Il POLPO in acquario

A cura di Tommaso Aricò – AcquariofiliaItalia -  acquariofiliaitalia.it

Il polpo in acquario è un desiderio di tanti appassionati, ma purtroppo la sua capacità di fuggire ne ha sempre sconsigliato l’allevamento. Negli ultimi anni si è messo a punto un sistema sicuro e molto semplice che ne impedisce l’evasione. Vediamolo insieme.

I polpi Octopus vulgaris sono animali interessantissimi ed intelligentissimi, ma purtroppo inadatti a un acquario di comunità e tanto territoriali da far valere la regola "una vasca un polpo”.

Gli esemplari più grossi possono raggiungere il metro e mezzo di diametro e la loro vita non supera in genere tre anni. La femmina depone sulle pareti del suo nascondiglio migliaia di uova a forma di chicco di riso basmati che accudisce fino alla schiusa, dopodiché muore. In acquario il polpo non è stato ancora riprodotto con successo a causa delle ridottissime dimensioni della larva che necessita di cibo rigorosamente vivo e delle dimensioni idonee, come plancton di medie dimensioni, anch’esso di difficile allevamento casalingo.

Evasori provetti

Il polpo si nutre di pesce fresco o surgelato, ma non bisogna eccedere nelle dosi. È ghiotto di gamberi e pezzi di sgombro e nasello che impara anche a prendere dalle mani dell’acquariofilo. Per mantenere allenata la sua fervida intelligenza si può mettere qualche volta la razione di cibo in un piccolo contenitore di plastica con tappo a vite che si divertirà ad aprire coi suoi tentacoli. Il suo corpo altamente deformabile è in grado di attraversare anche i buchi e le fessure più improbabili, per cui è raccomandabile chiudere bene ogni via di fuga.

Il polpo si nutre di pesce fresco o surgelato, è ghiotto di gamberi e pezzi di sgombro e nasello che impara anche a prendere dalle mani dell’acquariofilo.

Prato artificiale

Negli ultimi anni si è messo a punto un sistema sicuro e molto semplice che ne impedisce l’evasione: nella parte superiore e interna della vasca si incolla una striscia di prato artificiale, larga più di quanto sia lungo un tentacolo. Questo materiale impedisce l’aderenza delle ventose e il polpo, anche quando la vasca è aperta, non riesce a scappare. Un’ultima avvertenza: la vasca deve avere almeno una tana in cui il nostro ospite non mancherà di nascondersi.

 

Octopus vulgaris, l’identikit

È un mollusco cefalopode molto diffuso nei bassi fondali, non oltre i 200 metri. Preferisce i substrati aspri, rocciosi, perché ricchi di nascondigli, fessure e piccole caverne in cui nascondersi: l’assenza di endo ed esoscheletro gli permette di prendere qualsiasi forma e di passare attraverso cunicoli molto stretti. Presente in tutti i mari e gli oceani, è molto diffuso anche nel Mar Mediterraneo dove viene pescato in due diversi periodi dell’anno: da settembre a dicembre (in buone quantità, seppur ancora di piccola taglia) e da maggio a luglio (periodo nel quale è di taglia più grossa).

Octopus vulgaris è un mollusco cefalopode molto diffuso nei bassi fondali, non oltre i 200 metri. Preferisce i substrati aspri, rocciosi, che gli offrono fessure e piccole caverne in cui nascondersi: l’assenza di endo ed esoscheletro gli permette di prendere qualsiasi forma e di passare attraverso cunicoli molto stretti.

Tre cuori

Il polpo possiede tre cuori e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande abilità, che sfrutta sia per mimetizzarsi sia per comunicare con i suoi simili. Caratteristica principale è la presenza di una doppia fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli, a differenza del moscardino che ha una fila singola. Al centro degli otto tentacoli, sulla parte inferiore dell’animale, si trova la bocca che termina con un becco corneo utilizzato per rompere gusci di conchiglie e il carapace dei crostacei dei quali si nutre. Il manto è lungo 8–25 cm, i tentacoli invece sono lunghi in media 40–100 cm, il peso varia da 500 grammi fino ai 7–8 kg degli esemplari più grandi. In genere i maschi sono più grandi delle femmine. L’Octopus vulgaris vive mediamente un anno, al massimo un anno e mezzo. Altre specie, come la piovra gigante del Pacifico (Enteroctopus dofleinii) hanno un’aspettativa di vita maggiore, sopravvivendo anche 5-6 anni.

Il polpo può spostarsi rapidamente espellendo con forza l’acqua attraverso un sifone, che viene utilizzato anche per l’emissione dell’inchiostro nero usato in funzione difensiva per confondere possibili predatori.



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