Lunga vita in acquario

CARLO SPERANZA associato AIPA

Una delle domande che i proprietari di un acquario si pongono più frequentemente è: "Quanto potranno vivere i miei pesci? Che età potranno raggiungere?”.

In realtà queste sono domande alle quali è molto difficile dare una risposta e per le quali, anche nella letteratura specializzata, si trovano meno informazioni.

 

Fermo restando che una risposta univoca non è possibile, una delle certezze che abbiamo è che i pesci che da adulti raggiungono una taglia più piccola vivono potenzialmente meno rispetto a pesci che raggiungono dimensioni notevoli. Un’altra discrimazione importante è quella tra pesci che vivono in natura e quelli che invece vengono ospitati all’interno degli acquari ornamentali, dove il più delle volte muoiono per errori commessi dal proprietario della vasca, per cattiva gestione, per stress e malattia o per convivenze azzardate.


Tra i pesci che hanno una vita breve troviamo quelli appartenenti alla famiglia dei Killifish, che generalmente superano di poco un anno; a seguire ci sono esemplari di Betta con un’aspettativa di vita intorno ai due anni, poi troviamo i vivipari (molly, platy- guppy e portaspada) con una durata intorno ai cinque anni.


 


Freddo è bello

Un altro dato importante è se il pesce vive in acqua fredda o calda: in linea di massima un pesce di acqua fredda vive di più rispetto a un "collega” che invece abita in acque tropicali calde: questo perché il suo metabolismo è più lento e quindi anche tutti i processi fisici sono rallentati ed il ciclo vitale sarà più lungo. Generalmente anche pesci tropicali più evoluti, con un sistema sociale più complesso, come i Ciclidi, hanno una vita più lunga così come i pesci che depongono uova vivono più a lungo rispetto a quelli che partoriscono avannotti già vivi.



Pesci... "d’arredo”

Fare una statistica della durata media di vita di un pesce in un acquario è molto difficile anche perché generalmente l’appassionato dopo qualche anno si stufa dei pesci ospitati in vasca e decide di cambiare "l’aspetto” dell’acquario modificandone l’allestimento e sostituendo i pesci con altri di varietà diverse. I vecchi pesci nella migliore delle ipotesi vengono riportati al negoziante che a sua volta cerca di venderli a qualche altro cliente; in questo modo purtroppo si perdono le tracce dell’animale e anche di quanto è stata lunga la sua vita.


Un pesce rosso, Carassius Auratus, può arrivare a vivere anche più di trent’anni: non si può che sorridere, quindi, se si pensa all’acquariofilo alle prime armi che si vanta di avere allevato in vaschetta il suo animale anche qualche anno…

 

Una scelta consapevole

L’aspettativa di vita è un elemento fondamentale che il più delle volte non viene considerato al momento della scelta di un pesce da ospitare in acquario. Un acquisto responsabile dovrebbe invece tenere conto anche di questo fattore perché per esempio se si acquista un Colossoma Macropomum si deve essere consci del fatto che esso potrà rimanere con noi per tantissimi anni, quindi oltre alle dimensioni adeguate della vasca si dovrà essere pronti ad accudirlo anche oltre vent’anni…


Un mondo fra cinque vetri

Tra i pesci che hanno una vita breve troviamo quelli appartenenti alla famiglia dei Killifish, che generalmente superano di poco un anno, mentre tra quelli più longevi, oltre ai pesci rossi e Colossoma, troviamo Botia, cichlasoma, metynnis, pesci gatto e ancistrus. Naturalmente la sopravvivenza di un pesce, soprattutto in acquario, è legata ad una serie di fattori e di combinazioni tali che l’acquariofilo può solo cercare di fare del suo meglio per ricreare in cinque vetri una casa che sia davvero a misura di pesce.


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