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Dott.ssa Ludovica Pierantoni dottoranda presso l'istituto di Fisiologia Veterinaria di Pisa Gruppo ETOVET.

Diamoci del tu

Problemi di comunicazione

 

A NASO
Il principale sistema di comunicazione del cane è quello olfattivo: il senso dell’olfatto è così sviluppato nel cane che, si può dire, si configuri il mondo sotto forma di "immagini olfattive”. La comunicazione olfattiva avviene tramite il deposito di odori che permangono a lungo nell’ambiente (feci, urine, secrezioni dei sacchi anali) e che servono al cane per identificare altri soggetti e per marcare il territorio soprattutto in presenza di odori di altri animali. La marcatura territoriale con urine viene effettuata sia dal maschio che dalla femmina attraverso la deposizione dei feromoni, vale a dire di sostanze simili agli ormoni, in essa presenti. A volte si osservano i cani raspare con le zampe nel terreno: tale comportamento serve a spargere l’odore e non, come spesso i proprietari pensano,  a coprire le feci. Quando i cani si annusano il posteriore è per percepire l’odore, altamente individuale, dei sacchi anali.

 

 

Ululati
La comunicazione acustica è, invece, abbastanza semplice nel cane: l’abbaio è un richiamo che viene espresso, soprattutto dai soggetti giovani, nel gioco, nel saluto, per richiamare l’attenzione o per minaccia e difesa; il guaito è un "pianto”, indica malessere o bisogno di aiuto mentre il mugolio indica ansia, frustrazione o ricerca di attenzione; l’ululato è un richiamo territoriale, molto marcato nel lupo e nelle razze nordiche soprattutto nella stagione dei calori; il ringhio, infine, indica minaccia in quanto corrisponde alla prima fase del comportamento aggressivo. La comunicazione acustica nel cane è meno importante rispetto ad altri sistemi. Noi siamo una specie estremamente verbale e tendiamo a parlare molto anche nella comunicazione con i cani per i quali, però, le nostre parole rappresentano solo segnali "paraverbali” e cioè assumono importanza il base al tono ed al contesto di emissione. Per quanto riguarda la visione i cani vedono meglio con luce debole e sono dicromatici, vale a dire vedono nelle gamme del blu e del giallo (verde).


Manteniamo la calma

Alcuni studiosi hanno suggerito l’esistenza di una serie di segnali che vengono utilizzati dai cani al fine di evitare conflitti, prevenire interazioni negative, evitare minacce, calmare nervosismi, calmare se stessi e altri individui, dire che si hanno buone intenzioni. Alcuni di questi segnali sono girare la testa o il corpo, leccarsi il naso, immobilizzarsi, sedersi, mettersi a terra, sbadigliare, annusare, compiere una traiettoria semicircolare, scodinzolare, alzare una zampa anteriore. Tali segnali vengono utilizzati dai cani anche nella comunicazione con l’uomo e sono forse alla base di alcuni dei numerosi fraintendimenti legati ad una errata interpretazione da parte dell’uomo delle indicazioni che il cane ci dà. I proprietari tendono ad interpretare questi segnali come manifestazioni di sottomissione, "il cane sa di aver sbagliato” mentre in realtà l’animale sta solo cercando di placare l’evidente nervosismo del suo compagno umano.


Tra le zampe
Noi possiamo riconoscere lo stato emotivo dei cani osservandone la mimica facciale e la postura dal corpo.
Un cane rilassato lascia cadere verso il basso orecchie e coda, nell’animale in allerta la coda e le orecchie vengono dirette verso l’alto.
Se il cane diventa più aggressivo il pelo sulle spalle e sulla groppa si solleva e le labbra vengono tirate indietro, le orecchie sono portate in avanti e la coda può essere leggermente mossa, con l’aumentare dell’aggressività il cane comincia a ringhiare, mantenendo una postura eretta. Quando un cane ha paura, ritrae le orecchie all’indietro e porta la coda tra le zampe, se è sottomesso assumerà una postura bassa fino a disporsi sul lato mostrando il ventre, leccherà le labbra dell’individuo a cui si sottomette e gli rivolgerà sguardi brevi e non diretti. Interpretare il linguaggio del cane utilizzando un rigido schema di posture dominanti e sottomesse nasconde il rischio di non prestare attenzioni alle numerosissime e meravigliose sfumature della comunicazione.


Qui pro quo
Molto spesso l’uomo tende ad antropomorfizzare i comportamenti del cane dando loro un significato del tutto errato: "si sente colpevole”, "mi fa i dispetti”, "è geloso”, sono solo alcuni esempi di interpretazioni errate dei segnali che il cane ci manifesta. Gran parte dei problemi comportamentali dei cani e degli episodi di aggressivitĂ  deriva da un’errata comunicazione cane-proprietario. Molti proprietari pensano che il loro animale sia "dominante” perché ringhia quando viene rimproverato. In realtĂ , il linguaggio posturale del cane indica che l’animale sta in tutti i modi cercando di evitare un episodio aggressivo. La maggior parte delle manifestazioni di aggressivitĂ  non deriva dal tentativo del cane di "controllare” il proprietario ma piuttosto dal tentativo del cane di controllare la situazione. Questi eventi potrebbero essere evitati se si imparasse ad osservare attentamente e comprendere i segnali che il cane manda, sempre, prima di aggredire.   



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