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I pericoli nell'acquario

Dott. Alessio Arbuatti - Medico Veterinario



L'acquariofilia è spesso considerata una passione relativamente sicura, in realtà ogni acquariofilo deve tenere conto di tutti i pericoli presenti anche nelle nostre vasche domestiche. Conoscere i rischi vuol dire sapere prendere in tempo tutte quelle precauzioni ed adottare i comportamenti necessari per evitarli.Il primo aspetto da analizzare è quello relativo alla messa in sicurezza delle vasche, soprattutto per quanto riguarda quelle autocostruite. Queste vasche devono essere assemblate in maniera tale da evitare ogni possibile contatto tra il compartimento elettrico e quello acquatico, non solamente in riferimento ai trasformatori ma anche ai neon che devono essere posti in compartimenti isolati e non appoggiati a pochi centimetri dall'acqua. Le azioni che ci vedono giornalmente coinvolti devono essere attuate nelle migliori condizioni, per questo motivo occorre sempre staccare tutte le prese elettriche: termostato, compartimento luci e pompa di ricircolo, prima di inserire le mani in acqua evitando così il potenziale rischio di folgorazioni che possono comportare conseguenze estremamente gravi.

 

ANIMALI RISCHIOSI

Un’ultima tipologia di rischi comprende quelli riferibili agli animali ospitati in vasca; per questo motivo vanno conosciute, fin da prima dell’acquisto, le principali caratteristiche etologiche e comportamentali delle specie che si è deciso di ospitare, in particolar modo qualora si avesse intenzione di acquistare pesci potenzialmente pericolosi come Pterois volitans, Serrasalmus sp., Murenidi, grossi Ciclidi ed alcuni invertebrati marini, solo per citare le specie più comunemente disponibili sul mercato.



RISCHI MICROBIOLOGICI 

Esistono anche rischi di tipo microbiologico che colpiscono annualmente numerosi acquariofili; infatti l'acquario è un sistema che ospita numerosissimi microrganismi: utili, apatogeni ma anche potenzialmente pericolosi. Partendo dal concetto che la vasca deve essere sempre mantenuta in condizioni chimico/fisiche tali da non consentire uno sviluppo eccessivo di batteri patogeni o potenzialmente tali per i pesci, vi è comunque, sempre, una ricca flora batterica composta sia da batteri indispensabili in acquario, come quelli denitrificanti, che da batteri potenzialmente patogeni come :Aeromonas hydrophila e Mycobacterium marinum.
Aeromonas hydrophila è un batterio spesso coinvolto nelle lesioni emorragiche superficiali nei pesci, generalmente come agente secondario d'infezione; tale microrganismo, resistente alla clorinazione normalmente effettuata nelle reti idriche, è più che altro agente di tossinfezioni nell'uomo in seguito all'ingestione di pesce crudo a fini alimentari. Non sono segnalati casi in acquariofili, ma, sicuramente, una sua presenza in acqua, unita a lesioni sulle mani, può favorire infezioni cutanee.
Ben altro discorso va fatto per una seconda specie: Mycobcterium marinum. Questo è un agente patogeno pericoloso anche per l'uomo, è l'agente della tubercolosi ittica, una patologia che può riscontrarsi nei pesci, sia in forma acuta con lesioni emorragiche diffuse, che in forma cronica, coinvolgendo animali sin dalla giovane età.

L'uomo può infettarsi durante le azioni condotte in acqua qualora abbia delle lesioni sulle mani e sulle braccia. Infatti da queste porte d'accesso il Micobatterio può penetrare e diffondersi localmente causando una serie di manifestazioni cutanee che possono provocare danni anche seri. Le lesioni più comuni si caratterizzano per la presenza di bubboni, ulcere sanguinolente anche diffuse. In tal caso soltanto una corretta diagnosi ospedaliera per Mycobacterium marinum può permetterne un'identificazione che sarà seguita da una terapia medica di lunga durata.

 



Per tutti questi motivi l'acquariofilo deve conoscere i rischi potenzialmente presenti nelle vasche, di conseguenza deve seguire delle linee guida principali che comprendono: la disattivazione delle prese prima di ogni azione da compiere in vasca ed una corretta educazione sanitaria. Quest'ultima deve comprendere una corretta detersione e disinfezione delle mani e della braccia dopo ogni azione nell'acquario.
La disinfezione non va condotta usando alcool, poiché Mycobacterium marinum come tutti gli appartenenti al suo genere è alcool resistente, possono essere usati altri disinfettanti a base non alcolica. L'utilizzo di guanti non permette una corretta protezione delle lesioni presenti sulle mani poiché spesso l'acqua vi penetra lo stesso all'interno.




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