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Quando si parla di cani, spesso nel linguaggio comune le parole "addestramento” ed "educazione” sono usate come sinonimi, come se un cane ben "addestrato” avesse le stesse competenze di un cane bene "educato”.

In realtà si tratta di due cose diverse. 

 

Addestrare un cane significa infatti renderlo capace di svolgere specifici compiti, o di avere reazioni precise a particolari situazioni. I cani da utilità, impiegati ad esempio in ambito umanitario e in particolari missioni di soccorso, oppure quelli che fanno parte delle forze dell’ordine, sono cani addestrati: senza il loro preziosissimo aiuto sarebbe molto più difficile, se non impossibile, trovare e salvare persone disperse, compiere missioni in zone colpite da terremoti o altri disastri naturali, o anche scoprire la presenza di sostanze stupefacenti, esplosivi e altri compiti per i quali si rende necessario mettere a frutto il finissimo olfatto e le straordinarie doti fisiche dei nostri migliori amici.


Un cane "con una marcia in più”

Educare un cane, invece, significa correggere i suoi comportamenti in modo da rendere più facile il suo inserimento all’interno della società. Questo naturalmente giova sia al cane sia al suo compagno umano, per molti motivi: un cane bene educato è un animale equilibrato e capace di vivere con serenità i contesti più vari, può quindi essere portato in giro, anche in ambienti in cui sono presenti altri animali e persone, senza che questo rappresenti un problema.

Un cane bene educato ha la possibilità di vivere molte più esperienze col proprio compagno a due zampe e senz’altro è un animale che può inserirsi meglio in contesti "difficili” e che ha più possibilità di essere accettato in una società come quella moderna.

 


L’educatore cinofilo è la figura professionale che può seguire cane e padrone in un percorso di educazione di base.

 

Rispetto reciproco

Il consiglio che si può dare quindi a chiunque voglia adottare un cane, sia esso meticcio o di razza, è quello di fornirgli una buona educazione. Saper eseguire esercizi molto semplici come il "seduto”, "a terra”, "aspetta”, essere composti al guinzaglio, imparare a non saltare addosso alle persone e altri insegnamenti "di base” si riveleranno molto utili nella vita di tutti i giorni. Non solo, un percorso di educazione cinofila è fondamentale anche per migliorare e rinforzare il rapporto di Fido col proprio compagno umano. Eseguire esercizi insieme, condividere momenti di lavoro e di gioco stimola infatti l’affiatamento e il rispetto reciproco.


Rinforzo positivo

Esistono molti libri e diversi corsi online che affrontano le situazioni e le tematiche principali dell’educazione cinofila di base, in modo più o meno accurato.

La scelta più saggia, però, soprattutto per una persona alle prime armi, è quella di affidarsi a professionisti qualificati, che sappiano guidare cane e compagno umano in questo bellissimo percorso di crescita. Le più moderne tendenze in ambito cinofilo escludono qualsiasi strumento o metodo coercitivo, l’utilizzo della violenza o di altre imposizioni per l’educazione (ma anche per l’addestramento) dei cani. Metodi gentili come quello del rinforzo positivo (cioè premiare il cane quando adotta un comportamento gradito) si sono infatti dimostrati capaci di garantire ottimi risultati e allo stesso tempo di rispettare le esigenze etologiche e la sensibilità del cane.


Anche se esistono molti libri e tutorial sull’educazione cinofila sarebbe bene evitare i metodi fai da te, soprattutto se si è alle prime armi, e rivolgersi piuttosto a un professionista qualificato.

Gli strumenti del mestiere

Gli strumenti dell’educazione cinofila di base sono semplici, in molti casi si tratta degli oggetti che usiamo tutti i giorni nella nostra vita con Fido.

Collare e guinzaglio prima di tutto: sono un po’ la "cintura di sicurezza” che ci permette di andare in giro col nostro migliore amico. Tenendo il cane al guinzaglio siamo sempre sicuri di poterlo controllare e fare in modo che non si avventuri in situazioni potenzialmente pericolose. Nell’ambito di un percorso di educazione questi oggetti ci permettono di mettere in pratica esercizi molto utili come il saper andare correttamente al guinzaglio. Un buon istruttore ci insegnerà che il collare non è un oggetto "scontato” per Fido, e che prima di tutto dovremo fare in modo che lui lo accetti e che sia felice di indossarlo. Inoltre non tutti i cani sono uguali: per alcuni sarà più indicato il collare, per altri sarà più adatta la pettorina. Anche i guinzagli sono disponibili in diverse misure, a seconda dell’utilizzo che si vuole farne.


Snack e premi

Un percorso di educazione cinofila di base può essere strutturato in modi diversi ma nella maggior parte dei casi cane e padrone vengono coinvolti e invitati ad eseguire insieme esercizi più o meno semplici. Seguendo i dettami del metodo del rinforzo positivo, di fronte a una determinata situazione si premia il cane quando sceglie di adottare il comportamento che riteniamo corretto.

Per contro, un comportamento indesiderato sarà completamente ignorato.

Con il tempo (un tempo che varierà in base al carattere, all’età, al sesso e ad altre caratteristiche del cane) il nostro amico proporrà sempre più spesso il comportamento da noi desiderato in risposta a determinati stimoli. Questo principio, molto semplice e gratificante, lo si può applicare a qualsiasi livello di educazione e di addestramento. È chiaro quindi che in questo contesto la gratificazione e il premio sono strumenti fondamentali per l’apprendimento. Bisognerà scegliere ciò che più rende felice il nostro amico a quattro zampe: talvolta potrà essere uno snack particolarmente appetitoso, come i bocconcini di carne, gli stick o altre prelibatezze (senza esagerare, però), altre volte si potrà optare per un gioco particolarmente apprezzato (pallina, pupazzetto o altro)... in certi casi invece basteranno molte molte coccole.


Dai delfini... ai cani

Il metodo del rinforzo positivo è oggi il più universalmente adottato e conosce diverse declinazioni.

Ne è un esempio l’uso del clicker, un particolare strumento adottato già da tempo nell’addestramento dei delfini e che ha trovato un certo seguito anche in cinofilia. Si tratta di un piccolo oggetto, spesso una scatoletta di materiale plastico che porta una linguetta di metallo al suo interno: questo oggetto è in grado di emettere un suono secco, tipo "click-clack” (da qui il nome).

L’uso del clicker si può abbinare al metodo del rinforzo positivo facendo in modo che il cane senta il suono del clicker tutte le volte che ha scelto il comportamento giusto e che quindi sarà premiato.

Con l’andare del tempo il semplice suono del clicker sarà un invito per il nostro amico a quattro zampe ad adottare il comportamento desiderato.


Un cane ubbidiente "ha una marcia in più”: lo si può gestire bene in ogni occasione, è a suo agio sia in casa sia fuori e non crea problemi alle persone con cui vive.

 

Fai da te? No grazie

Come già detto sopra, tuttavia, qualsiasi tipo di esercizio che proponiamo al nostro amico dovrebbe essere sempre inserito in un programma di educazione mirato e costruito in base alla specifica situazione del nostro cane, delle sue caratteristiche e del contesto in cui vive.

Proprio perché ciascun cane (e ciascun compagno umano) è diverso, non è possibile applicare ricette preconfezionate. Meglio quindi evitare i metodi fai da te e rivolgersi a un buon istruttore-educatore cinofilo, che saprà consigliarci e guidarci nel percorso migliore da fare.




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