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HUNGER GAMES

Il Cibo per educare con il gioco

 

Immaginiamo sia l’ora del pasto per il nostro cane e poniamoci i seguenti quesiti: quanto impiega a finire la sua razione? È un momento di gioia? È eccitato? È un momento che viene condiviso con noi?

a cura di Tiziana DaRe

Educatore e RI-educatore Cinofilo Professionista www.obbiettivocane.com

Per la maggior parte dei proprietari, il pasto del cane è una manciata di crocchette messe in una ciotola, che scompaiono in brevissimo tempo. Questo modo di gestire il pasto per molti sembra essere il migliore, ma di fatto siamo ben lontani da quello che dovrebbe essere un pasto in natura. Non c’è alcuna opportunità di procacciarsi il cibo, nessuna sfida, poca masticazione, poca attività nel gestire il pasto con la ciotola, come invece dovrebbe essere se i cani fossero allo stato selvatico. Inoltre non è richiesto alcuno sforzo né mentale né fisico nel trovare il cibo, poiché siamo proprio noi a presentarlo al cane.


Opportunità mancate

Se esaminiamo la gestione del pasto del nostro amico, noteremo che ben poche funzioni vengono adoperate nella ricerca del cibo. Per i cosiddetti "village dog”, cani vagabondi dei villaggi (la popolazione più vasta di cani al mondo, circa 550 milioni di soggetti), la ricerca del cibo occupa gran parte della giornata. Richiede ingegnosità, risoluzione dei problemi ed esercizio fisico. A volte piccole quantità di cibo sono l’unico risultato in una o più giornate di ricerca, altre volte le cose vanno meglio e i cani riescono a nutrirsi in abbondanza. Il rancio e la ricerca di esso è l’attività principale della giornata. Il modo in cui i nostri cani vengono alimentati oggi, invece, fa sì che molte opportunità per migliorare il comportamento e lo stato fisico, mentale ed emozionale del cane vengano perse.


Corpo e mente in movimento

Al momento del pasto, è possibile ottenere cambiamenti positivi nella mente del cane dandogli la possibilità di usare le sue facoltà cognitive, i sensi quali l’olfatto, la vista, il tatto e il loro innato istinto, in modo da far lavorare quei neurotrasmettitori del cervello che rilasciano il famoso senso di benessere. L’azione del masticare assieme alla attività di ricerca del pasto hanno statisticamente dimostrato di ridurre l’eccessiva reattività nei cani dei canili. Vediamo quindi come rendere il pasto del nostro amico un po’ più "interessante”.


Per la maggior parte dei proprietari, il pasto del cane rappresenta una manciata di crocchette messe in una ciotola e che vengono divorate in brevissimo tempo. Questo modo di gestire il cibo per molti sembra essere il migliore, ma di fatto siamo ben lontani da quello che dovrebbe essere il pasto di un cane in natura.

 

 Giochi interattivi

In commercio troviamo diversi giochi interattivi, chiamati anche puzzle, facili da gestire con la crocchetta e di diversi livelli di difficoltà. In alcuni casi, però, questi tipi di giochi possono creare frustrazione e rendere il cane molto irruento nella ricerca del cibo. Per questi soggetti, è molto importante che il proprietario faccia parte dell’esperienza, in modo da aiutare il cane a gestire in modo corretto la frustrazione e arrivare alla crocchetta senza dover buttar tutto all’aria. L’intento è quello di insegnare al cane un diverso modo di mangiare, utilizzando le sue capacità cognitive e creative.


Gradualità

Come in tutte le cose, questi giochi vanno inseriti con calma e gradualità partendo dal livello più semplice e pian piano passando a livelli più complessi. Se il cane lascia indietro qualche crocchetta, è bene aiutarlo nel cercarle tutte, magari facendo anche noi il puzzle assieme a lui. Il lato negativo di questi giochi potrebbe essere il costo, il fatto che occupino più spazio di una semplice ciotola e che, una volta imparato il trucco, il cane poi in pochi secondi riesca a concludere il puzzle. Generalmente questi activity toy vengono preferiti da cani molto vivaci, intelligenti, attirati dal cibo e con un buon olfatto.

 

 

Ecco alcune "dritte” per rendere il momento della pappa di Fido più "coinvolgente”, sotto tutti i punti di vista.

