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L'OLFATTO del cane

al servizio della salute umana

 

 

 

A cura di ANGELICA D’AGLIANO

 

 

Anzi, possiamo dire che l’olfatto nei cani è decisamente il senso più sviluppato di tutti, tant’è vero che i nostri amici a quattro zampe vengono definiti, non a caso, mammiferi macrosmatici, un termine che in zoologia indica quegli animali che vivono per l’appunto in un mondo fatto prevalentemente di odori.

È infatti attraverso l’olfatto che il nostro beniamino è capace di raccogliere moltissime informazioni utili riguardo l’ambiente che lo circonda e gli animali e le persone che incontra sul suo cammino.

È proprio per questi motivi che quando portiamo in giro Fido dovremmo lasciarlo libero di annusare ciò che desidera: è il suo modo di conoscere al meglio la realtà.


Uno strumento potentissimo

Paragonare il fiuto di Fido alle nostre capacità olfattive è quasi impossibile, tanto è grande la sproporzione che esiste fra le sue capacità e le nostre.

Basti pensare che il cane è dotato di qualcosa come 300 milioni di recettori olfattivi.

L’epitelio interessato ha una superficie che può andare dai 18 ai 150 cm quadrati, a seconda della razza di cui si parla, mentre la corteccia olfattiva canina, quella parte cioè del cervello che si occupa di "processare” le informazioni che arrivano sugli odori, supera il 12% della massa totale del cervello.

Numeri ben diversi da quelli umani, se consideriamo che i nostri recettori olfattivi sono più o meno sei milioni, per 2,5 o al massimo 4 cm quadrati di epitelio olfattivo e un misero 1% di cervello "impegnato” a processare le informazioni olfattive.

 

 

Un naso, mille usi

Grazie al loro fiuto prodigioso i cani aiutano l’uomo sin dall’antichità nei compiti più disparati.

Riescono a seguire la traccia di un animale selvatico in una battuta di caccia, a rintracciare una persona dispersa a partire semplicemente da un suo indumento o un oggetto che le appartiene, inoltre sono praticamente infallibili nello scovare le sostanze più disparate, come esplosivi o droghe, anche in piccolissime quantità.


"Diagnosi” precoce

In tempi piuttosto recenti ha suscitato grande interesse un altro possibile e preziosissimo impiego dell’olfatto dei nostri amici, in particolare al servizio della salute umana, per "diagnosticare” malattie, anche gravi, in uno stadio precoce o precocissimo, quando un intervento tempestivo può salvare la vita del paziente.

La storia di questi animali straordinari inizia alla fine degli anni Ottanta, con i primi studi suscitati dalle testimonianze di persone che avevano notato dei comportamenti singolari dei loro beniamini.

In particolare colpì la vicenda di una donna che aveva segnalato l’interesse del proprio cane nei confronti di un neo che aveva sulla gamba.

Sottoposto a biopsia quel neo si rivelò successivamente una formazione maligna.


Un universo tutto da esplorare

Tanto per fare qualche altro esempio, soggetti dotati e ben preparati, si sono rivelati in grado di distinguere con un alto grado di precisione le urine di persone con tumore alla prostata e alla vescica.

Incoraggianti si sono dimostrati anche i risultati relativi alla "diagnosi” di tumori alla mammella, al polmone, al colon e all’ovaio.

Ma c’è dell’altro: i nostri amici sono in grado anche di aiutare i pazienti diabetici perché grazie alle loro capacità olfattive riescono ad "accorgersi” della variazione repentina dei valori glicemici e, quindi, danno modo ai loro compagni a due zampe di correre ai ripari. È infatti provato che i diabetici "aiutati” da cani opportunamente preparati subiscono meno ricoveri e godono di un miglior controllo glicemico.

La possibile diagnosi precoce di malattie come i tumori, e non solo, si profila quindi, sempre di più, come un orizzonte interessante e che merita di essere approfondito.

 

I cani possono vantare un olfatto prodigioso, basti pensare che sono dotati di qualcosa come 300 milioni di recettori olfattivi.


L',epitelio interessato ha una superficie che pu andare dai 18 ai 150 cm quadrati, a seconda della razza di cui si parla, mentre la corteccia olfattiva canina, quella parte cio del cervello che si occupa di "processare” le informazioni che arrivano sugli odori, supera il 12% della massa totale del cervello.


Grazie al loro olfatto, i cani sono in grado di distinguere fino a 12 odori contemporaneamente. In tempi piuttosto recenti ha cominciato a suscitare interesse la possibilit di sfruttare

il fiuto dei nostri amici per diagnosticare malattie come i tumori a uno stadio precoce o precocissimo.


Interessante la capacit dei cani di riconoscere, grazie all,olfatto, i mutamenti metabolici di pazienti affetti da malattie gravi, prima dell,insorgere di crisi acute.


Grazie al loro fiuto prodigioso, i cani aiutano l,uomo sin dall,antichit nei compiti pi disparati.

Riescono a seguire la traccia di un animale selvatico in una battuta di caccia, a rintracciare una persona dispersa a partire semplicemente da un suo indumento o un oggetto che le appartiene, inoltre sono praticamente infallibili nello scovare le sostanze pi disparate, come esplosivi o droghe, anche in piccolissime quantità.