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ADOTTARE un cane
dal canile

ANGELICA D’AGLIANO


Adottare un cane da un canile è un gesto d’amore e di civiltĂ  perché permette di regalare "una nuova vita” a un amico peloso meno fortunato.


La situazione del randagismo in Italia vede purtroppo un numero piuttosto alto di quattrozampe abbandonati.

I dati piĂš recenti del Ministero della Salute, che risalgono al 2011, parlano di piĂš di centomila cani vaganti catturati sul territorio e che hanno fatto il loro ingresso nei canili sanitari su tutto il territorio nazionale.


Siamo davvero pronti?

Anche se i dati non sono aggiornatissimi danno un’idea delle dimensioni del fenomeno del randagismo in Italia e senz’altro spingono a riflettere sull’opportunità o meno di adottare un cane da un canile. Se pensiamo che l’adozione sia la strada che fa per noi, prima di "passare all’azione” ci sono diverse domande che è necessario farsi a priori, per capire se siamo veramente pronti ad affrontare un passo del genere.


L’amore prima di tutto

Un cane è un animale sociale che ha delle precise esigenze etologiche e un’aspettativa di vita intorno ai dieci anni (ma molti soggetti possono vivere anche più di quindici anni).

Saremo disposti ad amare e prenderci cura di un animale tutto questo tempo? Se decideremo di fare questo passo dovremo essere certi che il nostro sia "vero amore” e che una volta preso l’impegno di occuparci di un peloso non torneremo indietro sulle nostre decisioni.


Un cane, molte spese

Il lato affettivo è forse uno degli aspetti più importanti che dovrebbe stare alla base di un’adozione ma naturalmente ce ne sono anche altri.

Ad esempio quello economico: non bisogna pensare che un cane preso da un canile sia un investimento "a costo zero”.

Certo, adottarlo economicamente parlando non ci costerà nulla, ma se anche avessimo dovuto pagare qualcosa quel "qualcosa” sarebbe stato una goccia nel mare rispetto ai soldi che ci vogliono per mantenere un cane tutta una vita: ci sono le spese veterinarie, quelle per il cibo che deve essere di ottima qualità, gli accessori che comunque sono necessari per una buona convivenza, le spese da sostenere per istruire, educare o addestrare il nostro nuovo amico. Se non si hanno le possibilità economiche per mantenere un cane forse è il caso di pensare a un percorso di volontariato in un canile o presso qualche associazione animalista (ce n’è sempre bisogno) o, eventualmente, a un’adozione a distanza che è molto utile e allo stesso tempo meno impegnativa per chi sceglie di sostenerla.

 

L’adozione a distanza è la risposta giusta per chi magari ha poco tempo o non dispone degli spazi adeguati per tenere con sé un cane, ma voglia comunque far del bene ad un quattrozampe meno fortunato. Molti canili offrono la possibilitĂ  di adottare a distanza un cane o anche di regalare un’adozione a una persona cara, magari per un regalo speciale.
La formula è quella di un contributo mensile, ma naturalmente c’è anche la possibilità di fare donazioni occasionali.


Tempo al tempo

Oltre all’impegno economico esiste anche il fattore tempo: avremo tempo a sufficienza per dedicarci ogni giorno al nostro nuovo amico? Attenzione, non si parla semplicemente delle tre o quattro uscite quotidiane al parco per fargli fare i bisogni. Il cane è un animale sociale e come tale ha bisogno di sentirsi parte di un branco, collaborare, svolgere compiti, interagire. È una precisa esigenza etologica e non è possibile non soddisfarla se non al prezzo di "creare” un animale depresso, annoiato o frustrato! Se siamo single e lavoriamo fuori casa dieci ore al giorno probabilmente un’adozione non è cosa che faccia per noi.


Passiamo all’azione!

Se abbiamo fugato ogni dubbio e siamo sicuri della nostra scelta non resta che rivolgerci a una struttura, che può essere un canile sanitario o anche un canile privato, di solito gestito da associazioni di volontari.

Ci verranno poste delle domande sulla nostra routine giornaliera, sul luogo dove abitiamo, sulle nostre intenzioni e necessità: tutto questo è normale, il personale del canile ha bisogno di conoscerci per capire prima di tutto se siamo davvero pronti ad adottare uno dei loro ospiti e inoltre per consigliarci un possibile compagno.

Se siamo persone sportive e dinamiche probabilmente ci indirizzeranno verso la scelta di un soggetto giovane e pieno di energie.

Al contrario se siamo persone più pacate o poco "atletiche”, forse potrebbe andare bene per noi anche un soggetto più anziano e che non necessita di svolgere un’attività fisica intensa.


Niente paura

L’adozione implica alcuni passaggi burocratici che faranno sì che il cane diventi nostro a tutti gli effetti, con tutti i diritti e i doveri che ciò comporta.

Quando il nostro nuovo amico varcherĂ  per la prima volta la soglia di casa dovremo essere molto calmi e pazienti e lasciargli del tempo per ambientarsi, soprattutto se si tratta di un cane adulto.

Molto probabilmente il personale del canile ci avrà dato qualche indicazione riguardo gli accessori di cui è bene dotarsi, come le ciotole per l’acqua e per il cibo, il collare e il guinzaglio per le passeggiate e magari un trasportino per i viaggi in macchina.

All’inizio il nostro beniamino sarà spaesato, quindi non dobbiamo aspettarci di vederlo subito giocare o mangiare con appetito, è normale così.

Soprattutto se siamo alle prime armi, per gestire la convivenza col nostro nuovo amico possiamo pensare di farci seguire da un professionista in ambito cinofilo, che saprĂ  guidarci per il meglio.

 

La registrazione all’anagrafe canina è un obbligo di legge e deve avvenire entro il secondo mese di età del cane, contestualmente all’inoculazione di un microchip identificativo. Quest’ultima è un’operazione innocua per il nostro amico e che porta molti vantaggi: ad esempio l’individuazione univoca del soggetto e del suo proprietario e una maggiore facilità nel ritrovarlo in caso di smarrimento. Una volta fatta la registrazione, il certificato di iscrizione all’anagrafe canina accompagnerà il nostro beniamino in tutti i trasferimenti di proprietà.




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