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A cura di SERGIO RAISONI collaboratore di acquariofiliaitalia.it


Quante volte è capitato di sentire persone che rifiutano anche solo l’idea di avere un acquario perché un "amico dell’amico” ha detto loro che l’acquario costa, è difficile da mantenere e i pesci muoiono sempre?
È giunta l’ora di smontare ad una ad una le principali dicerie su questo hobby, per dimostrare come un acquario ben condotto possa essere un’esperienza istruttiva e rilassante.
Nel prossimo articolo scopriremo invece alcune interessanti verità sul meraviglioso mondo acquatico casalingo.


Per acquistare un acquario si spende una fortuna...

Oggi nei negozi specializzati un piccolo acquario completo di accessori (luce, filtro e riscaldatore) supera di rado i 100 euro e ancora meno costano vaschette di plastica o bocce per pesci rossi. È meglio optare tuttavia per un piccolo acquario, perché se è vero che le bocce costano meno, un acquario richiede meno lavoro di manutenzione (non si deve cambiare l’acqua tutti i giorni, ad esempio) e i pesci stanno molto meglio.


Ci vuole un rubinetto vicino all’acquario...

Una volta riempito, l’acquario funziona riciclando l’acqua al suo interno.

Bisogna soltanto aggiungere di tanto in tanto un po’ d’acqua per rimpiazzare quella evaporata, cosa che si può fare tranquillamente con una brocca, un innaffiatoio, una vecchia bottiglia e pura e semplice acqua di rubinetto.


Bisogna riempire l’acquario con acqua osmotica e faticare un sacco per i ricambi mensili...

L’acqua del rubinetto può essere utilizzata sia per riempire l’acquario sia per i rabbocchi ed i cambi parziali, a patto di aggiungere un valido prodotto biocondizionatore.

Per allevare specie delicate come i Discus o per tentare la riproduzione di pesci d’acqua molto tenera il discorso è diverso, ma si tratta comunque di situazioni destinate ad acquariofili più esperti e per queste persone un po’ di lavoro in più non è un problema. Spesso invece l’uso sconsiderato di acqua osmotica arreca più danni che benefici.



Bisogna svuotare l’acquario completamente una o piu’ volte al mese per la pulizia con tutti i disagi che questa operazione comporta...

Si deve fare un cambio parziale mensile di un terzo dell’acqua contenuta nella vasca, operazione che richiede solo pochi minuti! Ogni due o tre mesi, se non si esagera con il cibo somministrato ai pesci, è necessario sifonare con un apposito strumento il fondo dell’acquario, cosa che richiederà al massimo mezz’ora in più rispetto alle usuali operazioni di manutenzione.


L’acquario consuma troppa energia elettrica...

Se ci riferiamo ad acquari piccoli e medi (per intenderci, da 20 litri a 180-200 litri) i consumi sono irrisori, quando la dotazione di accessori è standard: una o due lampade fluorescenti, una pompa ed un riscaldatore. Le lampade consumano dagli 11 watt dei piccoli acquari ai 60-90 watt di quelli intorno ai 180 litri. Le pompe consumano dai 5 ai 10 watt. I riscaldatori dai 25 ai 200 watt. I 200 watt dei riscaldatori possono spaventare, ma bisogna considerare che questi apparecchi si spengono automaticamente non appena la temperatura dell’acqua raggiunge i 24-25°C.

Le lampade devono funzionare per periodi compresi tra le 5 e le 10 ore.

È dunque chiaro che l’unico apparecchio sempre acceso è la pompa, cioè quella che consuma di meno. Se invece parliamo di acquari molto grandi dove sono ospitati coralli o piante con elevatissime esigenze di luce, allora i consumi crescono; anche in questo caso però, la diffusione della nuova tecnologia di illuminazione a led permette di avere ottimi risultati con un dispendio energetico ridotto.

 

Le vacanze sono un problema...

Ci sono distributori automatici di cibo che funzionano anche per più mesi, per non parlare dei timer che accendono e spengono le luci e delle pastiglie a lento rilascio che durano da un weekend fino a quindici giorni. Due o tre giorni di digiuno inoltre, non hanno mai ucciso nessun pesce, anzi, dato che spesso i nostri amici sono in sovrappeso, un po’ di dieta porta loro solo giovamento. Se poi partite staccando il contatore dell’elettricità, c’è sempre la soluzione della pensione presso il vostro negozio di fiducia, che generalmente costa molto poco.


L’acquario puzza e può trasmettere infezioni...

Se la vasca è ben tenuta, non ci sono pesci morti e il filtro funziona, aprendo il coperchio si potrà sentire soltanto un po’ di odore di lago, di mare o, se ci sono tante piante, di bosco: odori comunque gradevoli. Sono gli errori nella somministrazione del cibo che fanno puzzare l’acquario. Quanto alle infezioni, a meno che non si decida di bere l’acqua del nostro acquario, non si corre assolutamente alcun rischio.


I pesci in acquario muoiono spesso e così si buttano un sacco di soldi...

Normalmente i pesci sono animali robusti e molto tolleranti; c’è tuttavia un fondo di verità in questa affermazione che però è legato al luogo dove si acquistano gli animali ed al modo di tenerli in acquario. Il luogo migliore per acquistare pesci, piante, coralli ed altri animali vivi è il negozio specializzato, dove lavorano persone esperte che sanno distinguere un pesce malato da uno sano. Un discorso a parte meritano gli animali acquistati presso la grande distribuzione (supermercati e garden center) o via Internet. Esistono garden e siti seri che commerciano solo animali sani e ben curati, tuttavia se gli operatori del settore non sono seri possono facilmente vendere, soprattutto a clienti neofiti, animali stressati e non quarantenati. Anche i pesci più sani inoltre, se trasferiti in acquari sporchi, sovraffollati o ospitanti altri animali malati, si ammaleranno e moriranno. La regola da seguire è quindi chiara: acquisto da venditori seri e allevamento in acquari puliti e ben equilibrati (poco cibo, cambio di un terzo dell’acqua una volta al mese, aggiunta di biocondizionatori).


Mantenere un acquario è costoso...

Se parliamo di acquari d’acqua dolce da piccoli a medio-grandi (20 - 300 litri), il costo mensile tra ricambi dei materiali filtranti, biocondizionatori, fertilizzanti e mangimi si aggira tra i 7 e i 35 euro.

Diversa è la situazione degli acquari marini, che come abbiamo già detto occupano una fascia diversa di mercato. Quindi potremmo concludere dicendo che l’acquario d’acqua dolce è per tutti poiché è più semplice e poco costoso da gestire, mentre l’acquario marino è destinato ad una fascia di mercato più alta.


I pesci sono tutti costosissimi...

Il prezzo di un pesce d’acqua dolce varia tra i 2 e i 15 euro, con una buona media compresa tra i 3 e 6 euro. I pesci marini invece possono superare anche 2-300 euro di prezzo, anche se la media si assesta intorno ai 35-70 euro. Da quanto sopra affermato si può capire come acquistare e mantenere un acquario d’acqua dolce non sia poi una cosa così difficile; l’importante è affidarsi a professionisti seri del settore evitando il "fai da te” almeno finché, con gli anni, non si diventa più esperti.




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