Piante… in vasca

Dott. ALESSIO ARBUATTI - Medico Veterinario



La vegetazione in acquario da molti è considerata un semplice abbellimento. Spesso si sentono giovani hobbisti che hanno rinunciato a coltivare piante in acquario perché "muoiono dopo breve tempo”. In realtà spesso si tratta di una responsabilità condivisa tra i possessori d’acquario, i negozianti, ma soprattutto di una mancanza di conoscenza dei requisiti base per coltivare piante in vasca.


Alleate preziose

La copertura vegetale è fondamentale in quanto crea ambienti nuovi, divide gli spazi, e infine funge da zona di protezione per alcune specie e per gli avannotti. Per di più le piante possono utilizzare i prodotti residuali del ciclo dell’azoto (nitrati).


Abra…kadama

Innanzitutto il substrato è fondamentale per la crescita: esso può essere scelto tra una gran varietà di piante disponibili in commercio. Negli ultimi anni al fianco di prodotti storici si sono affiancati ritrovati moderni e naturali come la terra akadama, originariamente utilizzata in Giappone e per la coltura dei bonsai. La terra akadama, porosa, permette un attecchimento ottimale delle radici senza rilasciare sostanze pericolose in acqua, anzi acidificandola leggermente.


Felci di Giava

Le fertilizzazioni, che devono essere regolari nel tempo, avvengono mediante piani di fertilizzazione con prodotti liquidi facilmente acquistabili in ogni negozio d’acquariofilia; essi arricchiscono l’acqua con macroelementi e microelementi. La frequenza varia in base alla quantità di piante in vasca ed alla loro resistenza. Infatti, proprio perché in commercio vi sono decine di specie e centinaia di varietà acquistabili, ognuna di queste può avere esigenze specifiche. Tra le più rustiche si possono ricordare le piante del Genere Anubias, le: "Felci di Giava”, ma anche le Cryptocorina sp., utilizzabili per i primi piani e Ceratophyllum sp. Vi sono poi anche alghe ornamentali come la Cladophora sp., che cresce lentamente con una forma a palla mentre viene spostata dalla corrente in quanto incapace di aderire sui substrati.


Gas di scambio

L’anidride carbonica (CO2), utilizzata dalle piante nell’ambito dei processi metabolici, è un fattore spesso limitante nella crescita dei vegetali presenti in acquario d’acqua dolce. Negli ecosistemi acquatici naturali questo gas è presente grazie agli apporti provenienti dalla respirazione degli animali acquatici, dalla decomposizione del materiale organico, dalla pioggia e dallo scambio gassoso di superficie.


Usa e getta

In un ambiente chiuso come è quello di un acquario, le specie botaniche che crescono completamente sommerse possono trarre tale gas solo dall’acqua, che spesso ne è povera; la naturale conseguenza è una crescita stentata. L’utilizzo di diffusori di anidride carbonica (bombole usa e getta) permette di scongiurare la carenza di tale gas con una spesa abbastanza contenuta.


La luce giusta

L’illuminazione è l’ultimo parametro importante per la crescita della massa vegetale: in commercio ci molti tipi di neon (T5-T8) con diverse lunghezze d’onda che vanno ad influenzare le capacità fotosintetiche dell’organismo. Se prendiamo per buona un’illuminazione teorica necessaria di 1 watt/litro, ci accorgiamo che tale valore viene difficilmente raggiunto con le comuni lampade in dotazione degli acquari. La situazione può essere migliorata con dei riflettori ad hoc, un fotoperiodo di almeno 8 ore al giorno e una regolare sostituzione dei neon ogni 6 mesi, in maniera tale da permettere una corretta copertura luminosa delle piante.


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