Dott. SIMONE TOBALDI Educatore Cinofilo APNEC

oggi suddividiamo la disciplina cinofila dell’Agility dog in attività ludico-amatoriale e attività agonistica. Poiché dal punto di vista fisico la disciplina impegna l’animale in modo notevole, le metodiche di addestramento e la difficoltà del percorso devono essere adeguate al soggetto e al grado di allenamento raggiunto. L’Agility dog può essere molto efficace per migliorare molteplici aspetti comportamentali e di gestione del cane, ma non è la "soluzione a tutti i mali”. Per quanto riguarda l’approccio alla disciplina, si può dire che lavorando con un solo soggetto per volta si può conoscere meglio il cane e leggere alcune sfumature del suo carattere. I proprietari si devono fidare solo di educatori cinofili qualificati, che sappiano scegliere sempre la giusta attività per ottenere i migliori risultati in termini di relazione uomo-cane e di gestione quotidiana dell’animale.

 

 

Che stress!

Spesso accade che al campo arrivino proprietari capaci con cani difficili, proprietari in difficoltà con cani potenzialmente eccezionali. Come ci comportiamo?Prima di tutto dobbiamo renderci conto che lo stress nel cane esiste, ed è necessario riconoscerlo per sfruttarlo al meglio, senza che questo crei disagio al nostro amico.C’è una quota di stress per ogni attività svolta dal cane, dalla passeggiata, all’intervento chirurgico, allo shock; e il cane deve spendere energie proporzionalmente più grandi per superare questi eventi. In funzione della quota di riserve a cui l’animale deve far ricorso, possiamo suddividere lo stress in: eustress, overstress e distress.Con uno studio effettuato nell’arco della stagione agonistica, (in collaborazione con le facoltà di Medicina Veterinaria dell’ Università di Camerino e di Bologna) abbiamo monitorato le varie fasi di addestramento e di allenamento per le competizioni di Agility dog, servendoci di una metodica da poco perfezionata basata sull’analisi del cortisolo nel pelo del cane, uno degli ormoni principe della risposta agli eventi stressanti. Dallo studio è emerso (dati ancora non pubblicati) che l’attività di Agility dog stimola l’organismo a produrre concentrazioni significativamente maggiori di cortisolo nel pelo, rispetto ai cani non addestrati. Di certo ciò non afferma che si tratti di uno stress nocivo per l’animale (distress), ma che tale attività lo sottopone ad un adattamento delle sue funzioni (eustress), soprattutto quando si tratta dell’apprendimento dei singoli esercizi e delle prime esperienze in percorsi completi.

 

 

In buone mani..

Se intendiamo avvicinarci alla disciplina dell’Agility, dobbiamo rivolgerci all’educatore prima dell’acquisto del cucciolo, in modo da scegliere insieme la razza più adatta al proprietario che vuole svolgere questa attività.Alla luce di quanto detto, dobbiamo poi rivalutare la funzione dello stress in addestramento, in quanto, un buon educatore deve sapere che lavorando vicino alla soglia di stress dell’animale si possono ottenere i migliori risultati. E’ però molto difficile individuare quella sottile linea ed è molto deleterio per il cane e per la performance in generale, superare il carico di lavoro ottimale.Molto importante diviene allora il saper individuare i sintomi di un eccesso di lavoro sia fisico, e soprattutto mentale, durante le sessioni di lavoro, saperli prevedere e fermarsi sempre un momento prima.


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