È un sodalizio che dura sin da quando l’uomo era appena nato e ancora si nutriva di ciò che cacciava, e probabilmente si tratta di uno dei legami più profondi capace di unire creature appartenenti a specie diverse. A volte, tuttavia, questo legame si spezza, e così succede che un uomo possa abbandonare il proprio cane.


Dati allarmanti

Per la verità si tratta di un crimine che si ripete costante ogni anno.

I numeri sono a volte in crescita a volte in calo, ma pur sempre si tratta di un piccolo esercito di creature allo sbando. "Lo shock dell’abbandono ha effetti devastanti – spiega Alfredo P., un volontario che da anni si occupa di trovare una casa a cani abbandonati – Alcuni cani riescono a superarlo, altri purtroppo non ce la fanno e perdono del tutto il loro equilibrio. Ci sono soggetti che cadono in depressione, altri che sviluppano forme di paura o di aggressività decisamente esasperate”.


Sono molti i modi coi quali possiamo contribuire alla lotta all’abbandono; uno di questi è adottare un trovatello.

Se non abbiamo spazio sufficiente in casa oppure il nostro tempo è limitato possiamo comunque fare volontariato presso un’associazione animalista che si occupa di cani abbandonati.

 


Umiliati e offesi

In Italia esistono molte associazioni che si occupano di trovare una casa a cani rimasti senza padrone. Si tratta di un lavoro difficile, che richiede passione, intuito, impegno e intelligenza. Quando viene ritrovato un cane, infatti, si è come di fronte a una scatola chiusa. "Se il soggetto non è regolarmente iscritto all’anagrafe canina ci troviamo di fronte a un perfetto sconosciuto.

Non sappiamo che esperienze abbia vissuto, quali siano stati i suoi affetti, l’eventuale grado di educazione, i problemi fisici e mentali pregressi. Può volerci anche molto tempo prima che un cane decida di dare nuova fiducia a un essere umano”.Eppure è una sfida che bisogna vincere. Anche l’ultimo dei cani abbandonati ha molto da dare... e da raccontare. L’alternativa a questo lungo, ma anche appassionante e gratificante percorso di riabilitazione nel mondo degli uomini è un ritorno allo stadio selvatico che provoca soltanto problemi.


Branchi senza controllo

"Talvolta – continua Alfredo – i cani randagi tendono a fare branco. Si formano quindi delle società canine che vivono ai margini del mondo antropizzato e che provocano danno a se stessi e agli altri.

I soggetti selvatici ‘di ritorno’ spesso non sono più interessati a stringere un legame con l’uomo.

Possono quindi dimostrarsi aggressivi o diffidenti. Vivendo poi liberi sono più colpiti da malattie anche gravi che possono trasmettere agli altri cani ‘domestici’ quando entrano in contatto con loro. Se non sono sterilizzati prolificano in modo incontrollato e danno alla luce cuccioli semi-selvatici che probabilmente non riusciranno mai a stringere un legame d’amicizia o quantomeno di fiducia con l’uomo nel corso della loro vita”.




Una rete sempre attiva

È una vera fortuna che esistano associazioni più o meno grandi che si occupano di trovare una casa a cani che l’hanno perduta. Oltre alle sedi fisiche, che esistono ormai in tutto il territorio nazionale, c’è anche una fitta rete di solidarietà che viaggia sul web ed è sempre pronta a interessarsi di tutti i casi, anche i più disperati.


Doppia responsabilità

La persona che adotta un "cane ritrovato” come detto ha di fronte a sé un network attivo e ricchissimo, in costante fermento. Ma sopratutto ha di fronte persone con una lunga esperienza alle spalle e capaci di consigliare al meglio gli aspiranti padroni in base alle loro caratteristiche, al tempo a disposizione e allo stile di vita. "Adottare un trovatello è una doppia responsabilità – spiega Alfredo – Il cane che abbiamo di fronte è infatti una creatura intelligente e sensibile che ha già subito una delle violenze più grandi che si possano immaginare. Per questo ha bisogno di un amore e di un rispetto particolari”.


Il padrone giusto

"Certo, non tutti gli aspiranti padroni possono adottare qualsiasi cane.

Ci sono animali impegnativi e che hanno bisogno di essere gestiti da una persona esperta. Ci sono però anche creature dolcissime che non aspettano altro che una casa in cui trascorrere il resto dei loro giorni. È necessario parlare a lungo con ogni ‘aspirante padrone’ per capire bene quale è il suo stile di vita, e quali sono i suoi desideri, le sue aspettative, quanto tempo libero ha a disposizione e molte altre cose”. Al di là delle possibili difficoltà, tuttavia, una cosa è certa: chi adotta un trovatello restituisce una casa e un futuro a un animale che non esiterà a diventare un compagno per la vita.




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