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Pappa sott’acqua

 

A cura di AIPA

La somministrazione del mangime ai pesci è uno dei momenti più appassionanti per l’acquariofilo. Dopo pochi giorni,infatti, i pesci sembrano riconoscere la persona che li nutre e accorrono per accaparrarsi la loro razione di cibo...


Appetito... da squali

I pesci, contrariamente a molti altri animali, sembrano continuamente affamati: anche a distanza di pochi minuti dall’ultimo pasto possono nuovamente cibarsi, sebbene a rilento. Purtroppo questo è un difetto del loro metabolismo che induce facilmente l’acquariofilo a somministrare troppo mangime. Le conseguenze sono sostanzialmente due: un pericoloso ingrassamento dei pesci e il rischio di inquinare l’acqua con residui di cibo non consumati.


Dosi ridotte

Di norma si dovrebbe somministrare una piccola quantitĂ  di mangime che i pesci dovrebbero assumere completamente in 2-3 minuti. Se dopo questo tempo resta ancora cibo, la volta successiva si ridurrĂ  la dose.


Mangiatori veloci

Sarà importante offrire il cibo sempre nello stesso punto della vasca. Così anche i pesci un po’ lenti a raccogliere il cibo ben presto si abitueranno ad avvicinarsi in tempo, senza subire la concorrenza di mangiatori veloci.


Digiuno

Ad ogni modo, i pesci possono tranquillamente essere lasciati senza cibo per 2-3 giorni. Ciò corrisponde al bioritmo al quale i pesci tropicali sono abituati da millenni nei loro biotipi naturali.


Alimentazione bilanciata

Fondamentale è l’uso di un mangime di marca, studiato espressamente per il nutrimento dei pesci tropicali d’acqua dolce. L’industria mette a disposizione dell’acquariofilo un vasto assortimento di mangimi, formulati in base a precise ricerche scientifiche che assicurano un’alimentazione bilanciata, corrispondente alle specifiche esigenze dei pesci d’acquario.


Pappa bimestrale

Il cibo per pesci, come qualsiasi altro alimento, se non viene conservato in un luogo fresco e asciutto perde la propria freschezza e alla lunga le caratteristiche organolettiche possono alterarsi. Per questo stesso motivo sarebbe opportuno acquistare una confezione non troppo grande, sufficiente per circa 2 mesi di alimentazione.


MenĂą diversificati

La dieta dei pesci deve essere varia. Si dovrebbero alternare regolarmente almeno due tipi di mangimi. Infine un piccolo trucco: offrite il mangime lontano dal tubo d’entrata del filtro, per evitare che in parte venga aspirato!


Nutrire le piante

Anche le piante d’acquario hanno bisogno di nutrimento. Esse si nutrono di Sali minerali che ricavano dal materiale di fondo o direttamente dall’acqua; attraverso la fotosintesi clorofilliana, invece, elaborano sostanze inorganiche. Queste due forme di assunzione sono correlate attraverso processi complessi, i cui dettagli l’acquariofilo può anche trascurare. Basta ricordarsi alcuni fattori di vitale importanza che spieghiamo di seguito.

 

Fertilizzanti

Nel materiale di fondo e nell’acqua devono essere presenti Sali minerali nutritivi; questi vengono inizialmente forniti dal già menzionato terriccio fertilizzante. Il continuo consumo di questi nutrimenti da parte di una rigogliosa vegetazione rende però indispensabile una sua regolare integrazione. La soluzione migliore consiste nell’aggiunta di fertilizzanti in occasione dei regolari cambi parziali dell’acqua.


Le luci giuste

Per garantire una perfetta fotosintesi è necessario offrire un’illuminazione adeguata tramite specifiche lampade montate nell’acquario e un’acqua in cui sia presente una certa concentrazione di anidride carbonica (una delle più importanti materie prime per far funzionare la fotosintesi clorofilliana).


Anidride carbonica

Attraverso la superficie dell’acqua avviene in acquario un continuo scambio di gas presenti nell’aria, tra cui anche l’anidride carbonica (CO2). Non sempre, però, la quantità di anidride carbonica nell’acquario è sufficiente per le piante e pertanto va integrata con un’apposita somministrazione. A questo scopo l’industria specializzata ha sviluppato appositi impianti di diffusione che consentono di aggiungere all’acqua in modo semplice e controllato la giusta dose di anidride carbonica per garantire un perfetto sviluppo delle piante.




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