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Pericoli in acquario

 

Dott. ALESSIO ARBUATTI - Medico Veterinario


La legge italiana sulla detenzione di animali pericolosi parla chiaro: alcune specie non possono essere ospitate nelle case dei comuni cittadini.

Questo per preservare l’incolumità delle persone.

La situazione per quanto riguarda l’acquariofilia, però, è quantomai controversa. Il decreto emanato nel 1996 dal Ministero del Ambiente che elenca le "specie che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione” fa riferimento, infatti, ai soli mammiferi.

Per quanto riguarda i pesci le leggi sono poche o nulle.


Ospiti difficili

Per tale motivo è possibile trovare in commercio esemplari potenzialmente pericolosi, come le specie della famiglia degli Scorpenidi o le razze di acqua dolce (Potamotrygon sp.) che possono infliggere lesioni di varia gravità all’hobbista inesperto.


Pesce cobra

Tra gli Scorpenidi sicuramente la specie più commercializzata è Pterois volitans, noto anche con il nome di : "pesce cobra” e "pesce leone”, che proviene dalle barriere coralline dell’Indo-Pacifico.

Esso è dotato sulle pinne anali e dorsali di un apparato velenifero munito di spine che funzionano come vere e proprie siringhe che iniettano la sostanza tossica (generalmente sulla mano).


Problemi seri

Il veleno, composto da vari principi tra i quali l’acetilcolina, causa generalmente una sintomatologia localizzata di intensità variabile. In casi rari può dare problemi più estesi o perfino la morte dell’individuo.

 

LA LEGGE ITALIANA IN MATERIA DI ANIMALI PERICOLOSI

La legislazione italiana in merito di detenzione di animali potenzialmente pericolosi dice che alcune specie non possono essere detenute poiché

costituiscono un potenziale pericolo per l’appassionato. Dal punto di vista legislativo vanno ricordati: il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 19-04-1996: "Elenco delle specie che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione” che riprende la Legge del 07/02/1992 N. 150.

Tale Decreto fa, però, riferimento esclusivamente alle Classi dei Mammiferi e dei Rettili (in allegato A). Nonostante successive norme legislative, tra le quali il Decreto Legge del 3 Luglio 2003 n. 159: "Divieto di commercio e detenzione di Aracnidi altamente pericolosi per l’uomo”, abbiano regolamentato la detenzione di numerosi esemplari facenti parte di Classi animali diverse tra loro, sui pesci le norme legislative sono poche o inesistenti.

 


Sotto ossigeno

Il primo soccorso consiste nel mantenere la persona colpita tranquilla, asciugare la parte colpita e porla in acqua calda a circa 45 gradi (il veleno, infatti, è termolabile). In presenza di una sintomatologia locale questo trattamento prolungato per tempo variabile può bastare, ma si consiglia di recarsi al pronto soccorso specie se si ravvisano segni improvvisi e generali.

Nei casi piĂą gravi verranno somministrati corticosteroidi ed ossigeno.


Lesioni a cipolla

Le razze sudamericane del Genere Potamotrygon sp., sono spesso ben più velenose, infatti vengono spesso vendute con gli aculei incappucciati con plastica. Le loro ferite sono spesso profonde e fra gli indios sudamericani sono una delle principali cause di morte da animali selvatici. Uno studio del 2003 su 84 soggetti colpiti ha mostrato come tra i sintomi più comuni siano presenti il dolore progressivo, trattabile con il calore, e la necrosi cutanea spesso grave. Le lesioni, "a cipolla” possono anche cronicizzare specie se trattate nella maniera scorretta. Inoltre la lesione può fungere da porta d’ingresso per batteri. In rari casi sono stati evidenziati anche episodi con sintomatologia generalizzata o mortali.


L’ambiente giusto

Questi sono solo alcuni motivi per i quali è sempre importante conoscere ciò che si acquista in negozio, ricreare ambienti idonei in vasca e sapere come comportarsi con i nostri animali conoscendo la loro etologia e di conseguenza attuando manualitĂ  che non siano pericolose né per l’animale né per l’hobbista.




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