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Dott.ssa SABRINA DOMINIO Medico Veterinario

Pesi massimi

Per definizione, un cane viene definito di "taglia grande” quando il suo peso da adulto è compreso fra i 25 ed i 50 Kg, mentre si parla di razze "giganti” quando si superano i 50 Kg.Sostenere pesi così elevati richiede un notevole sforzo da parte di ossa ed articolazioni, che risultano essere uno dei punti deboli di questi cani.
Innanzitutto, bisogna evitare che il cane ingrassi, perché questo significherebbe incrementare ulteriormente il lavoro del suo apparato scheletrico. Questa prevenzione va attuata fin dai primi mesi, perché è proprio durante la crescita che le ossa subiscono gli stress maggiori. Nel periodo dell’accrescimento, infatti, tutti i tessuti sono in rapido sviluppo e si devono evitare gli eccessi di energia, responsabili, oltre che di un rischioso aumento di peso, di una crescita troppo rapida. Se questo avviene, ossa ed articolazioni, ancora immature, subiscono uno stress non indifferente, che può predisporre a numerose patologie ortopediche. Attenzione anche agli eccessi di calcio e fosforo. Un cucciolo tondo e pasciuto, per quanto possa suscitare tenerezza, potrebbe diventare un adulto affetto da disturbi osteoarticolari. Sfatiamo quindi la convinzione popolare che un cane un po’ in carne sia piĂą bello e piĂą sano!



Muscolosi è meglio

Un mangime appositamente studiato per i cani di taglia grande deve contenere dosi ridotte di grassi e la maggior parte dell’energia deve derivare dalle proteine, rigorosamente di ottima qualità, in modo da essere altamente digeribili ed assimilabili. Proteine di questo tipo, inoltre, permettono lo sviluppo di muscoli più robusti, che aiutano l’apparato scheletrico a sostenere il peso dell’animale, alleggerendo un po’ il suo lavoro. I cani di taglia grande, data la loro mole, soffrono frequentemente di una patologia degenerativa a carico delle articolazioni, detta osteoartrite, la quale provoca la progressiva distruzione della cartilagine e un’infiammazione delle articolazioni. Si tratta di una situazione dolorosa per il cane, che comporta una riduzione del suo livello di attività e della sua mobilità. Per fornire un ulteriore aiuto alle articolazioni, i mangimi per soggetti di taglia grande sono spesso integrati con i condroprotettori che, come dice il nome, sono sostanze in grado di proteggere la cartilagine. I più utilizzati sono la glucosamina e la condroitina.

 

Cuscinetti

La cartilagine articolare è un tessuto che ricopre e protegge le articolazioni, agendo come un "cuscinetto”, che assorbe i piccoli traumi dovuti al movimento e permette che gli arti si muovano con il minimo attrito. Si tratta di un tessuto "vivo”, che viene continuamente demolito e rimpiazzato nell’animale sano, ma può consumarsi eccessivamente nei soggetti in sovrappeso, perché viene intensamente sollecitata. Glucosamina e condroitina sono sostanze naturalmente presenti a livello della cartilagine, che agiscono in sinergia; la glucosamina stimola la produzione di nuova cartilagine, mentre la condroitina diminuisce la distruzione del tessuto cartilagineo da parte degli enzimi. Il risultato è una cartilagine piĂą robusta, elastica e resistente. Un’altra sostanza molto utile nell’alimentazione del cane di taglia grande è la L-carnitina, che viene spesso aggiunta nei prodotti specifici per questi soggetti. Si tratta di una molecola che permette l’utilizzazione dei grassi di deposito come fonte di energia dei muscoli. In questo modo, si ottiene un duplice risultato. Da una parte vengono smaltiti gli eventuali accumuli di grasso dell’animale; dall’altra si ottiene un maggior sviluppo della massa muscolare. Visto che il cuore è un muscolo, l’aggiunta di L-carnitina nella dieta aiuta anche a migliorare la funzionalitĂ  di questo organo.



Antiossidanti

Rispetto ai soggetti di piccola taglia, i nostri amici di taglia grande invecchiano più velocemente e possono essere definiti anziani già verso i 7 anni di età, limite che scende ai 5 anni per un cane di taglia gigante. Anche nel cane anziano, è consigliabile l’uso di condroprotettori, che riducono gli effetti dell’osteoartrosi, una patologia degenerativa delle articolazioni dovuta proprio all’invecchiamento ed alle continue sollecitazioni. Anche l’uso di sostanze antiossidanti può essere di estrema utilità, in quanto queste ultime, oltre a rafforzare le difese immunitarie, riducono le eventuali infiammazioni a livello articolare.