 

Giochi riempibili

Esistono in commercio giochi definiti "riempibili” nei quali è possibile inserire all’interno tutta la porzione quotidiana di cibo, mescolata volendo anche con dell’umido o della carne macinata, in modo da creare più strati all’interno del contenitore. Ad ogni modo, è sempre opportuno monitorare il cane con questi giochi, prima di lasciarlo da solo in autonomia, poiché alcuni cani sono in grado di fare a pezzi anche i modelli più resistenti delle varie gamme. Nel prossimo numero vedremo altre "dritte” per rendere il pasto di Fido più "coinvolgente”, sotto tutti i punti di vista.


Usare l’olfatto

Al contrario di quel che succede per gli esseri umani, il mondo del cane è basato sull’olfatto più che sulla vista. Per molti cani, poter usare l’olfatto è un vero toccasana che aiuta a ridurre la frustrazione e lo stress quotidiano. Ovviamente non deve essere per forza un’attività difficile o molto lunga, il modo più semplice per gestire il pasto utilizzando l’olfatto è quello, ove possibile, di sparpagliare la pappa in giardino e lasciare che sia il cane a trovarla (il cosiddetto "scatter feeding”). Se si ha paura che il cane rovini il giardino, allora si possono mettere le crocchette in tante piccole ciotole che verranno disseminate nello spazio. Se il cane non capisce al primo tentativo cosa deve fare, va incentivato nella ricerca delle prime crocchette o ciotoline. Se non si ha un giardino, la stessa attività può essere condotta in casa.


Assicurarsi che qualsiasi tipo di gioco o involucro/contenitore che viene lasciato al cane sia sicuro.


Il gioco è bello…

Per coloro che hanno provato con scarsi risultati, ricordatevi che a volte il cane può sentirsi sopraffatto se non riesce nell’intento e perdere entusiasmo, proprio come succederebbe a noi. Il gioco è bello se all’inizio è facile e poi, pian piano, diviene sempre più complesso. Altra variante è quella di nascondere le crocchette avvolgendole in un vecchio strofinaccio o asciugamano, in modo tale che il cane lo debba srotolare con l’aiuto del muso e delle zampe per accedere al pasto.


Il cibo come mezzo educativo

Non va dimenticato il fatto di poter utilizzare il pasto come mezzo per insegnare al cane comportamenti desiderati. Praticare gli esercizi di obbedienza quali il richiamo, il seduto o il terra utilizzando la semplice crocchetta anziché un premio più succulento, fa sì che il cane mangi più lentamente e che si metta in "modalità lavoro”, imparando quindi che il cibo "va guadagnato”. Inoltre, in questo modo il proprietario acquisisce autorevolezza agli occhi del cane poiché gestisce una delle risorse indispensabili alla sopravvivenza. Il cane avrà quindi un maggior senso del dovere e di appagamento. Avendo a disposizione una grande quantità di crocchette (a seconda della taglia del cane e del tipo di crocchetta), anche le ripetizioni degli esercizi saranno maggiori e analogamente si moltiplicheranno le possibilità di apprendimento.

 

Praticare gli esercizi di obbedienza quali il richiamo, il "seduto” o il "terra” utilizzando le semplici crocchette del pasto anziché un premio più succulento, fa sì che il cane mangi più lentamente e che si metta in "modalità lavoro”, imparando quindi che il cibo "va guadagnato”


Essere creativi

Anche i giochi o i passatempi fatti in casa possono sostituire quelli che troviamo in commercio ed essere sempre "nuovi” ogni giorno. Ad esempio, il rotolo di cartone della carta per la casa può essere usato come contenitore, pressando le estremità e inserendo le crocchette all’interno; le scatole delle scarpe o i pacchi postali possono essere utilizzati come contenitori, chiudendoli o forandoli in modo che il cane venga attratto dall’odore del cibo (sempre se si vuole che il cane impari a rompere il cartone); alcuni vasetti di yogurt da bere possono essere utilizzati come "giochi riempibili”, e così via. Va ricordato che il cane deve essere sempre tenuto d’occhio quando utilizziamo nuovi passatempi fai da te, in modo da essere certi che il nostro amico arrivi al cibo e non mastichi anche la carta o la plastica dell’involucro.