A cura di: BERNARDINO DEIANA

Fin dai tempi più remoti l’uomo ha selezionato varie razze canine per i più diversi compiti: dalla guardia del gregge alla sua conduzione, dalla difesa del territorio e della persona al traino di carichi passando per la caccia in tutte le sue sfaccettature. Questo tipo di selezione si basa su parametri utilitaristici, caratteriali e attitudinali: vengono scelti come riproduttori solo gli individui che si dimostrano adatti a svolgere la mansione alla quale sono destinati mentre gli altri, al contrario di ciò che talvolta avviene nella moderna selezione, vengono esclusi dalla riproduzione.


Cani... funzionali

La selezione morfologica, dalla mole alla costruzione stessa del cane, è dettata solo da esigenze funzionali. In base a questa logica un cane da slitta dovrà avere un certo peso e una costruzione adatta al traino, mentre un cane da tana dovrà essere abbastanza piccolo da potersi intrufolare nei nascondigli delle prede ma sufficientemente robusto per afforntare il selvatico e via discorrendo.


Doti perdute

Un cane appartenente a una razza da lavoro dovrebbe sempre poter espletare la mansione per la quale è stato selezionato o in alternativa un lavoro simile ad essa, così da incanalare nel modo giusto le proprie energie e non perdere le proprie doti lavorative. Oggi, al contrario, molte razze da lavoro vengono selezionate in base al loro aspetto fisico, destinate alle esposizioni o alla vita di cani da compagnia; ciò avviene senza tener conto delle attitudini lavorative di questi animali, che talvolta vanno perse.



Il cane da pastore

Il lavoro del pastore è uno dei più antichi per il quale il cane è stato selezionato.

La categoria dei cani da pastore si divide in due sottocategorie ben distinte: cani da guardia del gregge e cani da conduzione (o da movimento). Il cane da guardia, generalmente di taglia medio grande o grande, ha il compito di scortare il gregge, sia al pascolo sia in transumanza; questi cani vengono messi a contatto col bestiame durante il periodo dell’imprinting, in modo tale che si integrino bene con questi animali, si affezionino a loro e imparino da adulti a proteggerli da eventuali predatori o estranei umani che possano metterli in pericolo.


Diffidenti

I "guardiani” devono avere un istinto predatorio limitato, soprattutto nei confronti del bestiame che andranno a custodire (onde evitare che arrechino pericolo agli animali del gregge), una diffidenza altissima verso tutto ciò che è sconosciuto, perché potenzialmente insidioso, e devono essere disponibili a schierarsi abbaiando in difesa del gregge non appena compare un pericolo e, solo se necessario, rispondere all’attacco.Normalmente la sola vista di un nutrito gruppo di questi cani, schierati in difesa del gregge, tiene lontano il predatore, che sentendoli abbaiare capisce di essere stato scoperto e rinuncia all’assalto.




Abbaiatori

Selezionati per secoli a badare al gregge anche per giorni in assenza del pastore, i cani "guardiani” instaurano con questo un rapporto quasi alla pari e sono in grado, se ben socializzati in età precoce col bestiame, di svolgere la loro mansione senza alcun tipo di addestramento, che per certe razze potrebbe essere persino deleterio.Per aiutarli nel lavoro i pastori affiancavano loro dei "cani sentinella”, ovvero piccoli cani abbaiatori, che al minimo segnale di pericolo avvisavano i colleghi "più grandi” che entravano in azione.


Collaboratori stretti

Il cane da conduzione è di solito un animale di taglia media e svolge la mansione di guidare il gregge lungo le transumanze o dalle stalle ai pascoli e di aiutare il pastore nell’isolare alcuni individui dal gruppo. Questo animale è stato selezionato per lavorare a stretto contatto col suo conduttore (al contrario del cane da guardia che è in grado di fare tutto da sé) e dipende da quest’ultimo per svolgere le sue mansioni. Sono cani dal temperamento alto e di estrema docilità, motivo per cui alcune delle razze più note appartenenti a questa categoria vengono utilizzate in sport come agility dog, obedience, utilità e difesa, mondioring e altro.


Equilibrio psicofisico

Il lavoro dei cani pastori viene svolto in silenzio, con discrezione e con movimenti fluidi, normalmente al trotto: questi cani devono essere in grado di passare a fianco, attorno o in mezzo al gregge senza disperderlo. Per quanto sia dotato di un istinto predatorio molto alto, un buon cane da movimento non deve mai attaccare il bestiame a lui affidato. Questo tipo di cane deve quindi essere ben addestrato e gestito da una guida sicura; se necessario o richiesto dal conduttore l’animale può al massimo pizzicare leggermente la pecora per spronarla senza arrivare a ferirla, cosa che richiede grande equilibrio psicofisico nell’animale e un altissimo livello di controllo da parte del conduttore.


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