L'IMBARAZZO
DELLA SCELTA

Piccola guida ai mangimi per i nostri pesci

A cura di Alessandro Mancini - Acquariofilia ITALIA - acquariofiliaitalia.it

 

 

 

Per i primi acquariofili nutrire i propri pesci era un problema perché l’unica alternativa ai cibi freschi e dunque deteriorabili (carni, prodotti della pesca, verdure) erano i mangimi vivi, come dafnie e tubifex, che però erano poco salubri e difficili da conservare. L’avvento dei mangimi secchi e poi di quelli surgelati e liofilizzati ha cambiato le cose decisamente in meglio: se oggi l’acquariofilia è così diffusa lo si deve anche alla facilità con cui è possibile alimentare i pesci e gli altri organismi ospitati nelle nostre vasche. Ecco qualche informazione utile sui mangimi microincapsulati e surgelati. 

 

Questi alimenti sono preparati con tecniche d’avanguardia, che permettono di ottenere ottimi successi soprattutto come sostitutivi di alcuni cibi utilizzati per l’alimentazione delle larve di molti pesci. Purtroppo hanno incontrato finora scarso successo in acquariofilia, anche a causa di problemi di palatabilità per i pesci.


Perle... nutritive
I microincapsulati sono preparati sulla base di una miscela in sospensione liquida, contenente tutti i principi alimentari che si desiderano includere. Si spruzza poi sulla superficie del liquido, con una certa violenza, un particolare composto a base lipidica, non solubile in acqua: questa sostanza, scorrendo sulla superficie, ingloba piccole quantità della soluzione in minuscole perline che contengono la miscela alimentare.

Prede perfette

I microincapsulati si presentano in buste a tenuta stagna o barattoli con tappo a vite, generalmente in piccoli formati. La presenza dell’involucro idrofobico fa sì che le particelle resistano a lungo nell’acqua senza degradarsi e continuino a fluttuare senza precipitare al fondo, divenendo così ottime prede per avannotti ed invertebrati filtratori. Questi mangimi sono ideali per l’alimentazione delle larve dei pesci, in sostituzione di alcuni cibi vivi; possono però essere anche conglobati in piccoli granuli divenendo così un alimento per pesci adulti di qualunque taglia.

 

I mangimi surgelati più diffusi sono quelli monospecifici, costituiti cioè da una sola specie animale: artemie adulte e larve rosse di chironomi in primo luogo, ma anche mysis, copepodi e krill (piccoli crostacei planctonici marini), dafnie (crostacei planctonici d’acqua dolce), larve bianche (coretre) e nere (Culex) di zanzara, latterini (pesciolini destinati ai predatori in sostituzione dei pesci vivi) e polpa di mollusco (cozze e vongole).

 

Pietruzze
Poiché la qualità della miscela alimentare può essere determinata a piacimento, si possono includere nei microincapsulati vitamine, proteine nobili, acidi grassi essenziali e persino fertilizzanti per piante, se necessario. Uno dei peggiori svantaggi è che la loro palatabilità lascia a desiderare perché si perdono i "profumi” dei composti di base e inoltre la presenza delle sottili pareti di protezione li rende al palato simili a "pietruzze”. Il risultato è che molti pesci non sono propensi a riconoscerli come cibo.

Surgelati
Un’ottima alternativa al cibo vivo (di non facile reperibilità e ancor meno semplice mantenimento in casa) è data dai mangimi surgelati, sempre più diffusi. Per bloccare sul nascere la decomposizione batterica, il cibo va congelato all’istante a circa –50°C e in seguito conservato ad almeno –20°C per il periodo indicato per legge su ogni confezione. I mangimi surgelati più diffusi sono quelli monospecifici, costituiti cioè da una sola specie animale.

Mangimi composti

Un crescente successo stanno avendo anche i mangimi composti, formati cioè da più tipi di alimenti per soddisfare i bisogni nutrizionali di pesci esigenti. Questi mangimi sono generalmente venduti in comodi blister a cubetti/porzione da 100 g. Per chi ne fa largo consumo sono però più convenienti le tavolette da 500 g disponibili per le tipologie più comuni.

 

Un’ottima alternativa al cibo vivo è data dai mangimi surgelati, sempre più diffusi anche per l’alimentazione dei nostri pesci. In acqua dolce il consumo dei mangimi surgelati composti sta crescendo, sia come gradita variante alla dieta "secca” che come alimento principale di pesci esigenti o in riproduzione (Ciclidi come discus e ram, killifish).


Prede (quasi) vive
Se correttamente scongelati prima della somministrazione, questi alimenti di regola affondano più o meno lentamente senza galleggiare, continuando a fluttuare a mezz’acqua in presenza di adeguate correnti (pompa, diffusore d’aria, filtro). Il loro impiego è particolarmente diffuso in acquariofilia marina, dove la maggioranza dei pesci viene prelevata in natura e specie all’inizio accetta con difficoltà i mangimi lavorati, mostrando invece di preferire i surgelati in quanto più simili alle loro prede abituali.

Catena del freddo
Se eseguita correttamente, la surgelazione non modifica granché né le caratteristiche organolettiche, né quelle nutritive dell’alimento, che appare così pressoché identico all’originale in vivo. Per questi alimenti è necessario disporre di un congelatore per la conservazione perché altrimenti se si interrompe la catena del freddo possono indurre malattie a carico del fegato e dei reni dei pesci. La surgelazione non elimina del tutto il rischio di introdurre in acquario parassiti e patogeni con gli alimenti, ciò vale soprattutto per i chironomi e talvolta per le dafnie raccolte negli stagni.


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