I Cicli Biologici dell’acquario

A cura di TOMMASO ARICÒ - Acquariofilia - acquariofiliaitalia.it


L’acquario è un piccolo ecosistema, un ambiente artificiale nel quale trovano posto un’infinità di organismi animali e vegetali, visibili e invisibili. Forse il termine "artificiale” può disturbare un po’, ma si riferisce solo a pochi ingredienti di una ricetta molto elaborata. Da un lato c’è la tecnologia, che può offrire una semplice vasca di vetro, oppure un acquario superaccessoriato, dall’altro ci sono gli esseri viventi, con le loro esigenze e i rapporti che li uniscono. C’è però anche un terzo aspetto fondamentale: noi, con le nostre idee, le nostre azioni e la nostra concezione dell’acquario.

 

 

 

 Un mondo a sé

Questi tre aspetti si intrecciano secondo disegni tanto complessi da rendere ogni acquario diverso dall’altro.

Capita così che il nostro piccolo ambiente possa essere adatto per alcuni pesci e non per altri, per alcune piante e non per altre. In alcuni casi disperati può anche non essere adatto per niente ai pesci, che quindi, come tutti noi abbiamo potuto constatare, si ammalano e prima o poi muoiono.


Uno scambio continuo

Il cosiddetto equilibrio che si instaura in un acquario dipende molti fattori.

Parlando un acquario, siamo abituati a esprimerci in termini di capacità della vasca, illuminazione, temperatura dell’acqua, e si tratta sicuramente di aspetti di primaria importanza per qualsiasi ambiente naturale. L’equilibrio che si instaura in un ambiente è però fortemente condizionato anche dai rapporti che quest’ambiente ha con quelli limitrofi. Si dice quindi che un ambiente sia più o meno aperto in base agli scambi di materia ed energia che ha con l’esterno. Il nostro acquario, costituito da cinque belle lastre di vetro potrebbe sembrare un ambiente chiuso ma non è così, poiché scambia con l’ambiente esterno moltissime sostanze attraverso varie vie.


Lo scopo di un acquariofilo dovrebbe essere quello di ottenere un acquario che presenti le condizioni ottimali per i propri pesci e le proprie piante.

 

Manutenzione

Lo scopo di un acquariofilo dovrebbe essere quello di ottenere un acquario che garantisca le condizioni ottimali per i propri pesci e le proprie piante.

Un volta raggiunta questa situazione è poi però importante mantenerla. La manutenzione o conduzione dell’acquario serve proprio a mantenere stabile questo equilibrio in una situazione ottimale per gli organismi ospiti. Lo scopo di un acquariofilo dovrebbe essere quello di ottenere un acquario che presenti le condizioni ottimali per i propri pesci e le proprie piante.


Nulla si crea…

Dare da mangiare ai pesci, concimare e potare le piante sono alcune delle azioni con le quali noi contribuiamo all’equilibrio dell’acquario. Fornendo queste sostanze introduciamo nel nostro microambiente carbonio, azoto, fosforo, ferro e moltissimi altri elementi.

Come la fisica classica ci insegna "nulla si crea e nulla si distrugge”, quindi se è vero che regolarmente introduciamo qualcosa nell’acquario, come ad esempio il cibo dei pesci, potremmo anche porci il problema di dove vanno a finire queste sostanze.


Sostanza organica in circolo

Da un punto di vista ecologico, pesci, piante, fango del fondo ecc. possono essere considerati come dei "compartimenti” che assumono e cedono sostanza organica. Dunque nell’acquario aggiungiamo cibo per i pesci che in parte lo utilizzano per crescere e in parte lo cedono, una volta elaborato, sotto forma di escrementi. I batteri del filtro biologico utilizzano a loro volta le escrezioni dei pesci come nutrimento, e quindi in parte lo accumulano moltiplicandosi (fango biologico del filtro) e in parte lo rilasciano in acqua.

 

Da un punto di vista ecologico, pesci, piante e fango del fondo possono essere considerati come dei "compartimenti” che assumono e cedono sostanza organica.


