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È importante la gerarchia per i nostri compagni a quattro zampe. Ecco perché i nostri amici, a volte, prendono il comando...


Per parlare di "dominanza” cominciamo col chiederci: il cane è un lupo? Biologicamente potemmo dire che il cane è la forma domestica del lupo, del quale condivide la quasi totalità del patrimonio genetico. Dal punto di vista morfologico e comportamentale, però, il cane si differenzia notevolmente dal proprio "cugino” selvatico.   

 

Un patrimonio antico

Se è indubbio che il cane non è più un lupo, è anche vero che il suo patrimonio genetico non può non influire sul suo comportamento. In questo comportamento ereditato ci sono ancora le leggi del branco? E quali sono queste leggi del branco a proposito di gerarchia e dominanza? 

 

Lupi alfa

Secondo le tesi più in voga, nel branco di lupi vigerebbe una duplice gerarchia, maschile e femminile, molto rigida, anche se non stabile nel tempo, poiché vecchiaia, malattie, ferite, maturità sessuale e  alleanze possono intervenire a elevare o abbassare lo status di un soggetto; al vertice della piramide si troverebbe il lupo Alfa, il maschio capo assoluto. 

 

Leader nato

Grazie alla sua forza fisica e psicologica sarebbe in grado di soddisfare le esigenze del branco, di proteggerlo, di pattugliare e marcare il territorio, di scegliere i sistemi di difesa e le strategie di caccia, di stabilire la disposizione delle tane, di essere, in una parola, il leader. Altrettanto autorevole sarebbe la femmina Alfa, l’unica in grado di riprodursi.  

 

In tutti gli animali sociali che vivono in gruppi organizzati esiste un soggetto leader che si distingue per dei comportamenti etologicamente rilevanti. Anche fra i cani rinselvatichiti, dove non esiste una struttura gerarchica pari a quella del branco di lupi, esistono soggetti rientranti in un’area che potremmo definire "della dominanza” e soggetti subordinati.


 

Genitori capi

Alcuni studiosi hanno messo in discussione la veridicità di questo modello di gerarchia. Fra questi David Mech, una delle maggiori autorità nel campo dello studio del lupo. La dominanza, per il Mech, sarebbe il  riconoscimento del diritto di riprodursi. Nel momento in cui un individuo si riproduce, esso assume il ruolo di guida del branco, composto dalla progenie sua e del suo partner.  

 

Domande senza risposta

La tesi del Mech non spiega il fatto che benché tutti i giovani lupi siano potenzialmente dei riproduttori, nella realtà poi non tutti lo diventino e inoltre non fa luce sul perché a quelli che diventano riproduttori non si debba riconoscere particolari capacità di ordine psicofisico. In secondo luogo è certo che anche se il capo branco fosse soltanto il paterfamilias, ciò non implicherebbe la mancanza di precise regole gerarchiche all’interno del branco.    

 

Rissosi

Detto ciò possiamo chiederci: cosa vuol dire che un cane è dominante? Spesso con fierezza i proprietari definiscono "dominanti” i loro cani solo perché sono portati alla rissa coi loro simili o addirittura perché aggressivi nei loro confronti. 

 

Dominanza... relativa

È da scartare il termine "dominante” come caratterizzante un dato individuo: la dominanza è sempre relativa al soggetto che il nostro cane ha di fronte. E’ pertanto più corretto parlare di "tendenza alla dominanza” nel caso di un cane con un carattere abbastanza forte con la propensione ad imporsi nei confronti dei suoi simili e dell’uomo.   

 

Regole precise

La relazione intercorrente fra proprietario e cane, sia che quest’ultimo sia tendente alla dominanza oppure no, non può che essere fondata sull’autorevolezza esercitata dal primo sul secondo. Autorevolezza che niente ha a che fare con la violenza o la coercizione. Il proprietario autorevole è quello che soddisfa tutti i bisogni del cane, compresi quelli legati alla sfera affettiva, che sa dare certezze e sicurezza, regole precise e coerenti.  

 

Soddisfare i bisogni primari è un obbligo morale di ogni proprietario: ma ciò vuol dire anche saperlo fare in modo competente; attraverso la corretta gestione del cibo, per esempio. L’inopportunità che il cane mangi a tavola col proprietario non deriva dal fatto che il lupo capobranco mangia per primo, ma perché fra i due non deve esserci condivisione e competizione sul cibo. Lo stesso criterio vale per la gestione della tana (leggi: letto) e di ogni altro bisogno primario del cane.


 

Decido da solo

Nell’etologia tradizionale il termine dominanza indica la capacità di un individuo di avere l’accesso prioritario alle risorse disponibili (e quindi il diritto di impossessarsi di ciò che vuole), ma anche la capacità di iniziativa, vale a dire il diritto di decidere, da solo, cosa fare. E’ soltanto questo il significato al quale dobbiamo riferirci.  

 

La giusta comunicazione

Ciò vuol anche dire che il proprietario deve gestire con autorevolezza tutte le interazioni con il proprio cane: dall’attività di lavoro ai complimenti, dal  gioco a ogni tipo di contatto fisico.