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Allestire l'acquario marino

"il mare in una vasca"

L'allestimento dell'acquario marino di comunità

A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI - Medico Veterinario

 

L’allestimento di un acquario marino richiede più dedizione, pazienza e tempo rispetto a quello di un acquario di acqua dolce. Vediamo perché.

 

Una difficoltà che incontrano spesso i neofiti è quella di riuscire a mantenere stabili i principali parametri fisico-chimici dell’acqua. Questa stabilità è molto importante perché consente la salute e la sopravvivenza di tutti gli ospiti della vasca. Un ottimo trucco per iniziare con il piede giusto è scegliere una vasca abbastanza grande di circa 200-250 litri, se possibile non inferiore ai 150.

Questo richiederà al neofita un minor impegno anche economico e renderà meno gravi le conseguenze dei possibili errori commessi all’inizio per inesperienza. Per l’illuminazione si possono utilizzare neon tradizionali, a condizione che siano abbinati a un riflettore in grado di raddoppiarne l’intensità luminosa. Questo impianto è più che sufficiente per i pesci e gli invertebrati che hanno meno esigenze per quanto riguarda la luce (ad esempio stelle, paguri, ecc.).

 

 

In un acquario marino di comunità i valori fisico-chimici dell’acqua ottimali sono: temperatura 25-27 °C, densità 1022 circa, alcalinità 2.5-4 meq/l, durezza carbonatica 8-10 °dKH, nitrati 5-20 mg/l, nitriti assenti. Questi parametri possono essere facilmente misurati con i kit reperibili nei negozi specializzati.

 

 

La luce giusta

Se invece si vogliono ospitare invertebrati che in natura vivono in zone ben illuminate dei reef, come i coralli molli, è meglio scegliere lampade più potenti (che sono anche più costose). Per il filtraggio possiamo dotare la nostra vasca di un percolatore a gocciolamento dall’alto, di volume pari a circa il 5% dell’intera vasca. È necessario inserire almeno 5 litri di elementi filtranti a elevata superficie di insediamento batterico. Dopo l’allestimento il filtro non è subito pronto e idoneo all’uso, lo diventerà nel giro di circa cinque settimane, periodo necessario per l’insediamento di una colonia batterica completa.


Una vasca grande (200-250 litri) renderà meno gravi le conseguenze dei possibili errori commessi dall’acquariofilo neofita per inesperienza.


Pietre vive

Un acquario marino dovrebbe sempre essere fornito anche di uno schiumatoio, che serve a estrarre dall’acqua molte sostanze inquinanti, favorendo l’efficienza del filtro e contribuendo a ossigenare l’acqua. È poi necessario munirsi di un termo riscaldatore elettronico, un densimetro e un termometro di precisione. Per il fondo si può utilizzare sabbia o ghiaia corallina che deve creare uno spessore di 3-8 cm, a seconda dei casi. L’arredamento può essere realizzato non esclusivamente con pietre vive, che hanno un costo decisamente alto, ma anche con una base di pietre laviche o tufo, sui cui poi si andranno ad adagiare appunto le rocce vive. Alcune grosse conchiglie, oltre ad arricchire l’acquario, possono offrire un confortevole riparo a pesci e invertebrati che popolano il fondo.

 

Una famiglia di pesci molto adatta per i neofiti è rappresentata dai Pomacentridae, di piccola taglia e molto robusti. A questa appartengono i famosissimi pesci pagliaccio, diffusi un po’ in tutto il mondo.


Acqua demineralizzata

Infine prestiamo molta attenzione all’acqua che inseriamo nella vasca, che dovrà essere demineralizzata per osmosi per essere sicuri di non avere eccesso di fosfati e nitrati responsabili del proliferare di fastidiose alghe infestanti. Nell’acqua va sciolto sale di ottima qualità, esente da fosfati e nitrati e dotato di tutti gli oligoelementi necessari. Una volta stabilizzati i valori dell’acqua, dopo almeno due mesi dall’allestimento della vasca, si possono introdurre i pesci e magari qualche invertebrato non troppo esigente.


L’ospite ideale

Il pesce marino ideale per l’acquariofilo neofita è di taglia abbastanza ridotta, massimo 15 cm di lunghezza, pacifico con le altre specie, adattabile e possibilmente resistente alle malattie, che possa essere alimentato con i cibi secchi liofilizzati o congelati disponibili in commercio. Questi aspetti sono fondamentali per l’acquario marino ancor più che per quello d’acqua dolce perché una quota notevole di questi pesci proviene ancora da catture effettuate negli habitat naturali, dal momento che poche specie si riescono a riprodurre in cattività. È ovvio che l’acquariofilo dovrebbe scegliere e preferire, per questioni etiche, queste ultime.



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