In un acquario, le piante possono crescere grazie alle sostanze ossidate dai batteri del filtro ma anche grazie ai fertilizzanti, se decidiamo di somministrarli. In quel caso, la materia che abbiamo aggiunto può continuare a circolare tra i vari compartimenti dell’acquario oppure venire eliminata attraverso varie vie, come la potatura delle piante stesse, con cui in pratica si eliminano nitrati, fosfati e altre sostanze; la cessione di pesci cresciuti nell’acquario; il cambio dell’acqua, che contiene in soluzione molti prodotti terminali derivanti dal metabolismo dei pesci e da quello batterico; la sifonatura del fondo e la pulizia del filtro, dove si depositano gli escrementi dei pesci, ma anche del fango costituito da milioni di microrganismi che, organizzati secondo una vera e propria rete trofica, accumulano una grossa quantità di sostanza organica.

 

 

Acquari popolati

Questi sono in breve gli scambi di materia, e con essi anche di energia, che avvengono nel nostro acquario medio.

Esistono però molte tipologie di acquario, e questo discorso può assumere diverse sfumature. Cosa succede ad esempio in un acquario dove non ci sono piante? Potremmo fare il classico esempio dell’acquario di Ciclidi africani, spesso molto prolifici e quindi ben popolato. Il rapporto tra piante e animali è decisamente diverso e sbilanciato verso i secondi.


In pratica, un acquario "bilanciato” dovrebbe presentare un giusto rapporto tra le sue componenti, in modo da risultare il più possibile autosufficiente.


Equilibrio (in)stabile

Come può essere mantenuto un equilibrio stabile in questo tipo di acquario? In questo caso l’attività delle piante è scarsa e la quantità di cibo somministrato è notevole. Dove vanno a finire queste sostanze? In parte contribuiscono all’accrescimento dei pesci, che prima o poi diventeranno troppi e dovranno essere ridotti di numero, e in parte rimangono negli escrementi dei pesci stessi. Escrementi numerosi significa molto nutrimento per i batteri del filtro, che si moltiplicheranno in fretta. Nell’acquario tende quindi ad accumularsi molto fango che deve essere allontanato periodicamente attraverso la pulizia del filtro, le sifonature e il cambio dell’acqua. Le poche alghe e piante presenti incidono talmente poco sull’equilibrio complessivo dell’acquario da poter quasi essere trascurate.


Se dominano le piante

Facciamo un altro esempio: l’acquario olandese o acquario per le piante. In questo caso il rapporto tra gli animali e le piante è completamente sbilanciato verso queste ultime. Per mantenere le piante nel massimo del loro vigore è necessario aggiungere regolarmente delle ingenti quantità di fertilizzanti appositamente studiati.

La elevata crescita delle piante richiede frequenti potature e quindi esportazioni di biomassa vegetale. I pesci sono presenti, ma in numero molto ridotto. Ricevono dall’esterno un po’ di cibo, ma il peso complessivo del loro metabolismo è poco rilevante rispetto alla continua assimilazione di nutrienti da parte delle piante. Il filtro produce poco fango e nell’acqua rimangono accumulate meno sostanze.


Un sistema autosufficiente

Esiste un acquario bilanciato? In pratica, un acquario "bilanciato” dovrebbe presentare un giusto rapporto tra le sue componenti, in modo da risultare il più possibile autosufficiente. La domanda rientra tuttavia in un ambito probabilmente troppo teorico, nel quale è pericoloso cercare delle soluzioni. E poi, in fondo, che gusto ci sarebbe? Dedicare un po’ di tempo al cambio dell’acqua non è forse anche piacevole e rilassante? In natura di ecosistemi bilanciati ne esistono già a sufficienza, semmai cerchiamo di lasciarli cosi come sono. A ciascuno di noi quindi il compito di trovare il proprio acquario ideale, perfettamente bilanciato nei confronti dei nostri interessi, disponibilità ed esigenze.


Un acquario per le piante necessita di regolari potature, altrimenti si arriva a uno squilibrio che rischia di far collassare tutto il sistema.



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