Pericolo in agguato

La sindrome di Dilatazione e Torsione Gastrica (GDV)  colpisce principalmente i cani di taglia grande o gigante, ed è caratterizzata da una rapida e spropositata dilatazione dello stomaco. Talvolta può verificarsi una successiva torsione gastrica, causata dalla rotazione dello stomaco sul suo asse, che comporta la totale chiusura degli sfinteri dello stomaco e l’impossibilitĂ  di quest’ultimo di eliminare gas e secrezioni gastriche, che continuano ad accumularsi. Le conseguenze sono rapide e drammatiche: lo stomaco gonfio d’aria preme sui vasi sanguigni e sugli altri organi interni, impedendo al sangue di portare i dovuti nutrienti e soprattutto l’ossigeno; nelle fasi finali si può avere la morte dei tessuti coinvolti e lo shock da parte dell’animale. Di solito i sintomi sono eclatanti, in quanto è possibile vedere un gonfiore sospetto della pancia. L’animale, inoltre, prova molto dolore a livello dell’addome e lo manifesta mostrando irrequietezza, sbavando ed ansimando ed tentando invano di vomitare, in quanto lo stomaco è bloccato.



Bisturi

Nel caso lo stomaco si sia giĂ  torto, occorre intervenire chirurgicamente, per riportare l’organo nella sua posizione normale, preferibilmente ancorandolo alle pareti dell’addome, in modo da evitare recidive. Tuttavia, per dichiarare che l’animale sia davvero fuori pericolo, bisogna intervenire molto presto, curando lo shock che si è sviluppato a causa della compressione dei vasi sanguigni. La prognosi è sempre molto incerta, perché il 33% dei casi rischia la morte anche  parecchi giorni dopo la terapia, a causa della degenerazione dei tessuti che non hanno ricevuto il sangue per diverso tempo.


Voraci 

Le cause che possono determinare questa patologia sono moltissime e spesso agiscono in modo sinergico. Esiste sicuramente una certa predisposizione genetica e le razze più colpite sono quelle di taglia grande, come Alano, San Bernardo e Pastore Tedesco. Alcuni errori nella gestione dell’alimentazione possono inoltre favorire l’insorgenza dei sintomi.
E’ stato scientificamente dimostrato, infatti, che sono maggiormente predisposti i cani che consumano un unico ed abbondante pasto serale che, a causa del digiuno prolungato, assumono voracemente, ingurgitando molta aria. E’ quindi consigliabile somministrare al proprio cane di taglia grande almeno 2 pasti, in modo da ridurre la voracità e la mole del cibo ingurgitato, minimizzando la dilatazione dello stomaco. Scegliete un alimento molto digeribile e concentrato in termini di energia, in modo da apportare tutti i fattori nutritivi di cui il cane ha bisogno in una minore quantità di cibo. Preferite le crocchette di grosse dimensioni, che il cane è obbligato a masticare, onde evitare che le deglutisca intere, ingurgitando contemporaneamente molta aria.



Pasti separati

Va inoltre evitato di somministrare il pasto in vicinanza di eventi stressanti (viaggi in auto, visite dal veterinario..) o subito dopo l’attivitĂ  fisica, in quanto sono dei fattori di rischio molto influenti. Evitate anche che il vostro cane beva grosse quantitĂ  di acqua nelle vicinanze dei pasti o dopo una corsa nei prati, perché quest’ultima dilata ulteriormente lo stomaco. La ciotola andrebbe posizionata in posizione rialzata, il piĂą possibile in asse con la testa del cane, per evitare posture errate durante il pasto. Esistono in commercio ciotole studiate per queste esigenze, sorrette da appositi piedistalli. Nel caso di piĂą cani conviventi, è sempre meglio separarli durante il momento dei pasti, per evitare che essi mangino piĂą voracemente, per puro spirito di competizione. Se il vostro cane è giĂ  stato colpito da questo problema è meglio che nelle due ore successive a ciascun pasto sia tenuto in osservazione, per cogliere i primi segnali ed intervenire immediatamente.


Spugnose

Oltre al modo di somministrazione dell’alimento, bisogna prestare anche attenzione a cosa mettiamo nella ciotola del nostro migliore amico, perché alcuni esperti sostengono che esistono alimenti in grado di favorire la dilatazione gastrica. Ad esempio, sembra che le crocchette siano le maggiori responsabili della sindrome GDV perché, data la loro tipica struttura spugnosa, una volta nello stomaco assorbono molti liquidi e si espandono, determinando un’anormale distensione gastrica.
Un’altra tesi sostiene che i mangimi a base di grosse quantità di cereali siano da evitare, in quanto ritardano lo svuotamento dello stomaco e, fermentando, favoriscono l’accumulo di gas. Tutte queste teorie, tuttavia, sono state fino ad ora smentite e, allo stato attuale delle conoscenze, si può solo affermare che la dilatazione gastrica è una patologia multifattoriale, che non è solamente determinata dal tipo di dieta e dalla modalità di somministrazione di quest’ultima, ma da altri numerosi fattori predisponenti.
Gli accorgimenti nutrizionali di cui sopra vengono utilizzati quale misura preventiva, al fine di minimizzare il rischio che la patologia  si manifesti.




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