CARLO SPERANZA associato AIPA

Osservando il proprio acquario di casa, viene spontaneo chiedersi come i pesci vedano e percepiscano il mondo esterno. È normale per noi pensare che il mondo subacqueo sia ovattato, perché questa è la sensazione che l’uomo prova quando si immerge in acqua. Ma la verità è totalmente differente: i pesci hanno sviluppato sensi molto raffinati, diversi dai nostri, molto efficaci nel loro ambiente naturale.


Vista

La vista è uno dei sensi che il pesce ha sviluppato di meno, viene utilizzata per nutrirsi, captare movimenti e in linea di massima sfuggire ad eventuali aggressori nel caso si tratti di pesci predati. Più il pesce vive in acque profonde, minore è la sua capacità visiva, tanto è vero che ci sono pesci che hanno atrofizzato gli occhi fino a farli sparire, diventando completamente ciechi. Nella maggior parte dei pesci gli occhi sono posizionati ai due lati esterni, ciò consente loro di avere una vista a 360° gradi: in questo caso la visione è monoculare, ovvero ogni occhio riesce indipendentemente a mettere a fuoco oggetti diversi. Nei pesci predatori gli occhi invece sono molto ravvicinati, ciò consente loro di mettere a fuoco lo stesso oggetto e quindi anche le prede.

 

Il tatto è il senso di minore importanza per tutti i pesci.

 

 

Udito

I pesci percepiscono i suoni in maniera differente da come siamo abituati noi e altri animali terrestri: non sono infatti dotati di vere e proprie orecchie esterne, ma riescono a captare i suoni e le vibrazioni attraverso un organo interno collegato al cervello, e formato da due cavità contenenti un liquido sieroso e corpuscoli calcarei. Questo stesso organo presiede anche alla funzione dell’equilibrio.


Tatto

Il tatto viene utilizzato molto poco dai pesci. Alcuni pesci utilizzano le pinne ventrali e i barbigli per riconoscere se un oggetto è commestibile, questo perché in questi organi sono presenti i recettori del gusto. In linea di massima un pesce strofina con il corpo vari oggetti semplicemente per togliersi i parassiti presenti sulla pelle.

 

Gli occhi dei pesci predatori sono molti differenti rispetto agli occhi dei pesci predati.

Gusto

Il gusto viene generalmente recepito all’interno della bocca e del cavo faringeo attraverso sensori che riescono a distinguere il cibo da altre sostanze pericolose o poco appetitose.

Per questo motivo il pesce assaggia tutto quello che gli capita a tiro, sputando poi fuori quello che ritiene non gradito. Anche i barbigli posizionati intorno alla bocca svolgono un ruolo molto importante cosi come le pinne ventrali che in una famiglia di pesci a cui appartengono i gourami (trichogaster, colisa, betta, macropodus, ecc.) sono molto sviluppate e allungate e rivestono un fondamentale ruolo tattile-olfattivo.


Olfatto

La gran parte dei pesci, ad eccezione dei pesci con apparato boccale a ventosa, non utilizza le narici per respirare. I pesci, non avendo un naso con cui odorare e respirare, utilizzano, per fiutare cibo, delle piccole rosette sensorie presenti in numero elevato nelle narici e collegate al cervello.

Solitamente le narici posseggono due aperture, una anteriore e una posteriore: l’acqua entra, pompata da muscoli, nelle narici anteriori, ed esce, dopo essere passata attraverso le rosette sensorie, dalle narici posteriori. In alcune specie con capacità visive limitate è presente una doppia coppia di narici, così che l’olfatto ne risulta notevolmente potenziato.

 

Oltre ai cinque sensi che hanno in comune con altre specie, nei pesci è presente la linea laterale, un organo di senso che percepisce vibrazioni e campi elettrici.


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