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Come diventare la giusta

GUIDA per il CUCCIOLO PARTE I

Un cucciolo non è mai cattivo o dispettoso, semplicemente si comporta da "cucciolo”.

I cuccioli non fanno le marachelle per indispettirci o annoiarci: come i bambini piccoli, vedono il mondo solo in relazione a loro stessi. Per questo semplice motivo il nostro broncio e le nostre sgridate non solo li lasciano perplessi, mortificati o addirittura spaventati, ma soprattutto non sono di alcun insegnamento. Prima comprendiamo che non c’è nulla di "personale” in quello che fanno i cuccioli e prima si potranno adottare soluzioni per ottenere comportamenti desiderati.

 

Farlo in modo giusto
Le punizioni fisiche e verbali non vanno mai a buon fine, anzi, dimostrano agli occhi del cucciolo che l’essere umano è "orribile, inaffidabile e aggressivo”. Il più delle volte il cucciolo non capisce il motivo di questo cambio di umore da parte del proprietario e reagisce a questa situazione di pericolo percepito in vari modi: reagendo contro il proprietario, o chiudendosi in se stesso e rifiutandosi di rispondere. Queste reazioni, benché individuali, generalmente  sono collegate alla razza di appartenenza o alle precedenti esperienze di vita. Queste situazioni vengono inavvertitamente create da molti proprietari, che pensano che il cucciolo sia indipendente, menefreghista, pazzo o aggressivo. Nella maggioranza dei casi il cucciolo non è nessuna delle cose sopra elencate, è semplicemente un giovane animale in un mondo alieno; non ha alcuna competenza di linguaggio ma allo stesso tempo ha bisogno di una giusta guida.

I cuccioli non fanno le marachelle per indispettirci o annoiarci: come i bambini piccoli, vedono il mondo solo in relazione a loro stessi.

 

Carta e penna
Quando succede qualcosa che non ci piace o che vorremmo non fosse accaduto, la prima cosa da fare è un bel respiro profondo e poi provare a pensare a cosa ha indotto il cane a comportarsi così. Potrebbe essere utile fare una lista con carta e penna, annotando qual è la gratificazione che il cucciolo ottiene da ciò che ha fatto. Esempio: il cucciolo morde la gamba del tavolo, la gratificazione in questa azione è sollievo per le gengive durante il cambio dei denti. In seguito annoteremo cosa invece noi vorremmo che lui facesse. Esempio: masticare giochi di gomma specifici per lo sviluppo dei denti.

 

Tempo e pratica
Piuttosto che pensare: "voglio che il cucciolo smetta di fare...”, dovremmo pensare: "vorrei che facesse…”. In questo modo saremo più obbiettivi sul da farsi e sul perché il cucciolo ha "combinato” qualcosa che per noi è sgradito. Con un po’ di tempo e pratica (come in tutte le cose) si diventerà più sciolti e più bravi ad interpretare i messaggi del cucciolo e a cercare soluzioni più appropriate. Pensiamo a quando eravamo noi piccoli e a quante volte i nostri genitori ci hanno ripreso e messo sulla "corretta via”!


Trovare la motivazione
Ogni cucciolo ha le sue preferenze e diverse possono essere le cose che considera ricompensa. Non tutti i cuccioli sono motivati da cibo, giochi, coccole o approvazione sociale, ma sicuramente tutti sono motivati da qualcosa. Ricevere l’attenzione da parte del proprietario è sicuramente una grande ricompensa, ecco perché il cucciolo scappa col nostro cellulare, ciabatta o giornale: in quel momento impara che "rubando” una delle nostre cose avrà ciò che vuole e cioè la nostra attenzione. Diventa quindi fondamentale dare le giuste attenzioni nei giusti momenti.

 

Mentre fra umani possiamo parlarci ed usare un migliaio di vocaboli per spiegare le intenzioni che abbiamo, con gli animali il linguaggio è diverso e, anziché sulle parole, molto più fondato su tonalità ed azioni: linguaggio metaverbale e paraverbale.


Interagire è bello
Se il cucciolo si è appena svegliato e ancora non gli abbiamo prestato attenzione, prendiamo l’iniziativa e iniziamo con lui un gioco di ricerca, di riporto o tira e molla.
Facciamolo sfogare un po’ e dedichiamogli una mezz’ora tutta per lui: ciò eviterà che il cucciolo intraprenda un’attività che potrebbe essere inappropriata.
Possiamo fargli fare un giretto in giardino, intorno al quartiere, qualche esercizio di obbedienza base, insomma qualcosa che sia condiviso: cane e proprietario.
Dopo un interazione di almeno 30 minuti, insegniamogli anche un’ "interruzione di interazione” e cioè che non possiamo più stare con lui poiché altre faccende ci aspettano.

Non deve essere il cucciolo a decidere di interrompere l’interazione e non lo lasceremo neppure in uno stato di "arousal” (livello di eccitazione) alto, altrimenti per scaricarsi potrebbe iniziare ad esempio un’attività di masticazione per rilassarsi. In questo momento è bene introdurre un passatempo (come palline interattive, giochi riempibili di cibo, Kong o il suo pasto sparso per il giardino), in modo da dare al cucciolo qualcosa da fare fintanto che si calmi e pian piano si appisoli.

L’articolo con altri consigli su come diventare la guida giusta per il nostro cucciolo prosegue nel prossimo numero!

 

 

 OBBIETTIVO CANE
Dott.ssa TIZIANA DARE - Educatore e RI-educatore Cinofilo Comportamentale
Diploma in Educazione e rieducazione del cane
(HNC in Dog Training and Behaviour)
Specialista nel comportemento del gatto (Cat Behavior Specialist)
Membro Puppy School UK - Socio Libertas Cinofilia
www.obbiettivocane.com