CERCHIAMO DI NON FARCI MORDERE!

 

A cura di ANGELICA D’AGLIANO

 

Purtroppo, negli ultimi anni si è spesso sentito parlare nei principali media di aggressioni più o meno gravi da parte di cani a danno di persone adulte oppure di bambini.

Questi episodi hanno avuto talvolta anche conseguenze gravissime, talvolta persino fatali, sulle persone coinvolte e ovviamente hanno scatenato accesi dibattiti sulla presunta potenziale pericolosità dei nostri amici a quattro zampe.


Casi rari

In realtà, le aggressioni canine sono rare: per un cane che morde (nella stragrande maggioranza dei casi, con valide ragioni) ce ne sono moltissimi altri che vivono pacificamente con la loro famiglia umana e che non hanno problemi a rapportarsi con animali e persone anche al di fuori del loro ambiente domestico. Solo che i primi, pochissimi, fanno notizia, i secondi, infinitamente più numerosi, no.


Mille ragioni... per mordere

Come detto, quando un cane morde lo fa sempre per un motivo ben preciso.

Certo, esistono cani con gravi o gravissimi problemi psichiatrici, ma si tratta di casi veramente rari, per fortuna.

Quindi, quando un cane arriva a mordere, quasi sempre lo fa perché ha delle ottime ragioni, per lo meno dal suo punto di vista.

Inoltre quasi sempre, prima di passare all’azione, un cane lancia molti avvertimenti.

 

 


Atteggiamenti sbagliati

Se capitano episodi di aggressione è quindi perché le persone purtroppo talvolta non si rendono conto di avere degli atteggiamenti "sbagliati” nei confronti dei cani, e, in più, non riescono a cogliere i ripetuti e continui segnali di disagio che Fido lancia loro prima di attaccare.

Conoscere alcune delle regole fondamentali del "galateo canino” può aiutarci per approcciare nel modo giusto un cane ed evitare brutte sorprese.

Quindi, ecco innanzitutto alcune cose da evitare con un cane sconosciuto: spaventarlo o fargli credere che abbiamo cattive intenzioni, contro di lui o anche contro i membri del suo branco; sottrargli cibo od oggetti che gli appartengono; avere atteggiamenti dominanti nei suoi confronti oppure comportamenti irritanti; invadere il suo territorio.

Ma vediamole nel dettaglio.


Autodifesa

Un cane può arrivare a mordere perché, ad esempio, si sente messo "con le spalle al muro” , ossia di fronte a una minaccia che pensa di non poter evitare.

A quel punto l’attacco avviene per autodifesa.

Per questo motivo non dovremmo mai costringere un cane sconosciuto in uno spazio angusto e senza vie di fuga.

Magari noi abbiamo solo intenzione di coccolarlo ma lui non può esserne consapevole.

È un errore anche stabilire un contatto fisico stretto e improvviso (ad esempio un abbraccio) con una persona che ha un cane al guinzaglio.

Quest’ultimo infatti potrebbe interpretare il nostro gesto come un’aggressione e reagire di conseguenza.


Non toccare il can che mangia

Si possono scatenare episodi di aggressività anche quando si va a "minacciare” qualcosa che il cane ritiene di propria proprietà, come il cibo, ad esempio, ma anche i "suoi” giocattoli o le persone che appartengono al suo branco.

Il padrone dovrà educare Fido adeguatamente ed impedirgli di sviluppare una possessività eccessiva.

Starà poi a noi fare attenzione a non disturbare un cane estraneo.


Galateo canino

Il linguaggio del corpo è molto importante.

Ci sono degli atteggiamenti che noi riteniamo amichevoli ma che per un cane vogliono dire l’esatto opposto. Ad esempio, le pacche sulla testa, il piegarsi verso un cane incombendo su di lui, gli abbracci, i baci, il guardarlo negli occhi, sono tutti gesti di sfida e di dominanza.

Il modo corretto per avvicinarsi a un quattrozampe sconosciuto è evitare di guardarlo negli occhi e avvicinarsi laterlamente.

Dovremo fare in modo di porgergli il fianco e lasciare che sia lui a decidere quando avvicinarsi a noi, resistendo alla tentazione di "afferrarlo”.

Quando si sarà avvicinato potremo toccarlo ai lati del muso e del resto del corpo, mai frontalmente.

 

Questioni territoriali

Un cane, soprattutto se selezionato allo scopo, può anche attaccare in difesa del proprio territorio.

A volte le cose si complicano perché il cane può credere erroneamente che il suo territorio sia più esteso di quel che effettivamente è, e quindi può trovarsi a "difendere” dagli estranei, ad esempio, il marciapiede o la strada davanti casa, oppure i luoghi dove abitualmente è condotto a passeggio.

In quel caso molto può fare il proprietario educandolo a riconoscere i corretti confini del proprio territorio.

Noi agiremo bene se eviteremo di "invadere” il territorio di quel cane, anche se il proprietario è un amico e a maggior ragione se in casa in quel momento non c’è nessuno.

 

 

Meglio evitare di agitare oggetti come sciarpe od ombrelli di fronte a un cane, soprattutto se sconosciuto. Potremmo causare reazioni aggressive.
 

Il cane è un animale predatore, ¨programmato¨ per inseguire tutto quello che potrebbe avere, appunto, il comportamento di una preda. Quindi: cerchiamo di non scappare di fronte a un cane, perché lo inciteremmo ad inseguirci!
 

Prima di attaccare, un cane lancia sempre chiari segnali. Alcuni dei segnali di stress più importanti sono: leccarsi il naso o le labbra, distogliere lo sguardo, sbadigliare, ¨strizzare gli occhi¨.
La presenza di questi segnali, qualora venissero ignorati, potrebbe preludere ad un attacco.

 


 


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