subito dopo i pasti e dopo il sonnellino (i momenti in cui l’animale "elimina” più facilmente).

 

VIVA LA GENTE

È fondamentale far socializzare il cane con le persone soprattutto tra la quinta e la settima settimana di vita, età in cui il cucciolo è più propenso a fare conoscenza.
Dopo quel periodo il cane diventa sempre più diffidente e più prudente verso gli sconosciuti.
Per questo è preferibile, entro il quarto mese di vita, far incontrare al nostro amico più persone possibili di entrambi i sessi, di diverse età ed etnie.
Questo attaccamento o socializzazione non è uguale all’identificazione di specie, è di facile acquisizione ma è difficile che permanga; per questo il cane deve associare  l’incontro a qualcosa di positivo. Per ottenere ciò le persone che si approcciano al cucciolo dovranno premiarlo con un bocconcino o con una carezza, senza però essere impositivi o forzare il contatto.

 

La socializzazione è importante affinché si manifesti la gamma dei comportamenti tipici dei canidi; l’esposizione agli stimoli dovrà essere sempre controllata e graduale e i cuccioli non dovranno mai essere esposti a stress troppo forti.

 

VACCI PIANO!

In questo periodo anche il gioco si modifica e compaiono molti comportamenti aggressivi verso i compagni, come ringhiare e mordere diverse parti del corpo. I guaiti di dolore provocati dal morso non controllato richiamano l’attenzione della madre che interviene punendo il cucciolo aggressore, il quale impara così a regolare l’intensità di questo tipo di interazione. Dalle 11 alle 15 settimane di vita il gioco della "lotta” diventa meno aggressivo e più ritualizzato.
Ovviamente se viene meno la presenza della madre e quindi di un regolatore, il cucciolo una volta adulto potrebbe non avere l’inibizione al morso e creare dei problemi in famiglia.

 

Lo stress vissuto nella sesta e settima settimana di vita può influenzare le capacità di apprendimento di cuccioli. Per questo si consiglia di manipolarli ed esporli a circostanze varie con un atteggiamento quanto più possibile positivo e piacevole. 

VOGLIO LA MAMMA!

Se nel periodo della socializzazione i cani vengono deprivati dei giusti stimoli e di nuove esperienze potrebbero sviluppare comportamenti inappropriati o anormali.
Scegliete quindi cuccioli che provengano da famiglie o da allevamenti in cui gli animali stanno, fino all’età dell’adozione, a stretto contatto con la madre. In questo modo essi potranno apprendere tutti gli insegnamenti che solo una cagna può dare ai propri piccoli. Una volta arrivato nella sua nuova casa il cucciolo dovrà essere sottoposto a una corretta socializzazione con tutti gli stimoli che lo circondano, dai rumori di casa alle persone che verranno a contatto con lui, così da scongiurare futuri problemi comportamentali.




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