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Rosso... corallo

L'allevamento nell'acquario di barriere

Dott. alessio Arbuatti - Medico Veterinario

I coralli sono tra gli animali più inusuali che si possano ospitare in un acquario: la loro biologia è unica e affascinante. L’unità fondamentale di un corallo è formata dal polipo che vive all’interno di una struttura minerale fatta di carbonato di calcio, in lento ma continuo accrescimento. 


Nella pratica i coralli possono essere facilmente classificati come coralli duri (madrepore) e coralli molli (con componenti calcaree sparse o assenti nel tessuto). Numerose specie possono essere allevate in acquari purché vengano rispettate le esigenze biologiche e fisiologiche minime.


Si pensa che la parola corallo derivi dal greco koraillon, cioè "scheletro duro”, per altri invece sempre in greco kura-halos, cioè "forma umana” ed altri ancora, infine, fanno derivare il termine dall’ebraico goral.

 

Doppio nutrimento

L’allevamento in vasca dei coralli deve basarsi principalmente sul rispetto dei fabbisogni biologici. I coralli infatti sono esseri molto particolari. Da una parte essi sfruttano la fotosintesi (grazie alle alghe zooxantelle), dall’altra hanno una capacità predatoria: i polipi infatti si estroflettono e bloccano le componenti organiche disperse in acqua. Tali componenti vengono successivamente digerite e assorbite dalla colonia.


Cicli invertiti

Per questi motivi la loro alimentazione in acquario dovrà seguire delle regole particolari. Da una parte una corretta illuminazione stimolerà la fotosintesi nelle zooxantelle. Dall’altra, in base alla specie ospitata, i polipi potranno estrarre dall’acqua (in natura tale processo avviene generalmente di notte, ma in acquario i cicli biologici possono essere invertiti) sostanze nutritizie catturando batteri in sospensione, plancton o venendo nutriti direttamente con naupli d’Artemia salina o addirittura con piccoli pezzi di pesce o crostacei, in base alle specie ospitate.


Degenerati

Per molto tempo in acquariofilia si è pensato che non fosse necessario alimentare i coralli: ciò è vero in parte, in base alle capacità delle singole specie di coralli. Oggi si pensa che circa il 25%-55% del nutrimento debba essere fornito mediante alimentazione diretta del corallo. Esso necessiterà quindi di una corretta circolazione che sposti il nutrimento verso i polipi aperti, per evitare la formazione di zone morte all’interno delle quali i polipi possono andare incontro a degenerazione.

 

In acquario i polipi possono essere nutriti con batteri in sospensione, plancton, naupli d’Artemia salina o addirittura con piccoli pezzi di pesce o crostacei, in base alle specie ospitate. 

 

Predatori?

La necessità di alimentarsi di prede in sospensione varia in base alla tipologia di coralli (molle o duro) e alla specie. Ad esempio le acropore, coralli LPS altamente foto sintetici, necessitano di un alto carico azotato che può essere soddisfatto alimentando direttamente l’animale.


Un po’ di teoria

L’allevamento dei coralli necessita, prima del suo inizio, una conoscenza teorica da parte dell’allevatore tale da riuscire a combinare la presenza di più specie in vasca. I pesci non dovranno costituire un pericolo per i coralli né esserne danneggiati. Esistono numerosi testi di alto livello scientifico che possono aiutare nella gestione di questi bellissimi e antichissimi animali.

 

 

 I coralli sono spesso costretti a nutrirsi perché le alghe simbionti non producono alcune vitamine e altre sostanze fondamentali per il sostentamento. In passato invece si pensava  che una buona illuminazione fosse sufficiente per la sopravvivenza di questi organismi.




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